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[Latina] 3 Documenti di Movimento Senza Terra e Alba dei movimenti



 1) Documento di  CARUARU -  Stiamo entrando in un nuovo periodo della lotta di classe.
Coordinamento nazionale del MST - 31 gennaio 2016

2) Lettera alla presidenta Dilma sulla situazione della Riforma Agraria in Brasile - Direzione Nazionale del MST - 17 dicembre 2015

3) Appunti per una analisi della congiuntura continentale - Segreteria Alba dei movimenti, San Paolo gennaio 2016
 
www.comitatomst.it
 



 

1) DOCUMENTO DI  CARUARU- MST - Stiamo entrando in un nuovo periodo della lotta di classe


1. L'attuale crisi mondiale del capitalismo, iniziata nel 2008, causa l'aumento della disoccupazione e della disuguaglianza sociale, la concentrazione di reddito e ricchezze, oltre a intensificare l'uso di apparati repressivi dello Stato in tutte le parti del mondo.

 
2. Il grande capitale si mostra incapace di trovare vie d'uscita per questa crisi del capitalismo. Si sottolinea che sarà una crisi profonda, prolungata, che richiederà riforme strutturali. Le sue conseguenze sociali sono imprevedebili.

3. Nello scenario nazionale, alla crisi internazionale del capitalismo si somma l'esaurimento del modello neosviluppista, basato sulla crescita economica e la distribuzione del reddito, con conciliazione di interessi tra le classi, iniziato nel 2003.

4. Di fronte alla gravità della crisi, la classe dominante dimostra di non trovare unità intorno a un nuovo progetto egemonico per il paese. Ci sono settori della borghesia che persistono nella difesa del modello neosviluppista. E c'è l'altra porzione che anela alla ripresa e all'approfondimento del modello neoliberista.
 
5. La presidenta Dilma Rousseff, dall'inizio del suo 2º mandato, ha sbagliato nel presentare un programma economico di misure neoliberiste, proprio del suo avversario politico, sconfitto nelle urne. Tale equivoco ha generato l'aggravarsi della crisi economica e ha fragilizzato l'appoggio popolare che aveva assicurato la sua vittoria nelle elezioni presidenziali.

6. Il governo ha continuato a cedere al grande capitale,   eliminando diritti sociali e del lavoro e andando avanti con l'aggiustamento economico    que si è mostrato fallimentare nel 2015

7. Le annunciate riforme del lavoro e della sicurezza sociale - che penalizzano la classe operaia e, specialmente le donne contadine - sono inaccettabili; e se si concretizzano provocheranno un'ondata di lotte popolari in tutto il paese contro il governo.

8. Chiediamo che il governo affronti il modello di agricoltura dell'agrobusiness. E' un'agricoltura finanziata dal risparmio sociale e sovvenzionata con risorse pubbliche, destinata a rispondere alle domande del mercto internazionale. Questo modello di agricoltura causa concentrazione del reddito e della proprietà della terra, aumenta la disuguaglianza sociale, produce alimenti con pesticidi, promuove una irrazionale distruzione ambientale nel nostro paese e subordina tutta la catena della produzione agrozootecnica al controllo e agli interessi delle imprese transnazionali e del capitale finanziario.
 
9. Tutto questo contesto segnala un nuovo periodo storico della lotta delle classi. Spetta alla classe operaia affrontare la sfida di stimolare le lotte popolari nelle strade, costruire l'unità di classe e alimentare il Popolo con gli ideali di una società avanzata, socialmente giusta e democratica.
 
10. E' urgente per la classe operaia costruire collettivametne, attraverso la mediazione di sindacati, movimenti popolari e partiti progressisti, un nuovo progetto politico per tutto il paese. Un progetto basato sulla difesa e l'approfondimento della democrazia popolare, sulla distribuzione della ricchezza e sulla sovranità nazionale.

11. Il Fronte Brasile Popolare (FBP), creato nel settembre 2015, a Belo Horizonte/MG, ha realizzato l'unità di una parte della classe operaia intorno a una piattaforma politica minima di un progetto politico per il Brasile. Come membri del FBP, faremo tutti i nostri sforzi per consolidare questo progetto in tutti gli stati e municipi. Spetta a noi anche il compito di ampliare il Fronte con altri settori e organizzazioni, oltre che approfondire il dialogo con altri Fronti esistenti.
 
