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FREI BETTO CONTRO LA CRIMINALIZZAZIONE DEL MOVIMENTO SEM TERRA NEL RIO GRANDE DEL SUD



Title: FREI BETTO CONTRO LA CRIMINALIZZAZIONE DEL MOVIMENTO SEM TERRA NEL RIO GRANDE DEL SUD

  
Eliminare il MST o il latifondo improduttivo?  
  FREI BETTO   7 luglio 2008   
 
     Una delle grandi qualità del governo Lula è non criminalizzare i movimenti sociali, repressi dal governo Cardoso anche con truppe militari. Se Lula li trattasse come un fatto di polizia e non di politica starebbe condannando il proprio passato.   

     Molti ricordano gli scioperi e le manifestazioni operaie guidate dall’attuale presidente della Repubblica nell’ABC paulista; gli elicotteri dell’Esercito volavano sopra lo stadio di Vila Euclides puntando le armi verso l’assemblea dei metalmeccanici; le truppe della PM che assediavano la cattedrale di São Bernardo do Campo, che ospitava i dirigenti operai; le macchine del  DEOPS che arrestava i dirigenti sindacali…   

     Erano tempi di dittatura. Oggi abbiamo recuperato lo Stato di Diritto, nel quale lo sciopero, le manifestazioni e le rivendicazioni sono diritti assicurati dalla Costituzione Federale. Eccetto che nel Rio Grande del Sud, dove l’arbitrio ancora domina    

     Nel settembre del 2007, la  Brigata Militare, così viene chiamata la Polizia Militare di quello stato, ha tentato di impedire la marcia di tre colonne di senza.terra verso il comune di Coqueiros do Sul. In una relazione consegnata al comandante generale della Brigata Militare, al Pubblico Ministero del RGS e al Pubblico Ministero Federale, il vicecomandante   cel. Paulo Roberto Mendes Rodrigues definisce il   MST e la Via Campesina come "movimenti criminali".  

     Nel dicembre del 2007, il Consiglio Superiore del Pubblico Ministero del RGS ha designato una equipe di giudici per “promuovere un’azione civile pubblica tendente alla dissoluzione del MST e alla dichiarazione della sua illegalità”.  Quando il Sistema Giudiziario esigerà la fine del latifondo?      

     Ha deciso anche di “intervenire nelle scuole del MST, per prendere tutte le misure che saranno necessarie per riportarle alla legalità, tanto dal punto di vista pedagogico che della  modalità di influenza esterna del MST”. Questa decisione è contraria al Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici, riconosciuto dal governo brasiliano   (Decreto 592, 6/7/92), oltre a non rispettare la Costituzione Federale.      

     L’11 di marzo di quest’anno, il Pubblico Ministero Federale ha denunciato otto membri del MST di “far parte di raggruppamenti che hanno come obiettivo quello di modificare lo Stato di Diritto”  e ha accusato gli accampamenti del movimento di costituirsi in “Stato parallelo” appoggiato dalle FARC… Questa accusa si scontra con le conclusioni dell’inchiesta penale della Polizia Federale che ha indagato sul MST durante il 2007 e ha concluso che non esistono vincoli del movimento con le FARC e la pratica di crimini contro la sicurezza nazionale.    

     Il MST è un movimento legittimo che sostiene 150.000 persone accampate sul bordo delle strade, evitando che ingrossino la cintura di favelas delle città. E sostiene il diritto di accesso alla terra di 4 milioni di famiglie che, negli ultimi decenni, sono state espulse dalle campagne a causa dell’espansione del latifondo e dell’agrobusiness e a causa della costruzione di dighe e dell’aumento degli interessi bancari.    

       Per principio il MST adotta, nelle sue azioni, il metodo della non-violenza, come facevano  Gandhi e Luther King (che, tuttavia, subirono analoghe accuse e sono morti assassinati). Le aree occupate sono improduttive o occupate da   grileiros  che si sono impossessati di terre appartenenti al potere pubblico, come nel caso di molte fazendas del   Pontal do Paranapanema (SP).  

       Il Brasile e l’Argentina sono gli unici paesi delle tre Americhe che non hanno mai fatto una riforma agraria. Il nostro paese è quello che possiede più terre coltivabili nel Continente, circa 600 milioni di ettari, con il 59% del territorio nazionale che è in situazione irregolare, occupato da  grileiros, posseiros e latifondisti   

       Oggi il MST lotta per la democratizzazione della terra, per mettere al primo posto la produzione di alimenti per il mercato interno (120 milioni di potenziali consumatori) attraverso piccole e medie proprietà, perché la terra sia  libera dal controllo di imprese transnazionale, garantendo la sovranità alimentare al nostro paese.  Un cambiamento sostenibile della struttura fondiaria richiede un nuovo livello tecnologico capace di preservare l’ambiente e impiantare nell’interno del paese agroindustrie in forma di cooperative e facilitare l’accesso all’educazione di qualità.   

       Non si può ammettere che le terre del Brasile diventino proprietà di stranieri solo perché hanno più soldi. Esse devono restare alla portata delle famiglie beneficiarie della Borsa Famiglia. Così il governo non dovrà preoccuparsi di aumentargli il mensile. Più che di cibo, cucina a gas e frigorifero, queste famiglie hanno bisogno di  essere in condizione di accedere alla terra, perché possano emanciparsi dalla tutela federale e produrre il proprio reddito.    

      Tutti i diritti di cittadinanza – voto alle donne, legislazione del lavoro, sistema sanitario, pensioni – sono stati conquistati dai movimenti sociali. E la storia di tutti loro, in qualsiasi paese o epoca, non è stata diversa da quel che oggi affronta il MST: incomprensioni, persecuzioni, massacri e omicidi  (Eldorado dos Carajás, Dorothy Stang, Chico Mendes) etc. Se  il prezzo della libertà è l’eterna vigilanza, quello della democrazia è socializzare il potere, evitando che sia privilegio di una casta o classe.