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2 DISCORSI DI JOAO PEDRO STEDILE DURANTE LE CELEBRAZIONI DEI 25 ANNI DEL MST (IL SECONDO è IN VIDEO)



IL PROGETTO DEL CAPITALE PER LE CAMPAGNE

(joao pedro Stedile 22 gennaio 2009, durante il XIII INCONTRO DEL MST, che
celebra i 25 anni del Movimento)


          Piu che celebrare i 25 anni è necessario che riflettiamo sulle
nuove condizioni della lotta di classe  molto diverse da quelle dei primi
anni del MST.
         E questo ci richiede un grado di conoscenza sempre maggiore, un
grado di attenzione sempre più accurata nei confronti di tutte le azioni che
il capitale sta facendo per controllare la natura e la produzione agricola.
Ora non è più solo in disputa la terra come bene di lavoro.
      Agli inizi della nostra storia c¹era un documento della CNBB che
parlava della terra come bene di lavoro come bene della natura, di Dio che
non poteva essere una merce e dovevamo affrontare il padrone della terra, il
latifondista, quello che aveva accaparrato questo bene della natura. Ora
sono in disputa tutti i beni della natura: l¹acqua, l¹aria, l¹ambiente, la
produzione di input che si usano per produrre gli alimenti
        Ora la lotta è molto più complessa e il nostro compito qui
stamattina è questo: cercare di elencare alcuni elementi che permettano ai
compagni di approfondire il dibattito, studiando. Nella logica della
discussione di questo incontro, ieri e stamattina noi abbiamo riflettuto sul
³loro² progetto per poter cominciare ora a parlare del nostro progetto, su
quali possono essere le alternative. Vorrei elencare, riassumere alcuni
elementi già apporsi ieri e oggi nelle parole del professor Umbelino per
costruire una interpretazione teorica collettiva.
 
        Dal momento in cui si è installato il capitalismo, questo è passato
per varie fasi nel suo modo di produrre In ognuna di queste fasi ha avuto
una grande influenza sulla produzione agricola. E questo è successo anche
qui in Brasile 
 
1.     Nel primo periodo del capitalismo commerciale,  l¹obiettivo era
produrre materie prime. Ci hanno imposto la colonia per controllare il
territorio e la forma del capitalismo commerciale che dominava la nostra
agricoltura è stata la fazenda di piantagione, la grande fazenda del periodo
coloniale, che combinava lavoro schiavo ed esportazione.
 
2.   Durante il XX secolo il capitalismo divenne industriale. Alla
produzione agricola fu imposto il modello tecnologico che obbligava
l¹agricoltura a dipendere dall¹industria. I capitalisti guadagnavano più
soldi nell¹industria e quindi  l¹agricoltura aveva un ruolo subordinato nel
produrre materia prime per l¹agroindustria e fornire manodopera a buon
mercato e allo stesso tempo tutti gli input erano prodotti dall¹industria
(fertilizzanti chimici, pesticidi, macchine ecc). In questo modello c¹era
una logica che permetteva l¹esistenza e la riproduzione del contadino, ossia
il contadino poteva avere la sua terra, lavorarla a suo modo, produrre i
suoi beni di sussistenza e allo stesso tempo era integrato nell¹industria,
fornendo materie prime e la metà dei suoi figli che diventavano operai.
Questo capitalismo ebbe interesse in alcuni paesi a realizzare la riforma
agraria, ossia nella maggioranza  dei paesi industrializzati del mondo è
stata la borghesia industriale ad assumere l¹iniziativa di dividere la terra
del latifondo e darla al contadino perché il contadino si subordinasse
all¹industria, perché era molto più produttivo del latifondo arretrato. In
certo modo, si è trattato di riforme agrarie pratiche che si produssero
all¹interno di una alleanza non esplicita tra borghesia industriale e
contadini.
 
