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Notizie sull'Honduras



Title: Notizie sull'Honduras
28/6/2009 - DA  VIA CAMPESINA INTERNAZIONALE: SOLIDARIETA’ CON I MEMBRI HONDUREGNI DI VIA CAMPESINA E CON IL POPOLO DELL’HONDURAS
 (…) Di fronte alla notizia del golpe le organizzazioni sociali dell’Honduras e tra queste quelle di Via Campesina sono uscite per le strade per ripudiare questo atto e esigere il ritorno del Presidente Zelaya alle sue funzioni..   Il governo di Zelaya si è distinto nella difesa degli operai e contadini, difende l’Alternativa Bolivariana delle Americhe (ALBA)  e, durante il suo mandato, ha promosso azioni a favore dei contadini dell’Honduras. Crediamo che questi atti siano azioni disperate dell’oligarchia nazionale e della destra che vuole preservare gli interessi del capitale e in particolare delle grandi imprese transnazionali …
Via Campesina internazionale chiede: 1: Il ristabilimento dell’ordine costituzionale, senza spargimento di sangue. 2. Che l’Esercito non reprima la popolazione che esige il ritorno alla democrazia. 3. Che si rispetti l’integrità fisica dei dirigenti sociali, e tra questi Rafael Alegria, dirigente internazionale di Via Campesina. 4. Che il presidente Zelaya riassuma le sue funzioni. 5. Che le autorità garantiscano il pieno esercizio democratico della consulta popolare. (…) Invitiamo le organizzazioni contadine e gli altri movimenti sociali a protestare di fronte alle ambasciate dell’Honduras e a inviare messaggi di ripudio del colpo di stato alle medesime ambasciate. Comitato di coordinamento internazionale di VC (Mali, Honduras, 28 giugno 2009)

 
28/6/2009 - I MOVIMENTI SOCIALI DELL’ALBA CHIAMANO ALLA SOLIDARIETA’ CON IL POPOLO DELL’HONDURAS  In queste ore il popolo dell’Honduras e i popoli dell’America Latina stanno conducendo una battaglia fondamentale: evitare che si consumi il colpo di stato reazionario contro il presidente costituzionale Zelaya e il popolo dell’Honduras. La cospirazione di politici, militari, giudici, mezzi di comunicazione con l’appoggio degli USA, vuole sconvolgere la strada percorsa dal governo honduregno verso l’integrazione nell’ALBA e evitare la realizzazione del voto che si proponeva di approfondire la democrazia attraverso una consultazione popolare che avrebbe reso possibile la Riforma della Costituzione. Il sequestro di un legittimo presidente è un’azione inaccettabile per i popoli dell’America Latina e del mondo e sta ricevendo la condanna della maggioranza dei governi che rifiutano la decisione del gruppo di cospiratori in Parlamento di sostituire il presidente. I movimenti sociali che hanno promosso l’ALBA invitano a mobilitarsi da subito e nei prossimi giorni perché nessun governo riconosca  coloro che le forze reazionarie vogliono presentare come nuovi dittatori e perché si torni al governo delle autorità legittime. Che cessi la repressione del popolo e delle sue organizzazioni. Che si accetti la libera decisione del popolo espressa attraverso la consultazione popolare. L’Honduras non è solo. C’è oggi un gruppo di paesi che stanno formando una alternativa bolivariana e una comunità internazionale che respinge il ritorno alle dittature. Di fronte alle Ambasciate e ai Consolati dell’Honduras, nelle strade, mobilitiamoci con azioni che costruiscano nel loro insieme il MAI PIU’ latinoamericano alle politiche fasciste e chiedano il rispetto delle richieste del popolo. Se colpiscono uno colpiscono tutti!.
 
 
28/6/2009 - REAZIONI DEI GOVERNI LATINO-AMERICANI E MONDIALI AL GOLPE
Il governo brasiliano ha condannato con forza il golpe militare. Ha solidarizzato con il popolo dell’Honduras e ha richiesto che il presidente Zelaya sia immediatamente restituito alle sue funzioni. La condanna del golpe è unanime. I leader riformatori latino-americani sono i più enfatici: il presidente del Venezuela, Chavez, ha definito l’episodio “golpe di uno stato troglodita”. La presidente dell’Argentina,   Cristina Tavarez, ha parlato di “ritorno alla barbarie” delle dittature militari. Ma anche Alvaro Uribe, presidente della Colombia e uomo di destra si è dissociato dai golpisti. Il Consiglio dell’Unione Europea e Obama hanno condannato il sequestro di Zelaya. La condanna del capo della Casa Bianca è stata definita tuttavia moderata. La domanda è se Obama sarà coerente con le promesse fatte nella recente riunione della Organizzazione degli Stati Americani o se seguirà lo stesso cammino del suo predecessore Bush che riconobbe il regime liberticida installato dai golpisti in Venezuela l’11 aprile 2002, senza sapere che il golpe sarebbe fallito in meno di 48 ore e avrebbe portato a una radicalizzazione del processo rivoluzionario.
 