12. Nelle campagne, di fronte all'inefficienza e apatia del governo nell'adottare misure a favore della Riforma Agraria, intensificheremo le mobilitazioni popolari, le occupazioni di latifondi improduttivi e di aziende agricole che non compiano la funzione sociale, secondo quanto stabilito dalla Costituzione Federale del 1988.

13. Lotteremo per la Riforma Agraria Popolare, centrata sulla distribuzione di terre alle famiglie contadine e su un nuovo modello di agricoltura basata sull'agroecologia, che dia priorità alla produzione di alimenti sani e alla cooperazione agricola associata alla creazione di agroindustrie nelle aree di Riforma Agraria.
 
14. La Riforma Agraria Popolare è inseparabile dal diritto della popolazione delle campagne ad avere accesso all'educazione e alla conoscenza. Così lotteremo contro la chiusura delle scuole delle zone rurali e esigeremo, in ogni area di insediamento, l'esistenza fisica di scuole che forniscano educazione pubblica di qualità sociale e gratuita. L'educazione è un diritto e non una merce!
 
15. Insieme a  Via Campesina e agli altri movimenti popolari delle campagne, lotteremo per la sovranità alimentare di tutti i popoli, in difesa dei semi come patrimonio dell'umanità e perchè gli alimenti siano un diritto degli esseri umani e non una merce che produce solo profitto per le imprese transnazionali a spese della miseria e della fame di milioni di esseri umani.
 
 Assumiamo l'impegno di continuare e intensificare le lotte popolari del 2015. Nel 2016 torneremo nelle strade contro le forze imperialiste, i partiti di destra, il conservatorismo del Congresso Nazionale, l'oligopolio dei media, i settori reazionari e golpisti all'interno dell'apparato statale. Questi vogliono far retrocedere il paese rispetto alle conquiste sociali ottenute, ai diritti del lavoro già conquistati e all'avanzamento di politiche economiche che riducono la disuguaglianza sociale.
 
Sarà un anno di molte lotte e superamento di sfide nella costruzione dell'unità della classe operaia, nella ripresa delle lotte popolari, nella solidarietà con tutti i popoli in lotta e nella costruzione di un progetto politico popolare per il nostro paese.
 
Caruaru/PE, 30 gennaio 2016.
Coordinmento Nazionale del MST




2) Lettera alla Presidenta Dilma Rousseff
Eccellentissima Signora  Presidenta Dilma Rousseff,
 
Il 14 dicembre 2014 ci siamo incontrati per parlare dei temi che riguardano la terra e in generale la politica agraria del nostro paese.
Dopo un anno, la nostra valutazione è che siamo avanzati poco rispetto alla realizzazione concreta dei diversi impegni di cambiamenti nelle campagne  che il suo governo aveva assunto. Per questo veniamo alla sua presenza a presentare le questioni rimaste in sospeso perchè lei sia a conoscenza di questa situazione. Siamo a sua disposizione per realizzare una riunione di lavoro a proposito di questi temi.
 
I - TERRA
 
1. Soluzione per le famiglie accampate
Durante quest'anno non è stato possibile dare realizzazione alla sua decisione politica di priorizzare l'insediamento delle famiglie accampate. Ci è stato detto che questo dipenderebbe dal contingentamento delle risorse. In un anno sono state   rese disponibili solo 31 aree, cioè una per stato. Ma ci sono aree che già sono state destinate alla riforma agraria e alle famiglie insediate da tre anni, ma, visto che l'Incra non ha pagato gli indennizzi, corriamo il rischio che i decreti decadano e la giustizia stabilisca che vanno restituite agli ex-proprietari. Nel 2016 speriamo che le risorse siano realmente investite per insediare tutte le famiglie che stanno sopravvivendo accampate sotto la plastica nera in tutto il Brasile.
 
2. Nuove risorse per la  Riforma Agraria
É urgente e necessario che si destinino le risorse raccolte attraverso diverse tasse all'Incra. Queste risorse sono depositate presso il Tesoro Nazionale e vanno invece a costituire il superavit primario. C'è nel conto INCRA 1 miliardo e 200 milioni che potrebbero essere immediatamente utilizzati per rispondere alle grandi richieste dell'Incra e della riforma agraria.
 
 
3. Piano degli obiettivi
É urgente che il governo approvi il piano degli obiettivi per la riforma agraria già discusso con i movimenti e presentato dal Ministero dello Sviluppo Agrario
 
4. Abitazioni rurali
Chiediamo la contrattazione immediata dei progetti che stanno nella Cassa Economica e nella Banca del Brasile, che prevedono la costruzione di 12.000 case, approvate nell'ottobre del 2015. Fino ad ora nessun contratto è stato firmato. E' necessario il lancio immediato del "Programma Casa Mia, Vita Mia 3" per soddisfare le 120.000 famiglie che vivono in baracche.
 