3.   Ora siamo in una nuova fase del capitalismo. Il capitalismo industriale
classico è entrato in crisi, negli anni 70/90. Negli ultimi anni chi
controlla l¹economia è il capitale finanziario, che agisce sulla produzione
attraverso imprese che noi chiamiamo transnazionali o monopoliste. Questo
mutamento della forma del capitale ha avuto conseguenze gravissime nella
forma di organizzare la produzione agricola. Quali sono stati i movimenti
che questo capitale finanziario mondializzato ha prodotto nell¹agricoltura?
 
a)    il primo movimento è che le banche, il capitale finanziario è venuto
da fuori dell¹agricoltura, portato dalle imprese e ha comprato azioni, ha
gonfiato le imprese che agivano in campo agricolo e in questo modo è passato
a controllare l¹agricoltura e le grandi imprese transnazionali, la Monsanto
e la Bunge per esempio che sono le più grandi. La Monsanto è nata negli USA
cento anni fa, era una piccola impresa, nessuno ne aveva sentito parlare
negli anni 70 o 80. Sono pochi anni che la conosciamo. La Bunge, la Cargill,
perché sono apparse ora, da pochi anni a questa parte? Perché le banche
hanno investito denaro in queste imprese e loro da un¹ora all¹altra si sono
trasformate in mostri che hanno comprato altre imprese e hanno monopolizzato
il controllo della produzione Quindi l¹origine del capitale della Monsanto,
della Cargill, della Bunge, della Syngenta ecc non è stata frutto di una
accumulazione nella attività agricola ma ha origine nelle banche. Il
capitale finanziario ha quindi permesso l¹azione di grandi imprese perché
passassero a controllare le merci prodotte in agricoltura
 
b)    Il secondo movimento è legato al fatto che il capitalismo si è
internazionalizzato, hanno dollarizzato l¹economia del mondo. Tutti i prezzi
delle merci agricole sono stati internazionalizzati. All¹inizio del
movimento, il prezzo del mais in cruzeiro era diverso nei vari luoghi. C¹era
un prezzo a Sarandi, uno a Chapecò, uno in Goias ecc. Perché in quell¹epoca
del capitalismo industriale il prezzo del mais era determinato dal costo di
produzione. Ora qual è il prezzo del mais? E¹ lo stesso a Tokio, in Messico,
in TurchiaŠNorvegia, perché chi fa i prezzi sono le borse delle merci
controllate dalle imprese. Quindi abbiamo un prezzo unico per il mais in
tutto  il mondo, che permette loro di accumulare un enorme tasso di profitto
in dappertutto. Prima del capitale finanziario gli stati nazionali potevano
influire sull¹agricoltura attraverso le politiche pubbliche agricole. Ora
gli stati nazionali sono stati allontanati dalle politiche pubbliche
agricole. E chi determina la politica per l¹agricoltura sono i grandi
organismi internazionali: FMI, BC, WTO ecc.Di modo che eleggere o non
eleggere presidenti della repubblica nei paesi periferici, poco muta perché
in realtà altri controllano la nostra agricoltura.
 
c)    Terzo movimento. Questa agricoltura totalmente dipendente dagli  input
industriali e dalle imprese che controllano la produzione e il commercio è
diventata totalmente dipendente dal credito bancario. Le banche pubbliche e
private del Brasile prestano all¹agrobusiness, ogni anno, 60 miliardi di
reais perché producano da 80  a 100 miliardi. In realtà le banche non danno
i soldi ai fazendeiros ma direttamente alle imprese multinazionali che
forniscono concimi, pesticidi, semi e macchine. La differenza tra 60 e
80/100 si divide tra salari, tasse e rendita del fazendeiro. Anche il
fazendeiro ignorante che si è alleato con le imprese capitaliste non si
rende contro che la maggior parte del capitale prodotto va alle imprese
transnazionali. Se si interrompe il credito bancario oggi, finisce
l¹agrobusiness perché il fazendeiro non ha capitale sufficiente per produrre
e questo è stato il risultato del movimento del capitale finanziario.
     

           Bene, quali sono i nuovi settori di espansione del capitale in
area agricola? Le priorità del capitale da qui in avanti andranno in
direzione essenzialmente di cinque aree.

