[Date Prev][Date Next][Thread Prev][Thread Next][Date Index][Thread Index]

Mininotiziario AL n.93 - " DICHIARAZIONE DI VOTO" di FREI BETTO



MININOTIZIARIO AMERICALATINA DAL BASSO  - n. 93 del 20 settembre 2010



A cura della Fondazione Neno Zanchetta - Gragnano (Lucca)







In allegato al Mininotiziario sulle elezioni in Brasile mancava il testo "Dichiarazione di voto" di Frei Betto. In realtà dopo averlo da tempo tradotto e conservato per l'occasione, lo ho perso. Per fortuna ho ritrovato una traduzione sul sito de <I diari della rodoviaria> che a prima vista è corretta. Non avendo il tempo per un controllo completo metto in calce anche l'originale portoghese. Mi pare essere una acuta analisi politica, un vademecum che è trasferibile, adeguando i dati specifici, ad altri paesi..

Non credo di avere tempo di riordinare i vari appunti per disegnare un diario paese in vista delle elezioni in Venezuela per il rinnovo del parlamento che si terranno domenica prossima. Serviranno per il commento post elettorale. Riporto solo, per sottolinearne l'importanza, il commento del politologo statunitense James Petras che segnala come in Brasile il 6 ottobre si confronteranno due politiche neoliberiste mentre in Venezuela si scontreranno due opposte visioni.

A.Z.

***            ***            ***            ***



 "DICHIARAZIONE DI VOTO" DI FREI BETTO

                                                 MA "MANCA IL CANDIDATO"

Voto, quest'anno, per il presidente della Repubblica, per il candidato deciso a fare le riforme strutturali tanto promesse e mai effettuate: la riforma agraria, tributaria, politica e della giustizia. E che le riforme previdenziali e del lavoro non siano una truffa per penalizzare ancora di più i lavoratori e i pensionati e un beneficio per le grandi imprese.

Voto per chi è pronto a rivoluzionare la salute e l'educazione. È una vergogna il deterioramento del SUS [Sistema Unico di Salute, il sistema sanitario brasiliano]e della scuola pubblica. Dei 190 milioni di brasiliani, appena 30 milioni riescono ad afferrare il salvagente dei piani privati di assistenza sanitaria. I più sono trattati come cittadini di serie b, senza speranza in fila per gli ospedali, obbligati a comprare medicine gravate da tasse in media del 39%.

Secondo il MEC [Ministero dell'Educazione], ci sono 4,1 milioni di brasiliani tra i 4 e i 17 anni di età fuori dalla scuola. Pertanto, virtualmente dentro il crimine. I nostri professori sono mal pagati, l'inclusione digitale degli alunni è una via crucis, il turno curriculare di 4 ore al giorno è la vernice che ricopre una nazione di semianalfabeta [il sistema scolastico brasiliano prevede 3 turni: mattino, pomeriggio, sera].

Voto per il candidato disposto al controllo rigoroso delle emissioni di anidride carbonica dell'industria, alla difesa dei pascoli e delle aree di preservazione ambientale, come, ad esempio, l'Amazzonia. Non si può permettere che le attività agricolo-industriali distruggano la foresta, contaminino i fiumi e utilizzino manodopera senza protezione legale e in regime di schiavitù.

Voto per chi si impegna per superare il carattere assistenziale della Bolsa Familia e riscoprire il carattere di emancipazione del programma Fome Zero, aprendo una via d'uscita per le famiglie che sopravvivono a spese del governo, in modo che possano godere di un proprio reddito.

Voto per il candidato disposto a cambiare l'attuale politica economica che, nel 2008, canalizzò 282 miliardi di Reais [oltre 100 miliardi di Euro] per il debito estero ed interno e solo 44,5 miliardi [circa 20 miliardi di Euro] per la salute. In termini percentuali significa che il 30% del bilancio è stato dedicato al mercato finanziario e appena il 5% alla salute, il 3% alla scuola, il 12% alle attività sociali nel loro complesso.

Voto per il candidato contrario all'autonomia del Banco Central, in quanto l'economia non è un aspetto separato dalla politica e dalla società. Voto per la riduzione degli interessi, la detassazione della cesta basica [un paniere di beni di prima necessità per la sopravvivenza di una famiglia di 3 persone per un mese] e dei medicinali, l'aumento reale del salario minimo, la riduzione dell'orario settimanale di lavoro a 40 ore.

Voto per la legalizzazione e preservazione delle aree indigene, quilombolas [comunità di ex schiavi] e riberinhos [comunita lungo i fiumi], in dialogo permanente con i movimenti sociali e il rifiuto a qualsiasi tentativo di criminalizzazione, nelle iniziative di economia solidale e di commercio equo, nella definizione costituzionale del limite massimo per la proprietà rurale.

Voto per un candidato convinto dell'urgenza di ridurre le tariffe dell'energia destinata al consumo familiare e della telefonia mobile. Disposto a valorizzare le fonti alternative di energia, come il solare e l'eolica, delle mare e dell'immondizia. E che sia contrario alla costruzione di centrali termoelettriche e idroelettriche nocive per l'ambiente.

Voto per il candidato che dia priorità al trasporto pubblico e di qualità, con prezzi calmierati e accessibili; che esiga l'identificazione chiara e visibile degli elementi transgenici per i consumatori; impedisca l'uso dei bambini nella propaganda pubblicitaria; e condanni con forza il lavoro infantile.

