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Il MST sulla revisione del Codice forestale che favorirà il disboscamento + Zucchero del MST di Marinella Correggia



Title: Il MST sulla revisione del Codice forestale che favorirà il disboscamento    + Zucchero del MST di Marinella Correggia
Da www. comitatomst.it


Sul CODICE FORESTALE
21 maggio, Letraviva MST: In difesa della preservazione dell’ambiente

I parlamentari della commissione speciale che discute delle modifiche al Codice forestale devono votare, all’inizio di giugno, la relazione finale sui cambiamenti nella legislazione. Denunciamo che la relazione terrà in considerazione solo gli interessi dei ruralisti perchè non c’è stato un ampio dibattito su questo tema. Loro vogliono consolidare il disboscamento che hanno già promosso nel  Cerrado, Mata Atlântica, Pampas e Caatinga e procedere nella distruzione dell’Amazzonia
 
IL CODICE Forestale è una barriera alla crescita dell’agrobusiness perché impone limiti alla devastazione ambientale nell’attività agricola, con l’applicazione della Riserva Legale e delle Aree di Preservazione Permanente. La riserva legale è dell’85% nell’Amazzonia, del 35 % nel Cerrado e del 20 % nelle altre zone.
Gli impatti della distruzione dell’ambiente sono sentiti dovunque non solo nelle regioni direttamente distrutte. Esempio recente è la morte di più di 200 lavoratori e lavoratrici delle regioni più povere di Rio de janeiro in seguito alle forti pigge che hanno colpito lo stato all’inizio di aprile. Le principali vittime fanno parte di famiglie che vivono nelle baraccopoli in collina per la mancanza di un programma di costruzione di case che risponda alle necessità dell’insieme della popolazione. Le conseguenze degli squilibri ambientali ricadono principalmente sui più poveri.
Lo squilibrio climatico e i disastri naturali hanno le loro radici nella forma di organizzazione della produzione nella società. Le conseguenze degli squilibri ambientali ricadono soprattutto sui più poveri.
Lo squilibrio climatico e i disastri naturali hanno radice nella forma di organizzazione della produzione nella società, sotto l’egemonia delle grandi imprese transnazionali e del capitale finanziario. Queste attività non sono in sintonia con la natura e debilitano gli ecosistemi per garantire una maggiore accumulazione del capitale.
La flessibilizzazione della legislazione ambientale, difesa dal gruppo ruraliste , interessa all’agrobusiness, alle imprese transnazionali dell’agricoltura e del capitale finanziario. Il Codice Forestale Brasiliano è stato creato nel 1934, dal governo Vargas, come forma per dare regole all’espansione dell’economia agricola per le aree di foresta. Nel 1965 il codice è stato riformato dal governo militare per porre limite al disboscamento provocato dal loro programma di colonizzazione dell’Amazzonia.
Nel 2001, con una Misura Provvisoria, il governo FHC ha fatto un’ultima grande riforma del Codice, permettendo la creazione di grandi opere di interesse del capitale. Tuttavia restarono norme relative alle Aree di Preservazione Permanente e alla Riserva Legale. Ora l’agrobusiness vuole eliminare questi strumenti legali dal suo orizzonte.
Il Codice preserva anche le aree lungo i fiumi o qualsiasi corso d’acqua; intorno alle lagune, ai lagni e riserve d’acqua naturali o artificiali; sulla cima delle colline, delle montagne, delle catene montuose e al di sopra dei 1800 metri, qualsiasi sia la vegetazione esistente.
Il Codice Forestale è rimasto vivo fino ad oggi grazie alle lotte dei brasiliani che difendono l’ambiente e la natura, che è un bene strategico del popolo.
Anche così, per quanto sia nella legge, non è mai stato rispettato dai governi e dall’agrobusiness. Fino ad oggi, il settore ruralista agisce così: ignora ciò che dice il Codice a proposito di distruzione delle foreste; quando sono presi con la motosega in mano accusa la rigidità della legislazione in vigore e infine mobilitano i loro parlaementari per abbattere questi “ostacoli”.
La Via Campesina ha definito proposte per un profondo programma ambientale per le campagne brasiliane. Prima di qualsiasi misura sosteniamo che va mantenuto il Codice Forestale, che deve essere rispettato in modo da realizzare una agricoltura contadina sostenibile. Partecipiamo alla campagna “Disboscamento Zero” per interrompere la devastazione della foresta subito. Per le aree di Riforma Agraria abbiamo proposto ai governi un ampio programma di riforestazione con alberi antivi, la costruzione di agroforeste e un programma di educazione ambientale.
Gli interessi dei ruralisti che vogliono passare con i loro trattori sopra le foreste e la creazione della CPMI contro la Riforma Agraria sono due lati della stessa moneta. Mentre lavorano con impegno per flessibilizzare la legislazione ambientale, per espandere rapidamente il capitale sul nostro territorio, mantengono uno strumento politico efficiente per portare avanti una lotta ideologica contro i movimenti sociali, paralizzare la Riforma Agraria  e impedire qualsiasi resistenza al loro progetto.
Ci stiamo organizzando con altri movimenti sociali e ambientalisti per impedire che anche questa manovra contro l’ambiente sia approvata dai settori conservatori. Sosteniamo l’integrazione tra le foreste e la produzione di alimenti sani per la popolazione del nostro paese.
Secretaria Nacional do  MST