§     Prima di tutto controlleranno le SEMENTI, perché il controllo delle
sementi transgeniche è il modo di monopolizzare e controllare che cosa
produrre. E visto che c¹è una legge sui brevetti che permette di riscuotere
royalties, la Monsanto, nel Rio Grande del Sud, raccoglie 80 milioni di
dollari all¹anno di royalties, senza produrre un pacco di semi. Nessun
produttore compra la soia dalla Monsanto, ma questa soia trasgenica quando
arriva nei porti paga royalties alla Monsanto. Perché loro, ottenendo il
brevetto, hanno dichiarato che tutta la soia transgenica è loro, non importa
chi la produca. Lula ha liberalizzato il mais, il cotone (Š). Chi ha visto
il film sulla Monsanto ieri sera si è reso conto del potere della Monsanto.
 
§     Il secondo elemento è l¹ACQUA. Vi siete resi conto che questo elemento
è più caro di qualsiasi altro liquido?  Era l¹ultimo bene che non era merce.
Molte grandi multinazionali stanno facendo investimenti perchè vogliono
controllare le acque, controllare le fonti, i laghi, i fiumi e il consumo.
Per esempio la deviazione del Rio San Francisco non ha niente a che vedere
con la sete del sertao. Ma l¹acqua che è pubblica verrà privatizzata e
pagata sia per il consumo famigliare che per quello agricolo. Viene fatta
un¹opera pubblica per privatizzare.
 
§     La terza area in cui il capitale sta avanzando è quella del controllo
della BIODIVERSITA¹. .Che cos¹è la biodiversità? Sono le migliaia di forme
differenti di vita vegetale e animale che esistono in natura. Perché
vogliono controllarla? Ogni essere vivente ha una mappa del DNA diversa. In
queste mappe di ogni essere vivente si possono trovare risposte per lo
sviluppo dell¹agrobiologia, per sviluppare nuove forme di produzione di
sementi più produttive. Tutte le grandi imprese vanno in Amazzonia, verso
regioni ricche di biodiversità, verso il Pantanal, verso il  Cerrado,  per
controllare differenti forme di vita, ricercarle e trasformarle in merce.
All¹epoca del capitalismo industriale la ricerca era controllata dallo
stato, oggi dalle transnazionali. Se c¹è un bravo scienziato all¹Embrapa, la
Monsanto lo compra. Ma la cosa peggiore sono gli accordi formali, cioè il
fatto che i laboratori pubblici vengono messi a servizio delle
transnazionali e, comunque,  siccome la genetica richiede molto denaro, i
laboratori migliori non appartengono più agli stati.
 
§     Quarto obiettivo degli investimenti è il settore degli
AGROCOMBUSTIBILI. Sapete che le fonti di energia fossile (carbone, petrolio,
gasŠ) hanno stoques limitati. Il capitalismo sta cercando di trasformare
l¹agricoltura in una fonte di energia.  Al fondo tutta l¹energia   ha
origine dal sole. Quando noi mangiamo, i nostri alimenti di origine vegetale
o animale non sono altro che una mutazione dell¹energia solare. Tutti noi
esseri viventi ci muoviamo grazie all¹ energia solare. Giustamente i popoli
indigeni guardavano al  sole come al vero Dio, ed è vero perché senza sole
questo pianeta scompare. Cosa è quindi l¹agrocombustibile? E la capacità di
alcune piante (soia, canna ecc) di captare l¹energia solare e  trasformarla
in zucchero o olio. Il capitale vuol trasformare l¹agricoltura in una fonte
di alimenti per le automobili.
 
§     L¹ultimo fronte del capitale è la CELLULOSA.
 
 
           Quindi questo è il piano del capitale. Quali sono le
contraddizioni di questo modello del capitale nei confronti
dell¹agricoltura? Esistono contraddizioni. Cosa sono le contraddizioni? Sono
forze contrarie, generate dallo stesso progetto, che possono portarlo alla
distruzione, se noi abbiamo la capacità di sfruttare queste contraddizioni.
Il ruolo dei movimenti sociali come il nostro è comprendere le
contraddizioni per organizzare il popolo a superare questo modello.
 