 
28/6/2009 - DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE ZELAYA PRIGIONIERO IN COSTA RICA
Zelaya ha dichiarato di essere stato ingannato e tradito dalla cupola delle Forze Armate.Dice che il popolo nel suo paese resiste e fa barricate davanti ai blindati. Confida che il grosso dell’esercito non concorderà con il golpe. Dice di essere stato brutalmente sequestrato nella sua casa. Ipotizza un coinvolgimento dell’ambasciatore USA e gli chiede di negare appoggio ai golpisti
Il presidente Manuel Zelaya Rosales, 57 anni,  è stato eletto nel 2005 per il Partito Liberale, uno dei partiti tradizionali del paese. La pressione popolare e i nuovi venti che spirano in America latina lo hanno spinto verso una linea riformatrice. Nell’ultima settimana ha assunto una “condotta coraggiosa” (come ha detto Fidel Castro, paragonandolo ad Allende). Di fronte al sabotaggio della consultazione popolare operato dal Partito Nazionale e dalla cupola militare, Zelaya si è unito ai movimenti sociali per andare a riprendere le urne sequestrate dai militari e assicurare la consultazione elettorale che doveva avviare un processo costituente.


 28/6/2009 - ADOLFO PEREZ ESQUIVEL, PREMIO NOBEL PER LA PACE, SCRIVE AI PRESIDENTI LATINO-AMERICANI, ALLA OEA, A CHIESE E MOVIMENTI SOCIALI
Di nuovo nel continente compaiono golpe militari appoggiati dal Pentagono, dalla CIA e da gruppi di potere economico, ecclesiastico e politico che non vogliono nessun cambiamento e sono disposti a imporre di nuovo governi dittatoriali nei paesi che vogliono realizzare mutamenti strutturali e conquistare sovranità e autodeterminazione dei popoli. Lo stiamo vivendo nella repubblica sorella dell’Honduras vittima di un colpo di stato realizzato dalle forze armate e dai loro alleati contro il governo del Presidente Manuel Zelaya, che hanno sequestrato e allontanato dal paese e che è attualmente in Costa Rica. Il presidente del Costa Rica, Oscar Arias si è schierato a difesa del governo democratico dell’Honduras dicendo che “il golpe di Stato contro il governo honduregno è un grande passo indietro” e esprimendo la sua solidarietà al popolo fratello e chiedendo la restituzione del Presidente alle sue funzioni. Respingiamo il colpo di stato e chiediamo azioni urgenti dell’Organizzazione degli Stati Americani e dei Governi del continente perche siano restituite le funzioni di governo al presidente deposto senza nessuna condizione. I militare golpisti e i loro complici devono essere giudicati e condannati, non possono restare impuniti, sono criminalli che attentano alla democrazia e ai diritti umani del popolo dell’Honduras e danneggiano tutti i popoli del continente e del mondo. Chiediamo al Presidente degli Stati Uniti, Obama, di intervenire urgentemente perché il popolo dell’Honduras e il suo presidente eletto democraticamente siano rispettati, gli chiediamo di ripudiare il colpo di Stato realizzato dalle forze armate e dai loro seguaci. E’ ora che il governo degli Stati Uniti cambi la sua politica interventista nel continente latinoamericano e sappia rispettare la volontà dei popoli. Le forse armate non agiscono senza l’approvazione del Pentagono e della CIA e la complicità di imprenditori, settori ecclesiastici e politici che hanno sempre usato e abusato del potere per dominare il popolo.  Questi settori antidemocratici pretendono di imporre conflitti e guerre di bassa intensità nella regione per difendere i loro interessi e evitare la sovranità e l’autoderminazione dei popoli. Chiediamo che l’OEA non riconosco il governo golpista e restituisca il suo ruolo al Presidente eletto dal Popolo. CHIEDIAMO AI MOVIMENTI E ORGANIZZAZIONI POPOLARI DEL CONTINENTE E DI ALTRI PAESI SOLIDARI DI: Ripudiare il colpo di stato in Honduras; - Chiedere il ristabilimento delle sue funzioni per il Presidente Zelaya, senza condizioni;  - Chiedere la punizione dei militare e dei loro complici: parlamentari, magistrati, imprenditori, ecclesiastici.
Non possiamo dimenticare che ci sono ancora nel continente residui di forze armate golpiste impregnate della Dottrina della Sicurezza Nazionale e con nostalgia delle dittature che, invece di mettersi al servizio del popolo, si sono trasformate in truppe di occupazione dei propri stessi popoli, violando i dirtti democratici e i diritti umani. Non possiamo dimenticare che settori antidemocratici e golpisti hanno tentato di realizzare un colpo di stato contro il governo legittimo del Presidente Chavez e grazie all’azione e all’appoggio del popolo venezuelano e alla solidarietà internazionale i golpisti sono stati sconfitti. I magistrati del Tribunale Elettorale, la Corte e il Congresso devono agire in accordo con la Costituzione Nazionale e rispettare la convocazione della consultazione popolare sulla Riforma Costituzionale e le decisioni democratiche del governo. Non possono avallare e appoggiare un golpe militare contro un governo costituzionale, delegittimerebbero se stesse e metterebbero in pericolo tutte le democrazie nel continente, appoggiando un governo immorale e illegittimo. Per il diritto dei popoli alla loro sovranità e autoderminazione, diciamo:  ¡¡¡¡¡¡ NO A LOS GOLPES MILITARES. BASTA YA!!!!!!!  I popoli sono costruttori della loro vita e della loro staria: