Dibattito pubblico
Interverranno:
Nel corso del dibattito, verranno presentate le campagne "Comune antitransgenico" e "Mobilitebio"
Martedì 9 maggio 2000, ore 20.45
Casa del Popolo - via Carnaro 10 - Torre di Pordenone
info: mobilitebio-pn@adhoc.cjb.net
Mobilitebio - contro le manipolazioni genetiche Dal 24 al 26 maggio 2000, la Fiera Internazionale di Genova ospiterà TEBIO, prima mostra-convegno internazionale sulle biotecnologie. "Informarsi è naturale": è questo lo slogan scelto per promuovere la tre giorni come un importante "opportunità d'incontro alle aziende che operano nel settore" per "stimolare la nascita di nuova impresa, attraverso meccanismi che agevolino il trasferimento tecnologico della ricerca", come se il biotech non sia concentrato da anni nelle mani di pochi e ben individuati marchi che stanno condizionando pesantemente i settori della ricerca e del commercio. Con queste impostazioni, TEBIO non potrà che essere solo una vetrina per le grandi multinazionali della biopirateria e della manipolazione genetica. Ma il vento di Seattle soffia ancora e ormai molta gente ha capito che la globalizzazione selvaggia, lo strapotere delle multinazionali, la sottomissione del vivente alla logica mortifera del denaro non sono affatto eventi ineluttabili. Un vasto fronte di associazioni e gruppi locali e nazionali ha dato vita al Coordinamento Nazionale contro la Manipolazione Genetica, che ha promosso Mobilitebio, una campagna di informazione e di mobilitazione che avrà il proprio clou il 25 maggio, con una grande manifestazione nazionale a Genova, con l'obiettivo di bloccare - in maniera pacifica e nonviolenta - l'ingresso a TEBIO. La libertà va coltivata - Campagna Comune Antitransgenico Contro lo strapotere delle multinazionali dell'agribusiness sta crescendo in tutta Italia il numero di Comuni che si oppone alla coltivazione e/o sperimentazione sul proprio territorio di nuove varietà di vegetali e allevamenti di animali creati in laboratorio con la manipolazione genetica. Gli obiettivi della campagna sono: 1. Evitare di compromettere l'equilibrio biologico e l'ecosistema, attraverso l'impollinazione incrociata e la deriva tra specie simili: le modifiche genetiche delle nuove varietà potrebbero trasferirsi alle altre colture generando conseguenze imprevedibili. 2. Prevenire danni alla salute della popolazione. Le modifiche apportate ai vegetali ed agli animali attraverso la manipolazione genetica possono avere seri effetti negativi sulla salute dell'uomo e anche degli animali a cui siano destinati, allergie e sicuramente in alcuni casi resistenza agli antibiotici. 3. Consentire alle aziende a conduzione biologica di poter continuare la propria attività in quanto non possono permettersi di subire una deriva da coltivazioni manipolate geneticamente, pena la revoca della Certificazione di qualità Biologica. Inoltre agli agricoltori confinanti con tali coltivazioni sarebbe di fatto impedita la possibilità di convertire il metodo di lavorazione convenzionale (con uso della chimica) con il metodo a conduzione biologica, limitando così la libertà di esercizio del proprio lavoro. 4. Promuovere un modello di agricoltura dal massimo rispetto ambientale, che valorizzi le produzioni locali, di pregio, tradizionali, dalle rese più soddisfacenti sia dal punto di vista qualitativo che economico. 5. Informare la popolazione sugli effetti perversi di una agricoltura industrializzata, dominata da un numero ristretto di grandi imprese multinazionali che non è solo fonte di rischi per la salute dell'uomo e di tutti gli esseri viventi, ma è anche la fonte di crescenti diseguaglianze nel mondo e genera disoccupazione e miseria nelle aree povere del pianeta. Infatti aver consentito la brevettabilità degli organismi ottenuti da modificazioni genetiche, ha di fatto creato la condizione per una concentrazione di potere nella produzione e distribuzione degli alimenti mai esistita prima d'ora. Lilliput a Pordenone La rete di Lilliput per un'economia di giustizia è nata nel 1999, a partire dall'esperienza di lavoro comune del Tavolo di Coordinamento Intercampagne, per coordinare e valorizzare le molteplici forme di resistenza contro scelte economiche che concentrano il potere nelle mani di pochi e che antepongono la logica del profitto e del consumismo alla salvaguardia della vita, della dignità umana, della salute e dell'ambiente. Lilliput ha deciso di aderire a Mobilitebio e di assumerla come focus condiviso, puntando a coinvolgere nella mobilitazione gli oltre 600 gruppi locali in tutta Italia che fanno riferimento alla rete. Il costituendo coordinamento provinciale di Lilliput ha fatto proprio l' invito e lo estende a tutte le realtà provinciali interessate: l'obiettivo che ci poniamo è quello di presentare la mozione sui comuni antitransgenici in tutti i Consigli della provincia. Ci piacerebbe che, nei giorni clou di Mobilitebio ogni sindaco della provincia ricevesse dai suoi cittadini la richiesta di mettere questo argomento all'ordine del giorno. E' un sogno? Forse sì. Ma sappiamo tutti che i sogni condivisi possono diventare realtà.