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Il Programma per lo Sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP) in Repubblica Dominicana “purga” i suoi migliori ricercatori.



 
Annalisa Melandri 




L'uomo è nato libero ed è ovunque in catene.
J.J. Rousseau

La rivoluzione è un fiore che non muore
La revolución es una flor que no muere


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----- Messaggio inoltrato -----
Da: annalisa melandri <annalisamelandri at yahoo.it>
A: "latina at peacelink.it" <latina at peacelink.it>
Inviato: Venerdì 1 Luglio 2011 21:14
Oggetto: Il Programma per lo Sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP) in Repubblica Dominicana “purga” i suoi migliori ricercatori.

Non ci serve l’uragano,
non ci serve il ciclone,
perché i disastri che può provocare
noi stessi li sappiamo fare.
BERTOLD BRECHT
(Ascesa e rovina della città di Mahagonny)
Non esiste la società, esistono solo gli individui.
MARGARETH THATCHER
Il Programma  per lo Sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP) in  Repubblica Dominicana “purga” i suoi migliori ricercatori.
Quale sviluppo in Repubblica Dominicana? Mancato rinnovo di contratti nell’Ufficio per il Rapporto sullo Sviluppo Umano (ONU) per aver dimostrato, dati alla mano, il fallimento del modello neoliberista imposto dalle politiche economiche dell’attuale governo.
E’ noto che quando in Repubblica Dominicana si parla di “sviluppo”,  generalmente ciò che si intende è lo “sviluppo” dei capitali  
dell’ oligarchia del paese, formata da appena una decina di famiglie e che detiene il potere economico e finanziario.  Tuttavia non si tratta solo di questo, ma anche dello “sviluppo”  delle multinazionali straniere che considerano questo angolo  di Caribe ancora alla stregua di terra di conquista (e che sono in questo senso  gentilmente favorite da un pugno di politici corrotti) e dello sviluppo visto secondo la prospettiva distorta  del Fondo Monetario Internazionale che ha appena ricattato il paese per mezzo di un pacchetto fiscale pesante e inopportuno.
Parlare invece di sviluppo sociale e umano in Repubblica Dominicana effettivamente non è semplice e tale difficoltà è visibile e si percepisce molto bene per esempio uscendo dai grandi alberghi o dai resort  che nascono come funghi in tutto il paese favoriti dalle vendite a basso prezzo di terre statali e dalle politiche neoliberali che favoriscono gli investimenti e i capital stranieri .
Deve essere per questo motivo che la direzione del  Programma per lo Sviluppo delle Nazioni Unite (la sigla in inglese è UNDP) non ha rinnovato i contratti di lavoro in scadenza alla fine di giugno,  a due dei  più validi collaboratori e ricercatori dell’Ufficio per il Rapporto per lo Sviluppo Umano, da sempre impegnati nella  difesa degli interessi dei settori del paese più deboli economicamente.  Si tratta dei noti economisti Miguel Ceara Hatton coordinatore dell’ Ufficio per il Rapporto sullo Sviluppo dell’ UNDP e di Pável Isa Contreras coordinatore  dei progetti  dei rapporti provinciali dello Sviluppo Umano dello stesso gruppo di lavoro.
Tre ricercatrici dello stesso ufficio  invece hanno rinunciato volontariamente  ai propri incarichi in segno di solidarietà a quanto accaduto ai loro colleghi Ceara Hatton e Isa Contreras. Si tratta dell’ antropologa  sociale Tahira Vargas,  della storica Anny Féliz e della politologa Olaya Dotel.
Ciò nonostante i motivi del mancato rinnovo dei contratti e del conseguente smembramento del gruppo di lavoro vanno ben oltre le valutazioni generiche e superficiali fatte in apertura di questo articolo.
A un esame attento di quanto avvenuto nel seno dell’ Ufficio per il Rapporto sullo  Sviluppo Umano della  filiale dominicana dell’ UNDP sembra trattarsi di una vera e propria “purga” operata dalla direzione della medesima.
Pável Isa Contreras in un comunicato pubblico[1] offerto alla stampa in questi giorni chiarisce (anche se non era necessario almeno per quanti conoscono il suo percorso umano e solidale con gli interessi del suo popolo) di non essere mai stato  “informato da parte della direzione dell’ UNPD su qualsiasi irregolarità rispetto allo svolgimento del mio lavoro che potesse giustificare  il mancato rinnovo del mio contratto. Questo mi fa concludere che il motivo è da relazionare alla mia partecipazione al dibattito pubblico su temi di interesse nazionale”.
E chissà forse il dibattito pubblico al quale fa riferimento Pável  Isa non sia quello che si sta svolgendo in queste settimane in Repubblica Dominicana sul pacchetto fiscale preteso al paese dal Fondo Monetario Internazionale.
