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Amnesty International presenta il Rapporto Annuale 2005 e denuncia una nuova, pericolosa agenda per i diritti umani



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COMUNICATO STAMPA
CS68-2005

AMNESTY INTERNATIONAL PRESENTA IL RAPPORTO ANNUALE 2005 E DENUNCIA UNA
NUOVA, PERICOLOSA AGENDA PER I DIRITTI UMANI

I governi stanno tradendo la promessa di un ordine mondiale basato sui
diritti umani e stanno portando avanti una nuova, pericolosa agenda. E' la
denuncia contenuta nel Rapporto Annuale 2005 (la versione italiana e'
pubblicata da EGA Editore), presentato oggi in numerose capitali del
mondo.

'Nel corso del 2004, i governi non hanno mostrato leadership morale e di
questo fallimento devono essere chiamati a rispondere' ? ha dichiarato
Paolo Pobbiati, presidente della Sezione Italiana di Amnesty
International. 'Hanno tradito i loro impegni in materia di diritti umani e
stanno promuovendo una nuova agenda in cui il linguaggio della liberta' e
della giustizia viene usato per portare avanti politiche di paura e
insicurezza'.

Di questa nuova agenda, abbinata alla paralisi e all'indifferenza della
comunita' internazionale, hanno pagato le conseguenze innumerevoli
migliaia di persone nelle crisi umanitarie e nei conflitti dimenticati che
hanno contraddistinto l'anno passato.

Nel Darfur, il governo sudanese ha dato vita a una catastrofe dei diritti
umani e la comunita' internazionale ha fatto troppo poco e si e' mossa
troppo tardi per reagire alla crisi, tradendo centinaia di migliaia di
persone. Ad Haiti, i responsabili di gravi violazioni dei diritti umani
hanno potuto riconquistare posizioni di potere. Nella Repubblica
Democratica del Congo orientale, non c'e' stata alcuna risposta efficace
allo stupro sistematico di migliaia di donne, bambine e persino neonate.
Nonostante lo svolgimento delle elezioni, l'Afghanistan e' precipitato in
una spirale di assenza di legge e instabilita'. La violenza in Iraq e'
stata endemica.

A livello nazionale, i governi hanno tradito la causa dei diritti umani
con costi terribili per la gente comune. I soldati russi hanno impunemente
torturato, stuprato e sottoposti ad altri abusi sessuali le donne in
Cecenia. Il governo dello Zimbabwe ha strumentalizzato politicamente la
penuria di cibo.

Il tradimento dei diritti umani da parte dei governi e' stato accompagnato
da atti  sempre piu' orribili di terrorismo e i gruppi armati hanno
raggiunto nuovi livelli di brutalita'.

'Le immagini delle decapitazioni degli ostaggi in Iraq, il sequestro di
migliaia di persone, tra cui centinaia di bambini, nella scuola di Beslan
e il massacro di centinaia di pendolari a Madrid hanno scioccato il mondo'
? ha aggiunto Pobbiati. 'Cio' nonostante, i governi non hanno voluto
ammettere la mancanza di successo nella lotta al terrorismo, portando
avanti strategie fallimentari ma politicamente convenienti. Quattro anni
dopo l'11 settembre, la promessa di rendere il mondo un luogo piu' sicuro
rimane vana'.

Il tentativo dell'amministrazione Usa di annacquare il divieto assoluto di
tortura attraverso nuove politiche e il ricorso a un linguaggio quasi
manageriale fatto di espressioni quali 'manipolazione ambientale',
'posizioni stressanti', 'manipolazione sensoriale' ecc., e' risultato uno
dei piu' dannosi assalti ai valori globali.


Nonostante gli Usa abbiano continuato a usare il linguaggio della
giustizia e della liberta', lo scarto tra retorica e realta' e' rimasto
profondo. Cio' e' acutamente illustrato dalla mancanza di indagini
esaurienti e indipendenti sull'agghiacciante fenomeno dei maltrattamenti e
delle torture nel carcere iracheno di Abu Ghraib e dall'assenza di
provvedimenti nei confronti delle piu' alte cariche dell'amministrazione
statunitense.

Gli Usa, superpotenza politica, militare ed economica senza rivali,
stabiliscono la linea di comportamento per i governi. Quando il paese piu'
potente del mondo si fa beffe del primato della legge e dei diritti umani,
concede agli altri paesi la licenza per compiere abusi nell'impunita'.

Molti governi hanno mostrato un disprezzo clamoroso nei confronti del
primato della legge. La Nigeria ha garantito a Charles Taylor, ex
presidente della Liberia, lo status di rifugiato nonostante fosse
incriminato per omicidi, mutilazioni e stupri; Israele ha proseguito la
costruzione di una barriera all'interno della Cisgiordania occupata,
ignorando l'opinione della Corte internazionale di giustizia secondo cui
tale azione viola il diritto internazionale dei diritti umani e il diritto
umanitario. Detenzioni arbitrarie e processi iniqui hanno avuto luogo,
sulla base di legislazioni di sicurezza, in numerosi paesi.

Ma nel 2004, ha ricordato Pobbiati, ci sono stati anche segnali di
speranza.

Tra le sfide legali alla nuova agenda, vanno ricordati i giudizi della
Corte suprema Usa sui detenuti di Guantánamo e la decisione della Camera
dei Lords britannica sulla detenzione a tempo indeterminato, senza accusa
ne' processo di 'presunti terroristi'. La pressione dell'opinione pubblica
ha dato vita alla protesta di milioni di persone in Spagna contro gli
attentati di Madrid, alle rivolte popolari in Georgia e Ucraina e a un
crescente dibattito sul cambiamento politico in Medio Oriente.

'Sempre di piu', la doppiezza dei governi e la brutalita' dei gruppi
armati vengono contrastati dalle sentenze giudiziarie, dalla resistenza
popolare, dalla pressione pubblica e dalle iniziative di riforma delle
Nazioni Unite. La sfida per il movimento dei diritti umani e' di
accrescere il potere della societa' civile e spingere i governi a
mantenere le loro promesse sui diritti umani' ? ha concluso Pobbiati.

FINE DEL COMUNICATO
Roma, 25 maggio 2005

Per ulteriori informazioni, approfondimenti ed interviste:
Amnesty International Italia ? Ufficio stampa
Tel. 06 4490224, cell.348 6974361, e-mail: press at amnesty.it

Il Rapporto Annuale 2005 e' on-line al seguente indirizzo:
http://www.amnesty.it/pubblicazioni/rapportoannuale_2005/


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Paola Nigrelli
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