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Sanità in Ecuador, uno Stato in emergenza



http://it.peacereporter.net/articolo/26552/Sanità+in+Ecuador,+uno+Stato+in+emergenza
 

Il presidente Correa ha proclamato lo stato di Emergenza Sanitaria per combattere la logica del mercato della salute. Un passo importante, che però non modifica la base di un sistema corrotto e inumano

 

Scritto per Peacereporter da Sandro Bozzolo

 

Era il 12 febbraio 2010, quando Edison Alcivar, vent'anni appena compiuti, arrivò in gravi condizioni alla clinica privata Pichincha, uno tra gli ospedali privati più rinomati di Quito. Una banale discussione in discoteca si era conclusa con una coltellata sulla spalla, ed Edison, giovane appassionato di rap, si è ritrovato su un'ambulanza a sirene spiegate. Tre ore più tardi, quando i genitori raggiunsero l'ospedale, il ventenne era immerso in una pozza di sangue, ormai agonizzante. La sua unica colpa - oltre alla discriminante non secondaria di essere afroecuadoriano - era un portafoglio privo di carta di credito, o, in alternativa, di qualche migliaia di dollari in contanti.

La tragedia di Edison purtroppo non è l'unica, in questo Ecuador che culla ambizioni di "Revolucion Ciudadana", ma che continua a ritrovarsi gestito dai soliti pochi. La gestione del sistema sanitario ne è un esempio. Nel settembre 2009 destò scalpore il caso di Charlotte Mazoyer, giovane vulcanologa francese, vittima di un tentativo di furto concluso con uno sparo. Anche lei era ancora viva quando arrivò alla Clinica Pichincha, ma nemmeno lei aveva una carta di credito in tasca, o la garanzia di poter pagare le prime cure. Morì su una barella.

E' anche per combattere questa logica di "mercato della salute" che il Presidente Rafael Correa ha dichiarato, lo scorso 10 gennaio, lo stato di "Emergenza Sanitaria", che rimarrà vigente per sessanta giorni almeno. Obiettivo dichiarato è aumentare l'efficienza del servizio pubblico in termini territoriali e numerici, potenziando soprattutto le infrastrutture e le apparecchiature tecniche, nelle varie provincie. Dal 2006 il numero dei pazienti che hanno avuto accesso agli ospedali pubblici è aumentato del 140 percento, e il nuovo decreto prosegue la politica di democratizzazione della salute inaugurata da Correa. Le risorse economiche destinate al progetto ammontano a 406 milioni di euro, e proverranno da una nuova imposta su alcol e tabacchi. Le buone intenzioni politiche, però, continuano a scontrarsi con la fitta rete di interessi economici che, in Ecuador come nella maggior parte dei Paesi latinoamericani, soggiace sotto il settore sanitario.

"La vita è un diritto, non una mercanzia". Da quel disgraziato giorno di febbraio che costò la vita a suo figlio, Enrique Alcivar, giornalista radiofonico, ha fatto della sua tragedia personale una battaglia collettiva. Insieme alla moglie Alexandra, sociologa, ogni martedì mattina, alle 11, chiede giustizia di fronte alla clinica incriminata (appartenente al potente gruppo finanziario Pichincha), una giustizia che non si misura in termini economici, ma strettamente morali.

"Semplicemente, nessun altro genitore deve subire un crimine così orrendo", spiega Enrique a chi si avvicina incuriosito. "La sanità è un settore troppo importante per lasciarlo nelle mani dei privati, ed è ora che la gente inizi a reagire. La nuova Costituzione ecuadoriana del 2008 riconosce ad ogni cittadino il diritto a ricevere da qualsiasi clinica i primi soccorsi, ma quotidianamente dobbiamo assistere a speculazioni macabre, da parte dei padroni della sanità. Basti pensare che al processo per l'omicidio di mio figlio, l'avvocato della clinica Pichincha difendeva anche l'omicida".

Il livello di corruzione imperante è apparso chiaro a tutti nella seconda metà del 2010, quando un'inchiesta giornalistica nazionale ha smascherato il mercato dei pazienti che coinvolgeva cliniche private e alcuni responsabili del servizio 911, il locale 118. Ogni staff d'emergenza che trasportava i feriti nelle cliniche private - anziché nei pubblici ospedali - veniva omaggiato con 50 dollari, 150 nel caso in cui il paziente fosse stato dirottato in terapia intensiva. Come extra, uno spuntino, a base di pollo allo spiedo. "E' per questo che non abbiamo molta fiducia in nessuno Stato d'Emergenza", commentano Enrique e Alexandra. "Queste cliniche private operano come organizzazioni criminali, e non hanno nessuna intenzione di rinunciare ai loro profitti. Se il Presidente Correa volesse lanciare un messaggio veramente forte, potrebbe dichiarare lo Stato di Eccezione, previsto dalla Costituzione, che gli assegnerebbe il potere di nazionalizzare l'intero settore, o quantomeno, di destinare i numerosi posti letto vuoti delle cliniche private, ai troppi pazienti del settore pubblico". I genitori di Edison Alcivar rimangono per un istante in silenzio, pensierosi. Poi sollevano un'altra volta il megafono, e tornano realisti: "Non lo farà, l'Ecuador non è diverso da nessun altro Paese. Anche qua, è il potere economico, e non quello politico, a prevalere su tutti gli altri".