Con tale riforma il governo cerca di riscuotere  quasi 9 mila milioni di pesos (quasi 250 milioni di dollari) per coprire il debito pubblico e mantenere vigenti gli accordi con il FMI attraverso pesanti misure fiscali che affetteranno soprattutto le rendite sulle persone giuridiche ed altre misure che sebbene non colpiranno direttamente i settori più deboli economicamente,  stanno ricevendo forti critiche da tutta la società.
Isa Contreras, come  economista, si era espresso[2] criticamente contro questo  pacchetto di riforme,   soprattutto perché risulta evidente  come contromisura,  l’incapacità del governo di ridurre le  spese di un  apparato burocratico clientelare ormai incancrenitosi.  Anche trattandosi di una riforma fiscale progressiva,  che quindi giustamente colpisce più i ricchi che i poveri, esiste una “percezione generalizzata nella popolazione che lo Stato dominicano sia un cattivo amministratore delle risorse, e che la sua forma di  farlo è profondamente condizionata dalla discrezionalità, dal clientelismo e dalla corruzione, cosa che toglie legittimità a qualsiasi proposta di nuovo carico fiscale”.
Pável Isa Contreras e Miguel Ceara Hatton
Isa Contreras aveva anche denunciato  proprio in questi giorni le “gravi contraddizioni” che si sono manifestate in seno al UNDP che è una organizzazione il cui compito fondamentale è quello di “offrire conoscenze e analisi per comprendere alcune delle sfide più urgenti che si trova ad affrontare il paese; analizzare le implicazioni delle politiche pubbliche per lo sviluppo umano; e quello che è più importante, generare informazione e conoscenza  per l’appropriazione sociale”, ma, afferma anche l’economista “l’UNDP deve accompagnare gli Stati e i governi con azioni concrete che  contribuiscano a questo processo”.
Le contraddizioni alle quali lui fa riferimento sono dovute al fatto che la stessa missione dell’UNDP ha bisogno di “una visione critica dell’esercizio del potere negli Stati e delle gestioni delle politiche pubbliche”.
Questa visione critica i ricercatori dell’UNDP e in particolare quelli del gruppo di ricerca dell’Ufficio per il  Rapporto  sullo Sviluppo Umano la hanno espressa in varie occasioni. L’anno scorso per esempio,  quando Pável Isa Contreras partecipò al  2° Seminario [3]su  “Turismo e Sviluppo in Centroamerica. Messico e Carabi” realizzatosi a  Santo Domingo e organizzato da Alba Sud, dal Gruppo di Ricerca in Sostenibilità e Territorio dell’ Università delle Isole Baleari (GSTI) e dalla Fondazione PRISMA, con una relazione molto interessante sul tema “Il paradosso dello sviluppo turistico in Repubblica Dominicana”.[4]
Praticamente, dati alla mano (estratti dai rapporti del 2005 e del 2008 del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo) l’economista relazionò sul fatto che  nelle “province che sono state protagoniste dello sviluppo turistico, l’Indice dello Sviluppo Umano (in inglese: HDI-Human Development Index) risulta  essere tra i  più bassi nel paese”. Questa relazione venne successivamente approfondita e ampliata nel libro Turismo Placebo edito da Alba Sud e dal GIST. (Scaricabile qui).
Anche le  ricercatrici Tahira Vargas e Anny Féliz hanno denunciato   le contraddizioni [5]che si sono rivelate  nel seno dell’UNDP già dall’anno scorso quando il gruppo di ricerca diffuse un rapporto su “Politica sociale: capacità e diritti” [6] denunciando le mancanze del governo verso i settori più poveri della popolazione e le deficienze in materia di salute e di  educazione. Niente di nuovo. I gravi problemi in questi settori sono ben noti e visibili e spesso denunciati da molte organizzazioni sociali del paese.
In quell’ occasione Valerie Julliand, direttrice dell’ UNDP in Repubblica Dominicana e rappresentante dell’ONU nel paese,  secondo quanto riportato dalla stampa, ebbe un incontro con il vicepresidente Alburquerque perché il governo era infastidito dai dati pubblicati dal rapporto.  Sempre secondo agenzie stampa, a seguito di quell’ incontro,  Julliand iniziò a contraddire pubblicamente le informazioni contenute in esso e discreditare il lavoro dei ricercatori.
Si vocifera quindi oggi  che la direzione dell’UNDP abbia  preso questo provvedimento contro i suoi ricercatori per  “timore  che per le critiche ricevute il governo smettesse di contribuire economicamente ai rapporti realizzati da questo organismo”.[7]
Secondo Vargas, Féliz e Dotel si tratta invece di un  “abuso subito dal gruppo di lavoro dell’ Ufficio, con l’ intenzione di limitare  i diritti della cittadinanza, con argomenti basati su normative inesistenti”.
