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Emmaus, campi di lavoro




Da Francesca Abignente : <mailto:psyke at musicoff.com>psyke at musicoff.com

Carissimi,
Come forse molti di voi forse già sanno, da più di un anno ormai sono impegnata con Emmaus, l'associazione fondata dall'Abbè Pierre. Quest'anno, oltre a partecipare al campo di Pratovecchio, ho l'impegno di organizzare la preparazione del suddetto, visto che il responsabile riuscirà ad arrivare solo una settimana prima dell'inizio del campo.

Lavorando al centro giovani mi sono accorta di quanto poco sia conosciuto Emmaus e, a volte, anche le testimonianze dirette non bastano. Questa è una di quelle esperienze che dall'esterno possono sembrare insignificanti, ma che cambiano completamente prospettiva se vissute in prima persona. In poche parole, per chi non lo sapesse, vi descrivo cosa succederà nel campo di quest'estate.

Il campo di quest'anno ha due turni, uno dal 17 luglio al 31 luglio e l'altro dal 1' agosto al 14 agosto. Il fine del campo è la raccolta di materiale usato, la rivendita di ciò che si raccoglie a prezzi bassissimi e il ricavato sarà dato in beneficenza. E' già stato deciso che una parte del guadagno sarà data (con tutti gli altri campi in Europa) alle popolazioni dell'Asia disastrata dallo Tsunami, un'altra parte servirà a finanziare strutture in Africa e una terza parte andrà, come lo scorso anno, a sostenere gli artigiani palestinesi.Come vedete non si parla di beneficenza in generale, ma tutto è documentato e ci si accerta che gli aiuti arrivino a destinazione. Per 15 giorni, quindi, ragazzi di tutte le età e di diversi paesi vivranno insieme lavorando e conoscendosi, confrontandosi nel lavoro di gruppo e scoprendo il piacere di lavorare con persone che hanno il loro stesso fine: "servir premiers les plus souffrants", servire prima i più sofferenti, come ha sempre detto l'Abbè Pierre.

E' vero, tanti ragazzi d'estate preferiscono riposare, viaggiare, stare stravaccati su una sdraio in riva al mare... niente di più giusto. Per una volta, però, si può provare un'esperienza diversa, e chi lo fa può uscirne solo arricchito. Nell'ignoranza molti pensano che i campi di lavoro (come quelli di Emmaus, di Manitese e altri) siano lavori forzati... niente di più sbagliato! Vi scrivo proprio perché tra i giovani ci sono ancora molti pregiudizi e poca possibilità di conoscere. Per questo vi chiedo di inoltrare questa e-mail a chi pensate possa essere interessato a fare quest'esperienza.

Vi ringrazio dell'attenzione, vi chiedo scusa per il disturbo e per farmi perdonare mi congedo con una poesia dell'Abbè Pierre (e dopo che l'avrete letta... a buon intenditor!).

Oltre al mio indirizzo e-mail, vi lascio il numero di cellulare nel caso qualcuno fosse interessato (333/1252002)

Francesca Abignente


Bisogna amare le porte
perché sono il posto
dove nessuno si ferma

il posto da dove si passa
da dove si parte
dove avvengono tutti gli incontri.

Bisogna odiare le porte chiuse
chiuse agli incontri
e chiuse a chi parte.