5. Pronera
Il Pronera è il miglior programma del governo per garantire ai giovani delle campagne l'accesso agli studi superiori. Quest'anno ci sono stati solo 20 milioni. I nostri progetti in collaborazione con le università potrebbero dare risposta alle richieste di migliaia di giovani. Per questo chiediamo che il governo veda il modo di collocare nel Pronera/Incra risorse per un ammontare di 200 milioni di reais.
 

 

II – POLITICA AGRICOLA
 
1. Conab
Programma di Acquisizione di Alimenti. E' urgente ricomporre il bilancio per il PAA e trasferirlo al Ministero dello Sviluppo Agrario. Prima c'era un totale di 1,2 miliardi di reais/anno mentre quest'anno non supera i 200 milioni riuscendo a beneficiare meno di 30.000 famiglie rispetto a un potenziale di più di un milione di famiglie che potrebbero fornire alimenti.
Programma Mais sul Bancone:   Garantire risorse per ampliare la distribuzione di mais nella regione del semi-arido e così alleggerire i problemi della siccità tra gli agricoltori familiari.
 
 Programma Donazione Simultanea: dobbiamo ampliare questo programma verso milioni di persone povere delle periferie delle città e che sono organizzate da associazioni e movimenti.
 2. Assistenza tecnica e estensione rurale 
É necessario che il Governo assuma su di sè il pagamento dei contratti di lavoro già realizzati attraverso convenzioni dell'ATES (assistenza tecnica ambientale e sociale). Ci sono diversi enti che hanno presentato rendiconti da tre mesi e fino ad ora non sono stati pagati. L'inadempienza del Governo rispetto ai contratti di ATES porterà al fallimento di diversi enti che hanno fatto conevenzioni con l'Incra e questo ha generato un clima di rivolta e sfiducia.
 Strutturazione e funzionamento immediato di ANATER (agenzia nazionale di assistenza tecnica e estensione rurale)
 
3. Istituto Nazionale di Ricerche del semi-arido - INSA
Poichè è l'unico strumento di ricerca del semi-arido è necessario rivedere la posizione del Ministero della Scienza, Tecnologia e Innovazione che vuole bloccare le attività dell'istituto, al contrario, è necessario rafforzarlo e trasferirlo al Ministero dello Sviluppo Agrario (MDA), al fine di stimolare lo sviluppo della regione Nordest.
 
4. Programma Nazionale di Riduzione degli Agrotossici - PRONARA
Esiste un appoggio formale di 8 ministri della Repubblica. La ministra dell'Agricultura, Kátia Abreu, si è rifiutata di firmare. É necessario che il Governo Federale promulghi e divulghi il programma il prima possibile.
 
5. Plano Nazionale di Agroecologia e Produzione Organica   – PLANAPO
É fondamentale l'immediata designazione di un proprio bilancio per dare il via alla realizzazione delle proposte sulle quali c'è un accordo tra i ministeri, concentrando le risorse nel MDA.
 
6. Fondo Sviluppo Incra
É urgente che si costituisca questo fondo con l'obiettivo di finanziare progetti comunitari di agroindustria negli insediamenti rurali e con opere comunitarie. Per ora l'Incra non ha un bilancio a questo proposito. Il progettato Fondo è stato già presentato alla Segreteria di Governo e i movimenti delle campagne appoggiano l'iniziativa dell'Incra.
 
7. Perimetri irrigati
Dal 2009 gli agricoltori aspettano che queste terre siano destinate alla Riforma Agraria, poichè il processo è fermo all'interno del ministero della integrazione. E' necessario che il governo destine le aree alla produzione familiare;
Interferire perchè il Ministero della Integrazione possa liberare i 50 milioni contingentati per la costruzione di sistemi di irrigazione semplificati per le aree dell'agricoltura contadina.
 
III – PROGETTI DI LEGGE DI INTERESSE POPOLARE CHE CIRCOLANO NEL CONGRESSO E SUI QUALI IL GOVERNO DEVE PRENDERE POSIZIONE.
 
1. Terrorismo
Esigiamo l'immediato ritiro dall'urgenza della votazione del Progetto di Legge che definisce il terrorismo nel nostro paese.
 