Le normative citate dalle ricercatrici sono quelle alle quali  fa riferimento Valerie Julliand  per giustificare il mancato rinnovo del contratto del gruppo di lavoro dell’ Ufficio per il Rapporto sullo Sviluppo Umano,  cioè la presunta violazione delle norme interne del UNDP in materia di “obiettività per mezzo di pronunciamenti politici”. [8]
E’ evidente pertanto questo  timore della direzione  dell’ UNDP in Repubblica Dominicana rispetto al fatto che le dichiarazioni pubbliche del gruppo di lavoro dei ricercatori possano non essere gradite a un governo che molto poco sta investendo nello sviluppo umano e sociale  della  popolazione del paese. Corrisponde al vero allora  ciò che alcuni osservatori criticano nell’attuale gestione della filiale locale dell’ UNDP  e cioè l’ “eccessiva docilità rispetto al potere politico vigente”.[9] E questo non da ora ma come abbiamo visto già dallo scorso anno e  probabilmente anche prima. Sembra che nel  2008  l’UNDP, a seguito di  pressioni ufficiali,  ritardò la pubblicazione della relazione dove si criticava la decisione del governo di costruire la metropolitana  a Santo Domingo.
La costruzione della metropolitana (chiamata  “Metro”) si è dimostrata una spesa  enorme ed inutile per la cittadinanza, ciò nonostante il Senato ha approvato recentemente i prestiti per l’assegnazione di 251 milioni di euro per l’avvio della  costruzione della seconda linea. Tahira Vargas, la già citata ricercatrice dell’ Ufficio per lo Sviluppo Umano dell’UNDP e  attenta osservatrice della realtà socio economica del paese,  in un recente articolo dal titolo “Il Metro e il Colera due realtà in uno stesso spazio” [10] si domanda quanti  “problemi di risanamento ambientale, di disponibilità di servizi, di acqua potabile, di fognature, di accesso ai servizi sanitari” si sarebbero risolti in tutto il paese con questo investimento, soprattutto in questo momento nel quale non soltanto le comunità rurali ma anche  le città stanno affrontando gravi problematiche dovute alla diffusione del colera.
Sono queste le dichiarazioni politiche con le quali i ricercatori sono accusati di non aver rispettato le norme interne dell’ Ufficio in materia di obiettività? Quale sarebbe l’altra possibilità? Che un intero gruppo di ricerca  chiamato a lavorare per proporre e offrire soluzioni politiche ed economiche al governo affinché si elevi  il livello di sviluppo umano e sociale del popolo dominicano,  rimanga in silenzio di fronte alle gravi condizioni in cui vive la quasi maggior parte della popolazione del paese?
Vari integranti di associazioni della società civile e di movimenti sociali hanno protestato nei giorni scorsi di fronte alla sede dell’ ONU  a Santo Domingo accusando Valerie Julliand di “intolleranza”.  Hecmilio Galván portavoce dell’organizzazione giovanile La Multitud afferma che  “il paese si sente violentato nel suo diritto a una informazione vera e scientifica”.
Concludendo, l’Ufficio per il Rapporto sullo Sviluppo Umano dell’ UNDP nel paese è stata praticamente l’istituzione che ha dimostrato e supportato con dati alla mano l’argomento secondo il quale alla “crescita economica” di un paese non sempre corrisponde un conseguente aumento di “sviluppo umano e sociale”. Praticamente è stata l’istituzione che in Repubblica Dominicana  ha smontato l’assioma del potere miracoloso del neoliberalismo.
Nonostante il paese sia tra quelli che negli ultimi 50 anni hanno  goduto di un più elevato tasso di crescita economica,  si trova oggi tra i 13 al mondo che hanno prodotto più disuguaglianza e polarizzazione sociale, superato solamente da alcuni paesi africani e da alcuni tra i più poveri della regione.
Gli studi condotti dal gruppo di ricerca dell’ Ufficio per il Rapporto sullo Sviluppo Umano   su tutti gli indici e i fattori economici (turismo, occupazione, indice di povertà, salute ed educazione, accesso ad acqua potabile, tra gli altri) hanno contribuito a smontare lo show mediatico e la propaganda sulla crescita economica e lo sviluppo del paese che il governo Fernández, che si trova nel suo terzo mandato (1996–2000/200‑2004/2008–2012) cerca di vendere agli investitori stranieri.
Come denuncia quindi lo stesso rapporto dello Sviluppo Umano presentato dal UNDP nel 2008[11] in Repubblica Dominicana,  l’ordinamento istituzionale ha generato “esclusione sociale, clientelismo e negazione  di diritti, cioè creando ricchezza e riproducendo miseria”.
E’ proprio  questo il vero paradosso (o menzogna?)della relazione diretta tra “crescita economica” e “sviluppo” nelle economie neoliberali.
 
