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Il 25 aprile degli zingari di Torino: vivono ancora in un ghetto...



Siamo a Torino,
capitale dell'auto? e ormai nuovamente famosa per le Olimpiadi del 2006?.
La città è sottosopra e quasi impraticabile: grandi cantieri in ogni angolo ingombrano la vita quotidiana?nuovi edifici sorgono ovunque come funghi?i soldi sicuramente si sprecano, anzi meglio si sono già ampiamente sprecati e la città non la vedo certo migliore?anzi?, ma questo è solo il mio modesto modestissimo parere di cittadina che oltre a quando voti non conti?niente.
Anche gli zingari quest'anno li hanno ?SISTEMATI?
Perché no, proprio non poteva essere che alle prossime Olimpiadi chi arriverà a Torino possa scorgerne le loro baracche lungo le strade della periferia?

Così il luogo l'hanno trovato! (e ne ho già ampiamente scritto su due riviste: Dossier su "Missioni Consolata" del Maggio 2003; articolo su "Tempi di fraternità" di Dicembre 2004)

Via Germagnano, vicino alla discarica, in prossimità di due canili, tra la tangenziale e la ferrovia può andare più che bene per loro!

Ma non basta: il luogo è recintato, un grosso faro lo illumina di notte?.e pensare che ci volevano pure mettere le telecamere?controllare è meglio non si sa mai? Le famiglie del vecchio campo di strada dell'Arrivore ci abitano da Settembre:
a forza hanno dovuto decidere di venire qui.
Ma non c'era posto per tutti.
Così chi era senza permesso di soggiorno ha dovuto arrangiarsi, ovvero ANDARSENE.
Dove? Non è un problema che ci riguardi?
Ci sono state diverse polemiche, poi i giornali hanno smesso d'interessarsene.
Perché del popolo zingaro
NON FREGA NIENTE PROPRIO A NESSUNO, TANTO NON VOTANO?.
Anzi se vuoi i voti del resto dei cittadini è meglio che ti dimentichi che esistono pure loro!

Io non sono una giornalista ( a suo tempo ho considerato i giornalisti alla stregua degli eroi, e attualmente chi tra di loro intende ancora fare vere inchieste lo è davvero! ma i più rischiano di divenire cinici opportunisti accodati al potere di turno), ma scrivo e continuerò a scrivere per denunciare le ingiustizie che vedo sul cammino della mia vita e lo faccio dove e con i mezzi di cui dispongo.

Ora vengo a sapere che la situazione del nuovo campo non è migliorata.
Me ne parlano due suore che hanno speso la loro vita al fianco di queste famiglie rom. Alcune famiglie che non avevano avuto posto qui erano andate in strada dell'aeroporto ( altro campo), poi per litigi, sono ritornate qui.
Ma qui di fatto non vi possono rimanere.
E se vanno a vagabondare in giro ciò di certo non aiuta la convivenza con il resto della popolazione. E questo è un problema oltre al fatto che se non hai il permesso di soggiorno te ne finisci al confino grazie all'applicazione della legge Bossi-Fini.

Ma al campo sono ancora tantissimi i problemi: tra i primi il freddo che le "chiamiamole case" di cemento non hanno riparato per nulla durante l'inverno.

"Era meglio prima quando stavamo nelle baracche, si scaldavano più facilmente!
E mentre noi eravamo al freddo vedevamo la struttura polivalente del comune ancora inattiva che veniva ugualmente riscaldata benché non fosse abitata." Dice una giovane rom.


Per ora le famiglie non pagano l'affitto delle "abitazioni", ma proprio per questo è come se tutto fosse proprietà delle autorità che vengono qui ed entrano in "casa" senza né bussare né salutare.

"Inoltre hanno disposto lavori agli edifici senza informarci , poi un contro ordine ha fatto interrompere i lavori e siamo rimaste con la "casa" piena di buchi alle pareti."

"E' come se loro fossero i padroni e noi possiamo solo stare zitti perché non possediamo nulla e quindi non abbiamo voce in capitolo."

Domani è il 25 aprile e mentre leggo un libro sull'olocausto e penso al ghetto di Varsavia?
mi  rendo conto che i ghetti stanno ritornando alla grande nelle nostre città.

Corso Brunelleschi dove c'è il campo di permanenza temporanea è il primo, ma questo non mi pare da meno. Che per gli zingari i diritti siano diversi o inferiori a quelli dei comuni cittadini?

Ripensiamo alla giustizia e alla pace con fatti concreti.
Oltre a ricordare e commemorare  è necessario pensare anche all'oggi.
Questa certo è una causa scomoda che sicuramente non farà scalpore, passerà nel dimenticatoio di quanti la leggeranno per questo chiedo ai responsabili di attivarsi per fornire risposte concrete alle esigenze degli abitanti del campo.

Una cittadina di Torino
Silvana Vergnano