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Mi sono permessa di cambiare il titolo  da Zucchero Amaro a Zucchero Equo, sicura dell’approvazione di Marinella
Zucchero equo -  di Marinella Correggia, dal Manifesto del 18 maggio 2010
«Qui attorno prima di noi c'era solo canna, canna e canna». Nel video realizzato dall'associazione italiana Ya basta, un socio della cooperativa Copavi creata dal Movimento Sem Terra (Mst) indica i terreni ora rigogliosi di alberi da frutto, orti e - anche ma non solo - campi di canna da zucchero dell'insediamento Santa Maria nello stato del Paraná, Brasile. Dove la Copavi produce lo «açucar do Brasil».  Il Mst è da tempo attivo nelle campagne contro gli «agrocarburanti», termine coniato dal movimento stesso per indicare le diverse coltivazioni alimentari destinate a «cibo per le macchine», canna da zucchero e soia in Brasile, palma da olio altrove, che si espandono a scapito della foresta e dei diritti umani (vi abbonda il lavoro in condizioni quasi schiave). Al contrario le canne da zucchero della cooperativa del Mst sono finalizzate all'alimentazione umana di qualità. Zucchero integrale, scuro, aromatico, ricco di minerali a differenza di quello bianco ultraraffinato. Lo «açucar do Brasil» mascavo si ottiene con la purificazione, evaporazione e concentrazione per mezzo del solo calore («a caldo de cana»), senza processi chimici. Finalmente arriva anche in Italia, grazie a un canale diretto ed equo: lo importa l'associazione Ya Basta (il coordinamento è della sezione di Reggio Emilia) in collaborazione con  Amig at s MST Italia (www.yabastareggioemilia.it <http://www.yabastareggioemilia.it/> ; e www.comitatomst.it <http://www.comitatomst.it/> ).  La storia della Copavi comincia il 19 gennaio 1993, quando 16 famiglie del Mst occupano pacificamente la fazenda Santa Maria. La proprietà, un'impresa turca, era piena di debiti e non utilizzava i terreni in modo adeguato, per cui un anno prima le terre erano state espropriate dall'Incra, l'istituto brasiliano per la riforma agraria. La superficie era stata destinata a un gruppo di famiglie della vicina città di Paranacity le quali però, viste le condizioni disperate, continuarono a lasciare improduttiva l'area. A quel punto il Mst occupò. E fu bravo a evitare una guerra fra poveri: alle famiglie di Parancity propose una soluzione alternativa, e all'Incra un progetto di agroecologia basato sul lavoro collettivo. Dopo un anno di occupazione piena di difficoltà in casupole di paglia e sacchi di plastica nera («avevamo volontà e figli, ma nient'altro, la fame era proprio un fatto quotidiano» dice nel video un altro socio) fu costituita formalmente la cooperativa, fondata sul principio della collettività delle terre e sul lavoro insieme. Nacquero anche un'associazione di piccoli agricoltori, chiamata «Mão na Terra» (Amaterra) e Amar, l'associazione delle donne dell'insediamento Santa Maria. Oggi l'esperienza di Copavi è una delle più significative del Movimento Sem Terra. Nell'insediamento Santa Maria vivono e lavorano circa 80 persone. Ogni famiglia ha una propria casa, ma la vita comunitaria si declina anche nei pranzi in comune. Le terre appartengono alla collettività e se una famiglia decide di lasciare la Cooperativa non ha nessun diritto di proprietà. Il lavoro è differenziato in base alle esigenze e alle competenze, e tutti guadagnano 79 centavos all'ora per qualunque tipo di mansione, ortofrutticoltori o panettieri, addetti allo zuccherificio artigianale o contabili. I bambini studiano in città e al pomeriggio un pedagogista della cooperativa lavora con loro.  Il 20% della diversificata produzione di Copavi è per l'autoconsumo, l'80% per la vendita. Filiera corta: la Copavi fa il porta a porta nella vicina città e partecipa settimanalmente a due mercati. Ai quali si aggiunge ora l'esportazione dello zucchero equo. amiga