Qui un indirizzo di posta elettronica per comunicarsi con l’ufficio centrale dell’UNDP.
Qui di seguito le dichiarazioni integrali di Pável Isa Contreras e di Miguel Ceara Hatton ai quali, insieme al gruppo di ricercatori e ricercatrici dell’ Ufficio per il Rapporto sullo Sviluppo  Umano del UNDP va tutta la nostra solidarietà e profonda riconoscenza per il lavoro svolto fino a  questo momento e per quello che continueranno a svolgere in beneficio del popolo dominicano.

DICHIARAZIONE DI PÁVEL ISA CONTRERAS SULLA CRISI NELL’ UNDP
Ringrazio profondamente le manifestazioni di solidarietà della cittadinanza e di numerosi organizzazioni della società civile verso il gruppo di lavoro dell’Ufficio per il Rapporto sullo Sviluppo Umano  del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP).  Le reazioni di indignazione  a quanto accaduto e le manifestazioni di solidarietà che abbiamo ricevuto dimostrano che in questo paese  esiste una cittadinanza attiva, che reclama il suo diritto alla informazione e a poter contare su ricerche e analisi indipendenti e impegnate con l’uguaglianza, la giustizia e lo sviluppo.
Non sono mai stato informato da parte della direzione dell’UNDP su qualsivoglia irregolarità rispetto allo svolgimento del mio lavoro e che potesse giustificare il mancato rinnovo del mio contratto. Questo mi fa concludere che il motivo è da relazionare alla mia partecipazione al dibattito pubblico su temi di interesse nazionale.
Credo che non si tratti, come si è detto, di una presunta violazione delle norme interne dell’organizzazione, questione questa che può essere oggetto di interpretazione e discussione. Si tratta piuttosto delle prospettive critiche di questi interventi nel dibattito pubblico.
L’Ufficio per il Rapporto sullo Sviluppo Umano ha realizzato un lavoro accademico che ha cercato di contribuire al disegno delle politiche pubbliche e ha messo in discussione l’ordine politico, economico e sociale che ha ristretto storicamente le opportunità e le libertà di gran parte della popolazione dominicana. L’agire della   direzione dell’ UNDP nella Repubblica Dominicana ha preteso di far tacere queste analisi e la loro diffusione, e il gruppo di lavoro non è stato disposto ad autocensurarsi. Considero che questo sia il punto centrale della questione.
Secondo la mia opinione, in tutti i paesi del mondo, l’UNDP  svolge un compito importante che deve rispondere a due obiettivi. Da un lato offrire conoscenze e analisi per comprendere alcune delle sfide più urgenti che affronta il paese; analizzare le implicazioni delle politiche pubbliche per lo sviluppo umano; e quello che è più importante, generare informazione e conoscenza per l’appropriazione sociale. D’altra parte l’UNDP  deve accompagnare gli Stati e i governi in azioni concrete che contribuiscano a questo processo.
Ciò nonostante, nella messa in pratica di questi due obiettivi possono sorgere contraddizioni dovute al fatto che tali sforzi richiedono una visione critica dell’esercizio del potere degli  Stati e delle gestioni delle politiche pubbliche. Mentre meno chiara è la visione rispetto all’importanza dell’appropriazione sociale per avanzare verso lo sviluppo umano, e mentre più intollerante si fa il potere, maggiori possibilità ci sono che nascano dei conflitti.
La maggior parte delle volte — come accaduto nelle precedenti gestioni — i Rappresentanti Residenti dell’UNDP  navigano con successo tra queste due sponde; in altre occasioni non ci riescono. Quest’ultimo è il caso della direzione attuale nella Repubblica Dominicana.
E’ mio desiderio sincero che,  come risultato della crisi che si è scatenata nell’UNDP, si adottino meccanismi più chiari ed effettivi per promuovere le trasformazioni richieste dalle società dei paesi in via di sviluppo, i quali possono implicare uno scontro con poteri fittizi e formali. Tuttavia ancora più importante è che questo conflitto possa contribuire a fortificare la capacità della cittadinanza di esigere maggior coerenza tra gli obiettivi di questi organismi e le azioni effettive che si portano avanti nei paesi dove operano, soprattutto quando queste istituzioni – come nel caso dell’UNDP nel paese – ricevono fondi pubblici dello Stato.
Come membro del gruppo di lavoro dell’Ufficio per il Rapporto sullo Sviluppo Umano dell’UNDP e come professionista del settore economico, ho cercato sempre di svolgere il mio lavoro nel modo più rigoroso possibile, nell’ambito analitico dello sviluppo umano, il quale oggi giorno è un bene pubblico, di tutti e tutte. Il mio impegno come accademico e cittadino, continuerà ad essere quello di dare informazioni ed analisi per l’appropriazione della società.
 
