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Un processo a Venezia



UN PROCESSO A VENEZIA

Ad alcuni mezzi d'informazione
ad alcune persone e associazioni impegnate per la pace e i diritti umani

Gentili signori,
sperando che la cosa non vi dispiaccia, vi inviamo come anticipazione due
testi che appariranno nel fascicolo di domani del notiziario telematico
quotidiano "La nonviolenza e' in cammino".

Il Centro di ricerca per la pace di Viterbo

Viterbo, 22 febbraio 2005

Mittente: Centro di ricerca per la pace
strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo
tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

* * *

TESTIMONIANZE. DA VERONA A VENEZIA, OGGI E DOMANI
[Dagli amici del Movimento Nonviolento (per contatti: tel. 0458009803, fax:
0458009212, e-mail: azionenonviolenta at sis.it, sito: www.nonviolenti.org)
riceviamo e diffondiamo]

Mercoledi' 23 febbraio alle ore 16 presso la sede del Movimento Nonviolento,
in via Spagna 8, a Verona, si terra' una conferenza stampa per illustrare le
iniziative di solidarieta' con i 17 imputati che saranno processati in corte
d'appello a Venezia, imputati di blocco ferroviario per aver fermato nel
1991 il passaggio di un treno che trasportava carri armati destinati alla
prima guerra in Iraq.
Giovedi' 24 febbraio 2005, alle ore 11, alla Corte d'Appello di Venezia si
terra' il processo in secondo grado contro 17 pacifisti e nonviolenti
veronesi accusati di "blocco ferroviario e interruzione di pubblico
servizio" per aver partecipato ad una manifestazione nonviolenta, il 12
febbraio del 1991, alla stazione di Pescantina (Vr), contro il passaggio di
un treno militare che trasportava carri armati destinati alla prima guerra
in Iraq. In primo grado (gennaio 1997) gli imputati furono assolti "perche'
il fatto non sussiste", ma il Pubblico Ministero fece ricorso. Dopo 14 anni
dal fatti si arriva ora al processo di appello. Tra gli imputati vi sono Mao
Valpiana (direttore di "Azione nonviolenta"), Mauro Tosi (consigliere
regionale), Vincenzo Rocca (del Movimento Nonviolento), Vincenzo Benciolini
(rete Lilliput di Verona), Massimo Corradi di Vicenza ed altri.
Il collegio di difesa e' costituito dagli avvocati Sandro e Nicola
Canestrini (Rovereto), Maurizio Corticelli (Verona), Giuseppe Ramadori
(Roma), Nicola Chirco (Bologna).
Un appello di solidarieta' con gli imputati e' stato firmato da migliaia di
persone in tutta Italia.
Per informazioni dettagliate contattare Mao Valpiana, cell. 3482863190, tel.
0458009803.

*

MATERIALI. BLUES DEL TRENO DELLA MORTE
[Da un vecchio fascicolo de "La nonviolenza è in cammino" riprendiamo questo
blues, e la presentazione che segue: "Raccontava nella presentazione parlata
l'anonimo autore di questo blues che aveva cominciato il suo impegno
politico quando aveva quattordici anni, bloccando treni occupando binari in
nome della dignita' di ogni essere umano; e aggiungeva che da allora non
aveva piu' smesso di lottare, e sempre piu' si era accostato alla
nonviolenza all'ascolto di Mohandas Gandhi, di Martin Luther King, del
movimento delle donne; e affermava di pensare che se in Europa nella prima
meta' del Novecento tanta piu' gente si fosse messa sui binari, tante stragi
e tanti orrori sarebbero stati evitati; poi tossiva, si schiariva la voce,
cominciava a maltrattare la chitarra, e diceva, accennando una subito
soffocata intonazione, all'incirca le parole seguenti (la traduzione,
frettolosa, e' del nostro collaboratore Benito D'Ippolito - che e' anche
l'estensore di questa breve nota di presentazione)"]

E tu fermalo il treno della morte
col tuo corpo disarmato sui binari
con la voce che si oppone all'urlo roco
delle bombe, delle fruste al vile schiocco.

E tu fermalo il treno della morte
sono pochi gli oppressori, innumerevoli
le vittime, non possono arrestarci
se tutti insieme ce li riprendiamo i diritti, la terra, la vita.

E tu fermalo il treno della morte
con la tua persona fragile sconfiggi
gli apparati e gli strumenti della guerra
e salva il mondo con la tua persona fragile.

E tu fermalo il treno della morte
perche' tu, cosi' indifeso, puoi fermarlo
col tuo corpo, la tua voce, la speranza
che sa unire tante braccia, e sa fermarlo

maledetto il treno nero della morte.

E tu fermalo e cosi' ferma la guerra.

* * *