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WiFi? Una università canadese lo ritiene pericoloso e prudentemente lo mette al bando all'interno della struttura



Anticipazioni di news dal Centro di Formazione Ambientale "Monferrato",
gestito dal Gruppo GEVAM ONLUS (http://www.gevam.it).


Fonte divulgativa: CENTRO DI FORMAZIONE AMBIENTALE "MONFERRATO",
http://www.cfa-monferrato.it


WiFi? Una università canadese lo ritiene pericoloso e prudentemente lo mette al bando all'interno della struttura

Fonte: Punto Informatico  http://www.punto-informatico.it

Lo decidono le autorità di una università canadese che vietano l'uso di apparecchi WiFi all'interno delle strutture didattiche. Nessun divieto invece per telefonini, forni a microonde e altri sparawireless

Roma - Una decisione clamorosa è stata assunta dalla direzione della Lakehead University canadese, ovvero quella di mettere al bando la copertura WiFi dell'ateneo e, più in generale, di vietare l'uso di dispositivi WiFi all'interno degli edifici universitari. Il motivo non va ricercato in un'anacronistica e improbabile censura quanto invece nel timore espresso dal rettore dell'Istituto, Fred Gilbert, per la salute di docenti e studenti. Sebbene non vi sia alcuna prova che i campi elettromagnetici sviluppati da attrezzature come quelle di connettività wireless siano dannosi, secondo Gilbert non si sono neppure prove che indichino il contrario, in particolare quando a questi campi sono esposti i più giovani. Anzi, Gilbert segnala come significativo uno studio della Commissione per le Public Utilities californiana secondo cui è necessario investigare ulteriormente, vista la possibilità che vi siano rischi per la salute. E cita anche l'OMS, l'Organizzazione mondiale della Sanità, che tende ad escludere i rischi - spiega Gilbert - ma non al 100 per cento. Va detto che la "chiusura" verso il WiFi da parte dell'ateneo non è una cosa nuova ma è emersa solo di recente dopo che il network televisivo CBC ha dedicato alla questione un servizio, nel quale lo stesso Gilbert ha sostenuto che vi sarebbero studi secondo cui questo genere di tecnologia è potenzialmente un rischio. "Questi rischi - ha dichiarato - sono particolarmente rilevanti per i tessuti in rapida crescita dei giovani e la maggior parte dei nostri studenti sono ancora nell'età della crescita, ed è quindi soltanto una precauzione e un voler fornire un ambiente che evita di
porre un rischio potenziale".
A spingere Gilbert e il collegio accademico verso questa direzione sarebbero anche alcuni casi di elementi che in passato hanno influito sulla salute ma il cui impatto si è capito solo con decenni di ritardo, come con il tabacco o l'amianto. D'altra parte l'ateneo, ha sottolineato Gilbert, offre altri generi di punti di accesso alla rete in moltissime aree del campus universitario, "nodi" che consentono di accedere facilmente alla rete a fibre ottiche con cui è collegata la struttura didattica. "Quello che voglio dire - ha anche spiegato il rettore - è che mentre gli scienziati ci lavorano, io non intendo creare una struttura che può tradursi in una esposizione potenzialmente rischiosa per gli studenti. In generale, i rischi sono maggiori dove si trovano le antenne e gli hotspot wireless, ma è proprio lì - ha aggiunto - che gli utenti tendono a ritrovarsi perché ottengono il segnale migliore". Inutile dire che la notizia del bando del WiFi sta rapidamente facendo il giro della rete. BoingBoing osserva: "E che dire allora dei telefonini, dei walkie-talkie a 2,4 Ghz o dei forni a microonde?" Tutti dispositivi a forte impatto elettromagnetico ma utilizzati senza problemi all'interno del campus.

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