PRIMA CONTRADDIZIONE:
Un modello di produzione industriale in agricoltura che ha bisogno di 60
miliardi di reais ogni anno per essere finanziato, la cosiddetta agricoltura
industriale  (tutti gli input sono prodotti fuori) ha delle contraddizioni
perché la maggior parte di questi input hanno come materia prima il petrolio
o fonti minerarie esauribili di fertilizzanti. Pertanto, a medio termine,
non c¹è futuro perché il petrolio diminuirà e ne aumenterà il prezzo, il
fosfato lo stesso ecc.  Come può crescere un agricoltura che dipende da un
input esauribile e sempre più scarso? Non è possibile, questa è la loro
grande contraddizione.
 
SECONDA CONTRADDIZIONE: La grande fazenda chiamata agrobusiness, per avere
un buon profitto, deve produrre con il sistema delle monoculture. Ma la
monocultura distrugge tutte le altre  forme di biodiversità presenti nella
natura e per fare questo usa veleni di origine chimica (che provengono in
parte dal petrolio). Questa agricoltura industriale funziona solo usando
veleni  e il veleno che non è biodegradabile distrugge  i microorganismi del
suolo, uccide l¹acqua. Questo tipo di agricoltura si sostiene quindi
producendo alimenti contaminati, e quindi a medio termine non può che far
aumentare i problemi della salute pubblica e man mano le persone se ne
rendono conto. E¹ chiaro che nel medio periodo questo tipo di agricoltura
non è sostenibile basandosi sulla produzione di alimenti contaminati.
 
 
TERZA CONTRADDIZIONE
La produzione di polli ecc. su larga scala si sostiene solo sulla base di
uso di medicinali e di molti ormoni e chi consuma questi prodotti assume le
sostanze che sono state utilizzate e questo sta producendo mutazioni negli
esseri umani (per esempio ci sono bambine che hanno il mestruo prima) ecc.
 
QUARTA CONTRADDIZIONE:
I prezzi dei prodotti agricoli  non si basano più sulla teoria del valore,
ossia sui costi di produzione, il prezzo delle commodities (tutti quei
prodotti agricoli che possono essere uniformati in tutto il mondo)  è deciso
in borsa dai monopoli o dalla speculazione e questo a medio termine porta a
delle serie conseguenze. Se il prezzo è svincolato dalla produzione e anche
dagli stoques e aumenta molto e la gente non può più comprare, questo porta
a un aumento della fame. Al tempo della rivoluzione verde, negli anni 60/70,
quando aumentò molto la produttività in agricoltura a causa dei
fertilizzanti chimici e dei pesticidi,  60 milioni di persone avevano fame;
e la promessa allora del governo Kennedy e della rivoluzione verde era che
l¹agricoltura industriale avrebbe eliminato la fame.  40 anni dopo, con
questo nuovo modello,  le persone che hanno fame sono 880 milioni. Questo è
un dato FAO dell¹anno scorso (l¹anno precedente erano 800 milioni, quindi in
un solo anno, di speculazione in borsa con la crescita del prezzo della soia
e del mais, 80 milioni di persone sono entrate nell¹ambito del gruppo che
soffre la fame). La maggioranza dei paesi più poveri ha perso la sovranità
sulla produzione di alimenti, a causa delle transnazionali. Oggi ci sono 75
paesi nel mondo che  non riescono a  produrre ciò che serve al loro popolo.
Non è per ragioni climatiche. Il nostro amato Venezuela, che è un paese
ricco di petrolio, il paese più ricco dell¹America Latina,  importa il 75%
di quel che mangia. Per colpa di chi? Della Monsanto, della Bunge, delle
multinazionaliŠ Quando Chavez è andato al potere importava il 95%. Chavez è
disperato e ha chiesto il nostro aiuto, ma fino ad ora è riuscito ad
abbassare le importazioni solo  al 75%.  Il Paraguay, che ha le terre più
fertili del mondo, che è in mezzo a due grandi fiumi,  importa il 60% di ciò
che mangia.
 
