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A.I.: Honduras: difensori dei diritti umani in pericolo




Poliziotti hanno lanciato gas lacrimogeni contro gli uffici del Comitati dei familiari dei detenuti scomparsi in Honduras (Cofadeh), importante associazione per i diritti umani. L'incidente si è verificato in un clima di elevata tensione e preoccupazione per i diritti umani, dopo lo scioglimento di una manifestazione, che celebrava il ritorno del presidente destituito Manuel Zelaya il 21 settembre.

Martedi 22 settembre circa 15 poliziotti, dopo essersi posizionati davanti all'ingresso degli uffici della Cofadeh, avrebbero provato ad entrare nell'edificio. Senza nessun preavviso, i poliziotti hanno poi lanciato gas lacrimogeni negli uffici. In quel momento all'interno, oltre a tutto il personale, si trovavano oltre 100 persone, tra le quali anche donne e bambini, che erano lì per fornire le proprie testimonianze sugli abusi commessi dalla polizia durante una manifestazione tenutasi il giorno prima di fronte all'Ambasciata brasiliana di Tegucigalpa, capitale dell'Honduras.

firma l'appello http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2612

Amnesty International è seriamente preoccupata per gli arresti di massa e per l'eccessivo uso della forza da parte della polizia nei confronti dei dimostranti in Honduras, inclusi pestaggi. Secondo le informazioni ricevute da Amnesty International, una decina di contestatori sono stati portati in luoghi di detenzione non autorizzati nella capitale, il 22 settembre. Molti di questi sono stati rilasciati, ma rimane la preoccupazione per il ricorso alla detenzione illegale. Amnesty International è inoltre preoccupata per la persecuzione e le intimidazioni verso i difensori dei diritti umani. Questo ultimo attacco contro il Cofadeh è indicativo del serio deterioramento della situazione dei diritti umani in Honduras.

INFORMAZIONI AGGIUNTIVE
Cofadeh è una rinomata organizzazione per i diritti umani che è sempre stata in prima linea nel chiedere giustizia e indennizzi per i familiari e le vittime di sparizioni forzate e tortura. Preoccupazioni relative ai diritti umani in Honduras si sono intensificate da quando il presidente José Manuel Zelaya Rosales, eletto democraticamente, è stato stato espulso dal paese e il potere è stato assunto dal presidente del Congresso, Roberto Micheletti. Ci sono stati molti arresti nel paese dopo il colpo di stato con diversi scontri tra polizia, militari e manifestanti. Almeno due persone, colpite da colpi di arma da fuoco, sono morte. Una missione di Amnesty ha visitato l'Honduras dal 28 luglio al 2 agosto 2009. Durante la missione Amnesty International ha raccolto molte testimonianze dirette di abusi, detenzione e maltrattamenti di manifestanti pacifici che sono stati usati per punire coloro che protestavano contro il governo de facto istituito dopo l'espulsione del presidente Zelaya. Amnesty International è seriamente preoccupata che gli abusi contro i manifestanti possano provocare ulteriori tensioni e portare a violazioni ancora più gravi dei diritti umani. L'organizzazione per i diritti umani ribadisce che la forza deve essere usata in condizioni estreme e non come metodo per limitare il diritto di protestare pacificamente e segnala i tentativi di limitare la libertà di espressione, mediante ripetuti attacchi a giornalisti, confisca di materiali e chiusura di mezzi di comunicazione.