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Fw: HONDURAS: 5 giugno - Giornata mondiale dell'ambiente: Popolazioni indigene e nere in difesa delle risorse naturali



 
----- Original Message -----
From: Alba .
To: Alba .
Sent: Saturday, June 09, 2012 6:21 AM
Subject: HONDURAS: 5 giugno - Giornata mondiale dell'ambiente: Popolazioni indigene e nere in difesa delle risorse naturali


Giornata mondiale dell'ambiente
Honduras: Popolazioni indigene e nere
in difesa delle risorse naturali
Per la vita e contro la cultura della morte
 
 Mobilitazione del Copinh, Ofraneh e Madj a Tegucigalpa © (Foto G. Trucchi)
 
 
Tegucigalpa, 8 giugno (Sirel-LINyM)-. Organizzazioni delle popolazioni indigene e nere dell'Honduras hanno manifestato lo scorso 5 giugno - Giiornata mondiale dell'ambiente - contro la mercificazione delle risorse naturali, l'accaparramento di terre e la cosiddetta "economia verde" e in difesa della giustizia sociale e ambientale che, secondo queste organizzazioni, viene costantemente attaccata e aggredita da una piccola elite di potere nazionale e dal grande capitale multinazionale.
 
Durante la giornata, centinaia di persone appartenenti alle organizzazioni indigene lenca Copinh e Onihl, a quella garifuna Ofraneh e al Movimento ampio per la dignità e la giustizia, Madj, si sono radunate di fronte alla sede nazionale del Ministero delle risorse naturali e dell'ambiente, Serna, e agli uffici del Pubblico ministero nella capitale honduregna, per manifestare il proprio rifiuto nei confronti delle politiche ambientali implementate dal regime e dagli altri poteri dello Stato.
 
 
"L'ambiente è la nostra vita e ne siamo parte intrinseca. La sua distruzione significa la nostra distruzione e la nostra morte. È per questo motivo che oggi siamo qui e che continuiamo a lottare per la vita e contro i progetti di morte e la cultura che li accompagna", ha detto Alfredo López, vicepresidente dell'Organizzazione fraterna nera honduregna, Ofraneh.
 
López assicura che si tratta di una lotta senza ritorno. "Non possiamo fermarci. Sono più di due secoli che stiamo resistendo e non riusciranno a farci sparire", ha manifestato il dirigente garifuna..
 
In un documento consegnato alle autorità, il popolo garifuna dell'Honduras ha chiesto l'implementazione di una proposta presentata già da alcuni mesi sulle politiche da adottare in materia di adattamento e mitigazione al cambiamento climatico, l'immediato blocco delle licenze per lo sfruttamento delle risorse idriche - in modo particolare dei fiumi -, la fine delle usurpazioni territoriali e il giusto castigo per chi vende terre comunitarie.
 
Ofraneh ha inoltre chiesto il rispetto delle misure cautelari concesse dalla Commissione interamericana dei diritti umani, Cidh, a varie comunità e leader garifuna, il blocco delle concessioni di sfruttamento minerario e dell'espansione delle monocolture estensive su larga scala e che si dichiari incostituzionale la legge che ha creato le Regioni speciali di sviluppo, Red, meglio conosciute come "città modello" (charter cities). 
 
"Come fa Porfirio Lobo a dire che le città modello sorgeranno in zone dove non ci sono persone? Sta di fatto disconoscendo l'esistenza del popolo garifuna, come parte di un piano machiavellico per sfollare le nostre comunità", ha assicurato Miriam Miranda, presidentessa di Ofraneh.
 
Secondo Juan Vásquez, dirigente del Consiglio civico delle organizzazioni popolari e indigene dell'Honduras, Copinh, sarebbero già stati dati in concessione più di 50 fiumi, molti dei quali in territorio lenca, per la costruzione di progetti idroelettrici e sono state presentate decine di istanze di rilascio di concessioni minerarie in tutto il paese. Un processo predatorio che si è accentuato durante e dopo il colpo di Stato di 2009.
 
"Stiamo assistendo a una vergognosa consegna dei beni comuni nelle mani delle oligarchie nazionali e delle multinazionali. E nessuno sta consultando le nostre comunità; nessuno chiede il nostro parere. In questo modo stanno violando in modo palese la Convenzione 169 dell'Organizzazione internazionale del lavoro, Oil, concernente i popoli indigeni e tribali. Non lo possiamo permettere", ha assicurato il dirigente indigeno.
 
Nel suo comunicato, il Copinh ha chiesto la consegna immediata dei titoli comunitari delle terre ancestrali su cui vivono le popolazioni indigene e nere e l'uscita delle truppe straniere, in maggioranza nordamericane, dal Paese. Ha infine rivolto un appello a tutte le popolazioni indigene e nere dell'Honduras a unirsi per combattere i progetti di morte promossi dal capitalismo, il patriarcato e dal razzismo.
 
© (Testo e Foto Giorgio Trucchi  - Lista Informativa "Nicaragua y más" di Associazione  Italia-Nicaragua - www.itanica.org )    
 
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