DICHIARAZIONE PUBBLICA DI MIGUEL CEARA-HATTON SULLA DISARTICOLAZIONE DEL GRUPPO DI LAVORO DELLO SVILUPPO UMANO.
Negli ultimi otto anni ho lavorato affinché  l’Ufficio dello Sviluppo Umano del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo in Repubblica Dominicana,  si mantenesse come uno spazio indipendente e accademico. Così come  ricordava l’amministratrice dell’UNDP, Helen Clark nel  lancio dell’ultimo Rapporto Mondiale dello Sviluppo Umano  “non tutti accolgono sempre con soddisfazione i messaggi che trasmettono i rapporti dello sviluppo umano. Ciò nonostante, se i rapporti non affrontassero mai  temi polemici né provocassero dibattiti intensi e basati sulle questioni che preoccupano a noi tutti, non si starebbero allargando i limiti  del pensiero sullo sviluppo”.  Questa riflessione raccoglie ciò che è stata  la nostra missione e il nostro mandato.
Con molto sforzo e dedizione, il gruppo di ricercatori e ricercatrici che ho coordinato hanno lavorato per cercare di contribuire al disegno di politiche pubbliche che aumentino le capacita delle persone di  condurre la vita che desiderano.
Abbiamo cercato di offrire informazione, analisi e proposte, frutto della rigorosità che esige il lavoro accademico e seguendo i principi di approccio di sviluppo umano, che favorisce l’appropriazione della società dominicana.
Tuttavia,  la direzione dell’UNDP in Repubblica Dominicana ha adottato misure che presuppongono la chiusura del progetto, per lo meno con il gruppo che fino a questo momento vi ha lavorato e nella maniera in cui era concepito.
Lo smantellamento avviene  nonostante  i rapporti Provinciali di Sviluppo Umano, attualmente la principale attività del gruppo, dispongano di finanziamento per continuare il lavoro, nonostante stiano compiendo con i risultati desiderati e contino su di  un grande interesse da parte di molte istituzioni dello Stato dominicano, di  organizzazioni e persone nelle province e nei municipi, così  come della società in generale.
Ringrazio le numerose persone che hanno accompagnato e hanno reso possibile il nostro lavoro in questi anni, le istituzioni dello Stato, le organizzazioni della società civile, i mezzi di comunicazione, gli organismi della cooperazione internazionale, le agenzie delle Nazioni Unite, il gruppo di ricerca che ha collaborato con i diversi progetti, il personale  dell’UNDP  in Repubblica Dominicana, i colleghi degli uffici di sviluppo umano degli altri paesi, il  Bureau per l’America e il Caribe dell’UNDP a New York.
Rinnovo la mia lealtà verso la  conoscenza e l’impegno con il lavoro intellettuale, rigoroso e indipendente. Continuerò da altri spazi, come lo ho fatto negli ultimi 30 anni, impegnato con la società dominicana per migliorare la qualità di vita della gente e affinché lo sviluppo umano sia una questione di diritti e non di potere come avviene  attualmente.
 
 
 
 
 
Annalisa Melandri 




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