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II FESTIVAL di CINEMA sull'AMBIENTE LATINOAMERICANO



 
Salviamo lo Yasuní, ti chiediamo solo 6' del tuo tempo
 http://www.youtube.com/watch?v=9z8rE4O0gRc
 

II Festival di Cinema Sull’Ambiente Latinoamericano

30 e 31 agosto
30 agosto – dalle ore 21:00
Shuares del Ecuador


Regia: Organización Culturas Indómitas, Spagna/Ecuador 2010, 30’,
V.O. Spagnolo/Shuar, sott. Italiano.
Il documentario tratta sulla vita quotidiana del Popolo Milenario Shuar, la maggior parte di loro vivono ancora in comunità all’interno della selva amazzonica, nelle provincie di Morona – Santiago, Pastaza e Zamora Chinchaya, al sud dell’Ecuador.
Anteprima mondiale
Alla presenza Regista in sala

Coca e Identidad Cultural


Regia: Organización Culturas indómitas, Spagna/Bolivia, 2011, 30’, V.O. Spagnolo,
Da tempi immemorabili, la Foglia di Coca forma parte inseparable delle diverse Culture Andine. Il documentario racconta la pratica millenaria e culturale di masticare foglie di coca da parte delle popolazioni indigene dei Paesi dell’America del Sud.Sono scarsi gli aspetti della vita di questi popoli dove non sia presente la Foglia di Coca.
Anteprima mondiale
Regista in sala

Segue Aperitivo

dalle ore 23,oo circa
Fin del Mundo alla scoperta della Terra del Fuoco


Regia: Davide Demichelis – Cile, 2010, 52′ , doppiato it
C’è anche un po’ di Italia nella Terra del Fuoco. E’ l’Italia del ghiacciaio Garibaldi, della punta Biella, del monte Italia e del fiordo De Agostini. Ed è stato proprio un certo De Agostini, al secolo padre Alberto Maria, a lasciarne traccia nella “Fin del Mundo”. Fratello del fondatore della nota casa editrice, il missionario salesiano Alberto Maria De Agostini, cartografo, esploratore, alpinista, fotografo, scrittore, documentarista, è vissuto ed ha lavorato per mezzo secolo nella  Terra del Fuoco, dal 1910 al 1960. I documentari, i libri e le fotografie di De Agostini ci consegnano le ultime testimonianze di una Terra del Fuoco che non c’è più: è la Terra degli indigeni, che hanno condotto il missionario alla scoperta delle regioni più inesplorate della “Fine del mondo”. I nativi sono scomparsi, vittime dei coloni, e in partico-
lare degli allevatori. Le ultime immagini degli indios le ha girate proprio padre De Agostini, che ha cercato nutilmente di difenderli. A cent’anni dal primo sbarco di De Agostini nelle Terre Magellaniche e a cinquanta dalla sua morte.

31 agosto- dalle ore 21:00
Adolfo Pérez Esquivel, otro mundo es posible


Dir: Miguel Mirra, Argentina, 100’, 2010, V.O. Spagnolo
La sua infanzia e la sua gioventù (del Premio Nobel Pérez Esquivel) I suoi cinquant’anni con Amanda. Suo figlio e il compagno Leonardo. Il servizio di pace, giustizia, difesa dell’Ambiente e dei Popoli Originari. La prigione. Le madri de Plaza de Mayo. Il premio Nobel.Il suo impegno in Nicaragua. Il debito estero. La lotta contro l’ALCA. Il vertice dei Popoli. Haiti, molto prima dell’ipocrisia. L’Argentina. I giovani per la pace. Il saccheggio e l’inquinamento. L’America Latina. Quattro parole: Pace, giustizia, lotta e speranza. E non solo parole. Perchè un altro mondo è possibile.
Anteprima europea

Ore 23:00
Shipibo: La película de nuestra memoria.


Regia: J. Claire Odland e Fernando Valdivia Gómez, Perù, 2011, 52′ V.O. Shipibo/Spagnolo/Sott. Inglese.
Nel 1953 l’antropologo Harry Tschopik Jr. percorse con la sua camara i Popoli Shipibos dell’Amazonia peruviana
e realizzò il film “Los Hombres de la Montaña/Gli Uomini della Montagna”. 50 anni dopo ricercatori del Museo Field trovarono negli archivi del Museo Americano de Historia Natural immagini che compilarono in un video. Solo dopo diverse generazioni, il Popolo Shipibo ha potuto vedere il film.
Una troupe del Museo Field ha visitato la conca del fiume Ucayali per presentar il film di Tschopik e raccogliere le testimonianze dei Shipibos: Quanto c’è di attuale nel film? Cosa pensano i Shipibos sulla loro identità, sul cambio climatico, sul futuro dei loro bambini?
Anteprima mondiale

El precio de la semilla


Regia: Miguel Vassy, Argentina, Brasile, 2010, 52’, V.O. Spagnolo, Sott.
Inglese.
Dai tempi della colonizzazione, le terre in Argentina appartenevano a pochi. Oggi, un nuovo modello di
sfruttamento spelle gli ultimi contadin, intossica le popolazioni e copromette la sovranità alimentare
del Paese. Il documentario é un viaggio per terre argentine che colloca in evidenza i danni provocati per
l’agroindustria.
Anteprima europea