QUINTA CONTRADDIZIONE
La monocultura non ha bisogno di manodopera nelle campagne, la espelle
quindi è contro l¹occupazione. E¹ una contraddizione, dobbiamo approfittare
dell¹aumento della disoccupazione per denunciare l¹agrobusiness come una
delle cause della disoccupazione. Come dice Via Campesina, l¹agricoltura
industriale è in realtà una agricoltura senza agricoltori. Non ha bisogno di
agricoltori, l¹agrobusiness è una delle cause della disoccupazione
 
SESTA CONTRADDIZIONE
Il modello industriale dell¹agricoltura produce squilibri nell¹ambiente. La
monocultura distrugge le altre forme di vita, cioè la biodiversità. Perché
l¹equilibrio deriva dalla convivenza per milioni di anni di varie specie
animali e vegetali che sono collegate tra loro. Quando si impone la
monocultura si altera il clima. Il riscaldamento globale non è uno scherzo.
Dalle grandi fazende in cui c¹è solo bestiame, si possono rilevare le
emissioni di butanolo dai satelliti, che viene dagli escrementi delle
vacche. Gli stessi problemi sono causati dalla produzione intensiva di
suini. Anche lì c¹è emissione di gas che inquina l¹ambiente.
L¹agricoltura industriale  non ha la possibilità di convivere con l¹ambiente
e genera sempre più contraddizioni sulle quali noi dobbiamo lavorare.
 
SETTIMA CONTRADDIZIONE
Le imprese transnazionali controllano le sementi trasgeniche. All¹inizio
dicevano che c¹era una riduzione di costi perché invece di applicare tre
tipi di erbicidi se ne poteva applicare solo uno, il loro, il Rondoup. La
maggioranza degli agricoltori ci ha creduto, perché era così. Ma avremmo
potuto sostituire i veleni con la policoltura. Cosa sta succedendo oggi con
i semi transgenici? Che stanno nascendo parassiti resistenti. Compaiono
piaghe che i veleni non uccidono più. Quindi non servono più i semi
transgenici e questa è una contraddizione che noi dobbiamo utilizzare. Molti
agricoltori del Mato Grosso e del Goias hanno già abbandonato i semi
transgenici. Nel Parana ci sono molti studi (per esempio della Ibrapa) che
hanno dimostrato che non c¹è più differenza di produttività tra sementi
transgeniche e sementi convenzionali.  E negli Stati Uniti è stato
dimostrato che la produttività media della soia transgenica diminuisce di
anno in anno. 
 
OTTAVA CONTRADDIZIONE
L¹altra contraddizione che questa forma di agricoltura sta producendo è che
in alcune aree dedicate all¹etanolo, agli agrocombustibili, e alla cellulosa
le imprese , per garantire il loro investimento che è alto, stanno comprando
terre. Secondo una ricerca realizzata dalla Folha di Sao Paulo, che è
portavoce della borghesia brasiliana, negli ultimi 5 anni più di 20 milioni
di ettari sono stati comprati dal capitale straniero e questa è una
contraddizione sulla quale il MST/Via Campesina si può trovare vicino a
settori lontani ideologicamente da noi ma che difendono interessi
nazionalisti. Possiamo  provocare questi settori. Volete aiutarci a
difendere il Brasile o no? Quindi è una contraddizione importante della
quale noi dobbiamo approfittare. Qui nel Rio Grande del Sud, per esempio,
con le grandi imprese produttrici di cellulosa che utilizzano 300.000 ettari
dello stato.
 


DISCORSO DI JOAO PEDRO STEDILE DEL GIORNO 24 GENNAIO, GIORNATA CONCLUSIVA
DELLE CELEBRAZIONI, ALLA PRESENZA DI POLITICI, SINDACALISTI, INTELLETTUALI
BRASILIANI E STRANIERI
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