2. Previdenzaa Rurale
Non accetteremo in silenzio che il ministro Levy sottragga diritti ai lavoratori rurali nel senso di modificare l'età minima per la pensione e della eliminazione del valore di riferimento del salario minimo. Non esiste un progetto, ma il Ministro ha fatto ripetute dichiarazioni alla stampa.

 

3. Legge delle terre per gli stranieri
L'esecutivo deve vietare qualsiasi tentativo di alterazione di questa legge. Le nostre terre sono patrimonio nostro e non devono essere mercificate nell'interesse del mercato finanziario internazionale.   
 
4. Transgenici
La tecnologia Terminator è proibita in tutto il mondo, solo in Brasile si mette in discussione una misura che danneggia profondamente la biodiversità del campo brasiliano, quel che determina questo sono gli interessi degli individui che compongono il Congresso Nazionale. Il Governo Federale non può venire a patti con questo assurdo.
 
5. PEC 215
Il  Potere Esecutivo deve organizzare la base alleata del governo nel Congresso Nazinale per bloccare questo arretramento nei Diritti Umani della nostra storia.
 Inoltre desideriamo che la Presidente abbia molta forza per attraversare questo periodo di profonda tensione politica. L'arroventamento del clima politico richiede ai lottatori del popoli di svolgere un compito urgente e necessario: resistere. In questa trincea siamo alleati, non permetteremo nessun passo indietro nelle conquiste democratiche del popolo brasiliano.
 
Un abraccio dalla Direzione Nazionale del MST
Brasília, 17 dicembre 2015
ALEXANDRE CONCEIÇAO
JOAO PEDRO STEDILE
 

 





3) Appunti per un'analisi della congiuntura continentale

(riunione della segreteria dell'Alba dei movimenti, gennaio 2016, San Paolo, Brasile)

I- Il nuovo scenario continentale

 IL 2015 è finito con una serie di avvenimenti che necessariamente riattualizzano l'obiettivo di costruire il processo continentale a partire dalla prospettiva delle aspirazioni del movimento popolare. La sconfitta del kichnerismo, nello scorso novembre, l'avanzare della richiesta di impeachment in Brasile e la sconfitta del chavismo nelle elezioni legislative in Venezuela definiscono uno scenario diverso in America Latina per l'importanza strategica di questi tre paesi rispetto ai processi di autodeterminazione della regione.

Per analizzare i recenti cambiamenti politici che stiamo vivendo è necessario focalizzare l'analisi sulla crisi internazionale che sta attraversando il capitalismo a livello globale, il che si ripercuote in modo particolare nei paesi periferici e in America Latina. Non si tratta di una crisi ciclica, propria dell'accumulazione capitalista, come ce ne sono state nella storia dello sviluppo del sistema egemonico.

Le sue principali caratteristiche sono:

 

1 - La crisi economica si approfondisce in tutto il mondo. In termini economici, la caduta del prezzo del petrolio a valori storicamente comparabili a quelli degli anni 70 è legata a conflitti tra le economie centrali dell'occidente e Russia e Cina, e vi si può anche leggere lo scontro tra le imprese transnazionali e le compagnie petrolifere in mano agli stati, come in Iran o Venezuela. D'altra parte si accentua il processo di deindustrializzazione delle economie periferiche, processo che recentemente, nel foro di Davos, è stato concettualizzato come la 4° rivoluzione industriale, nella quale si punta a eliminare 3 su 5 operai dell'industria, il che avrà come conseguenza il licenziamento di 60 milioni di operai in tutto il mondo, a causa della ristrutturazione del capitale.

 

2 - Stati nazionali falliti: Gli stati non sono più lo spazio di conciliazione di interessi antagonistici delle nostre società, a partire dalla mancanza di efficienza e dall'obsolescenza delle istituzioni pubbliche, per lasciare spazio alle imprese transnazionali e al capitale finanziario, che sono quelli che si incaricano di regolare le trasformazioni delle economie nazionali. D'altra parte c'è un aumento della repressione poliziesca in tutti i paesi con la conversione delle politiche di sicurezza e lotta al narcotraffico, principali assi dell'azione pubblica, gli stati diventano essenzialmente stati di polizia dove le spese in forze di sicurezza (per il controllo interno) è sempre maggiore.