Voto per il candidato risoluto a istituire la Commissione di Verità, in modo da aprire gli archivi delle Forze Armate del periodo della dittatura e accertare i crimini commessi in nome dello Stato, così come i luoghi dei desaparecido.

Voto per chi dà continuità all'attuale politica estera di rafforzamento della sovranità e indipendenza del Brasile, di diversificazione delle relazioni commerciali, di appoggio a tutte le forme di integrazione latino-americana e caraibica senza la presenza degli USA; il diritto del nostro Paese ad un posto nel consiglio di sicurezza dell'ONU; del ripudio al criminale embargo degli USA a Cuba e all'installazione di basi militari statunitensi in America Latina. [In questo caso Frei Betto confonde la giusta lotta di emancipazione dei popoli Americani con il nascente imperialismo che il Brasile, con Lula, ha cominciato a praticare proprio a spese degli altri paesi del Sud America]

Voto, soprattutto per chi presenterà un programma convincente di riduzione significativa della maggior piaga del Brasile: la disuguaglianza sociale.

Questo è il mio voto.

Resta solo da trovare il candidato

(Traduzione dal sito Diari della Rodoviaria - www.diaridellarodoviaria.org/?q=node/38)

Intenção de voto

Voto este ano, para presidente da República, no candidato decidido a implementar reformas estruturais tão
prometidas e jamais efetivadas: agrária, tributária, política,
judiciária. E que a previdenciária e a trabalhista não sejam um engodo
para penalizar ainda mais os trabalhadores e aposentados e beneficiar
grandes empresas.





Voto em quem se dispõe a revolucionar a saúde e a educação. É uma vergonha o sucateamento do SUS e do ensino público. De 190 milhões de brasileiros, apenas 30 milhões se agarram esperançosamente na bóia de
salvação dos planos privados de saúde. Os?demais são tratados como
cidadãos de segunda classe, abnegados penitentes de filas hospitalares,
obrigados a adquirir remédios onerados por uma carga tributária de 39%
em média.





Segundo o MEC, há 4,1 milhões de brasileiros, entre 4 e 17 anos de idade, fora da escola. Portanto, virtualmente dentro do crime. Nossos professores são mal remunerados, a inclusão digital dos alunos é um
penoso caminho a ser percorrido, o turno curricular de 4 horas diárias é
o verniz que encobre a nação de semianalfabetos.





Voto no candidato disposto ao controle rigoroso de emissão de gás carbônico das indústrias, dos pastos e das áreas de preservação ambiental, como a Amazônia. Não se pode permitir que o agronegócio
derrube a floresta, contamine os rios e utilize mão-de-obra desprotegida
da legislação trabalhista ou em regime de escravidão.





Voto em quem se comprometer a superar o caráter compensatório do Bolsa Família e resgatar o emancipatório do Fome Zero, abrindo a porta de saída para as famílias que sobrevivem à custa do governo, de modo que
possam gerar a própria renda.





Voto no candidato disposto a mudar a atual política econômica que, em 2008, canalizou R$ 282 bilhões para amortizar dívidas interna e externa e apenas R$ 44,5 bilhões para a saúde. Em termos percentuais, foram 30%
do orçamento destinados ao mercado financeiro e apenas 5% para a saúde,
3% à educação, 12% a toda a área social.





Voto no candidato contrário à autonomia do Banco Central, pois a economia não é uma instância divorciada da política e do social. Voto pela redução dos juros, a desoneração da cesta básica e dos
medicamentos, o aumento real do salário mínimo, a redução da jornada
semanal de trabalho para 40 horas.





Voto na legalização e preservação das áreas indígenas, de quilombolas e ribeirinhos, no diálogo permanente com os movimentos sociais e repúdio a qualquer tentativa de criminalizá-los, nas iniciativas de
economia solidária e comércio justo, na definição constitucional do
limite máximo de propriedade rural.





Voto no candidato convicto de que urge reduzir as tarifas de energia destinada ao consumo familiar e de uso de telefonia móvel. Disposto a valorizar fontes alternativas de energia, como a solar, a eólica, a dos
mares e lixões etc. E que seja contrário à construção de termoelétricas e
hidrelétricas nocivas ao meio ambiente.





Voto no candidato que priorize o transporte coletivo de qualidade, com preços acessíveis subsidiados; exija a identificação visível dos alimentos transgênicos oferecidos ao consumidor; impeça a participação e
uso de crianças em peças publicitárias; e condene veementemente o
trabalho infantil.





Voto no candidato decidido a instalar a Comissão da Verdade, de modo a abrir os arquivos das Forças Armadas concernentes ao período ditatorial e apurar os crimes cometidos em nome do Estado, bem como o paradeiro
dos desaparecidos. ?





Voto em quem dê continuidade à atual política externa, de fortalecimento da soberania e independência do Brasil, diversificação de suas relações comerciais, apoio a todas as formas de integração
latino-americana e caribenha sem a presença dos EUA; direito de o nosso
país ter assento no Conselho de Segurança da ONU; de repúdio ao
criminoso bloqueio dos EUA a Cuba e à instalação de bases militares
estadunidenses na América Latina.

Voto, sobretudo, em quem apresentar um programa convincente de redução significativa da maior chaga do Brasil: a desigualdade social.



Este o meu voto.



Resta achar o candidato.