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Fame nel mondo. Ogni anno muoiono sei milioni di bambini



Roma, 22 novembre 2005

Dalle cifre del rapporto annuale presentato oggi alla Fao, emerge tutta la tragicità di una situazione mondiale assai lontana dagli obiettivi auspicati. La fame nel mondo miete ancora toppe vittime: sei milioni di bambini muoiono ogni anno a cuasa della malnutrizione, mentre sono 852 milioni le persone che patiscono la fame. Secondo Jacques Diouf, direttore generale dell'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura dell'Onu, è necessario raddoppiare gli sforzi e puntare sullo sviluppo dell'agricoltura.

Il rapporto sullo "Stato d'insicurezza alimentare nel mondo", presentato oggi a Roma, ritrae uno scenario globale in cui la lotta alla fame resta uno dei problemi più urgenti ed allarmanti. La situazione peggiore resta quella del continente africano, dove il ritmo dei progressi nel fermare la fame si è fatto più lento che negli anni Novanta.

"I progressi per dimezzare il numero di persone che soffrono di fame nei Paesi in via di sviluppo sono molto lenti - scrive nelle conclusioni del rapporto il direttore della Fao, Jacques Diouf - e la comunità internazionale è ancora lontana dal raggiungere gli obiettivi e gli impegni assunti al World Food Summit e al Mdg". Tra gli "obiettivi del millennio" vi è infatti il traguardo di dimezzare entro il 2015 il numero delle persone che al 1990 moriva di fame.

Secondo Diouf, appena rieletto alla guida dell'agenzia, la lotta alla fame è un aspetto su cui è importante insistere per combattere anche molti altri mali che affliggono il mondo. Dal tasso di mortalità infantile all'analfabetismo, dall'incidenza delle malattie alla crescita economica di intere nazioni, parecchi sono gli aspetti correlati all'emergenza malnutrizione. Per esempio, nel tragico caso degli 11 milioni di bambini che non arrivano ai 5 anni, la malnutrizione raddoppia le probabilità di contrarre un'infezione e dimezza le possibilità di guarigione. Le cause principali cause di mortalità infantile restano infatti malattie curabili come la dissenteria, la polmonite e la malaria.

L'agenzia Onu si sofferma dunque sulla necessità di attuare politiche di aiuto, raddoppiando gli sforzi e dando priorità alle aree rurali e all'agricoltura. "Se i Paesi in via di sviluppo proseguono sulla strada della lotta alla fame alla velocità attuale - ha detto Diouf - solo l'America Latina e i Caraibi riusciranno a raggiungere gli obiettivi del Millennio". Sotto accusa anche i Paesi industrializzati, ai quali sarebbero destinati troppi sussidi. Le nazioni più ricche sarebbero inoltre colpevoli di imporre ai Paesi in via di sviluppo tariffe commercaili troppo elevate.

Fonte: http://www.rainews24.it/Notizia.asp?NewsID=58071