 

3- Crisi ambientale: Si accelera la crisi ambientale. La recente COP21, realizzata a Parigi, non è riuscita a trovare accordi su politiche che tendano alla diminuzione delle emissioni di carbonio e quindi i cambiamenti climatici andranno avanti. E ciò ha dimostrato l'assoggettamento degli stati nazionali al capitale concentrato. Le conseguenze di questo porteranno nel breve periodo a grandi tragedie ambientali, visto che nei prossimi 10 anni si prospetta un aumento di 1.5° C   in media delle temperature globali.

 

4- Crisi di valori: C'è una  profonda crisi di valori segnata dalla disputa ideologica e dal paradigma egemonico che dà significato al progresso. Non si parla più di crescita democratica nè di libertà individuali, ma i parametri con i quali si strutturano le società sono il consumo per il consumo e l'individualismo come unica via d'uscita. Su questo aspetto particolare, Papa Francesco è stata una voce ferma di denuncia e allerta anti-capitalista!

 

II-La crisi di accumulazione capitalista

Si presenta in un primo momento come novità nelle economie centrali, persistendo fino ad oggi l'impossibilità di vedere soluzioni a questa crisi. Le guerre funzionano come meccanismo di riattivazione delle economie centrali ma non sono più una possibile via d'uscita, visto che l'industria degli armamenti si è concentrata, insieme con l'avanzamento tecnologico e questo non rende necessaria la mobilitazione di migliaia di uomini, come è successo in altri momenti storici. Le guerre sono in funzione di controlli territoriali e appropriazione di risorse naturali, però non servono come motori di riattivazione delle industrie nazionali. Una possibile via d'uscita, discussa a Davos, è avanzare nello sviluppo e nella crescita tecnologica industriale con la conseguente espulsione di 60 milioni di lavoratori dell'industria, il che può avere conseguenze poco prevedibili, in particolare per le economie periferiche.

  

III-In America Latina continuano ad esserci tre progetti in conflitto tra loro. 

La novità è che sono tutti e tre in crisi. Il progetto neoliberista, che è il più forte, non trova una chiara via d'uscita al problema dell'accumulazione capitalista e alla crisi sopra descritta. In tutti i paesi in cui questo progetto controlla il governo, come Messico, Guatemala e Perù, la crisi sociale si approfondisce.

Il progetto neosviluppista ha mostrato i suoi limiti a partire dalla diminuzione del tasso di crescita e dall'esaurimento del patto interclassista. E in paesi come Brasile e Argentina  si è esurito il modello, portando a una crisi economica e politica.

Infine il progetto dell'ALBA non ha potuto concretizzarsi in termini di progetto alternativo al capitalismo.

Quando sosteniamo che ci sono ancora tre progetti in conflitto e in crisi nella regione lo facciamo per discutere con le ipotesi di fine del ciclo che sono state sollevate da molte analisi. In particolare, la crisi del progetto neosviluppista colpisce vari paesi perchè questo progetto cooptava, conteneva molte aspirazioni popolari e anche costruzioni politiche del movimento popolare. Noi dobbiamo prepararci con pazienza per avviare compiti strategici e urgenti nel movimento popolare, sapendo che noi affrontiamo una crisi che sarà di lungo periodo, la cui dinamica è difficile da prevedere  ma che ci sarà necessariamente una intensificazione della lotta di classe nei prossimi anni, che non troverà una via d'uscita nel breve periodo.

 

 

IV-Sfide per il movimento popolare continentale

1- Necessità di riprendere e intensificare la lotta di massa in ciascuno dei nostri paesi.

2- Necessità di articolare azioni unitarie di massa tra i diversi movimenti popolari e paesi della regione.

3- Rafforzare azioni con la gioventù poichè è il soggetto strategico per pensare a processi di cambiamento.

4- Rafforzare e priorizzare la formazione politica attraverso l'approfondimento e la diversificazione di corsi nelle diverse scuole, costruire e dinamizzare la produzione scritta attraverso la stampa e l'impulso a organizzare politiche nei confronti dei mezzi di comunicazione.

5- Costruire azioni di solidarietà dando priorità ai paesi dove è più acuta la lotta di classe e l'offensiva imperialista, come  Argentina, Venezuela, Brasile , Haiti, Guatemala, e Colombia.

6- E' necessario discutere con ampi settori della nostra società per costruire nuovi progetti-paese che superino quelli degli ultimi anni

7- E' necessario usare strumenti di agitazione e propaganda  nuovi che vadano oltre le reti sociali. I tempi di crisi e di costruzione di nuove alternative sono periodi ricchi per mobilitazione e propaganda, per la battaglia delle idee, per denunciare il capitalismo e  annunciare il nuovo per le masse.