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Verso il rientro, e con risultati positivi, la delegazione dei sindaci nel Kurdistan



E finalmente sembra che sia arrivato il momento di partire!
Mai dare date precise, tutto e' in forse come tante cose quaggiu', bisogna
un po' vivere alla giornata in un Paese che, pur con la regione curda in
assoluta autonomia e quindi slegata dalle vicende della guerra e
dell'occupazione statunitense, subisce tuttavia gli echi e i timori di
quanto accade poco piu' a sud. E questo e' quanto e' successo: l'aereo che
gia' il 21 avrebbe dovuto riconsegnarci all'Europa, all'aeroporto di Erbil
non e' neanche mai atterrato: spazi chiusi, ufficialmente per il capodanno
curdo, in verita' per il timore di attentati nella coincidenza delle due
date - il Newroz, appunto, con le ipotesi di azioni da parte dei gruppi
sciiti in verita' assai in minoranza qua, e l'anniversario dell'arrivo
degli Yankee in Iraq; oltre alle incognite della situazione internazionale
dovute all'inasprirsi della crisi sul nucleare in Iran.
Poi l'attentato c'e' stato, non nel Kurdistan pero' e non su un volo; ma
ugualmente ha acceso anche qua qualche timore.

Quale il risultato della mission? Sotto tutti gli aspetti direi positivo.
Eravamo partiti come delegazione di sindaci, quello di Marzabotto in testa
visto il gia' esistente gemellaggio tra la citta' e Halabija il cui frutto
e' da qualche anno stato concretizzato dalla costruzione di una scuola, e
assieme all'IPB-Italia, l'ufficio italiano dell'International Peace Bureau
che ha promosso nel nostro Paese la Campagna Mayors for Peace, ha svolto
importanti momenti di contatto ad alto livello: con sindaci delle citta',
con ministri del governo autonomo, con la moglie del Presidente iracheno
Talabani con la quale si sono definiti degli accordi per l'aiuto
umanitario e di possibile cura delle vittime "di seconda generazione"
della strage di Halabija: quelle che hanno subito i tremendi effetti
genetici delle sostanze chimiche che nel 1988 hanno investito i propri
genitori.
Luciano Scambiato del gruppo "Students" di IPB-Italia ha svolto proficui
momenti di contatto con studenti di Halabija e dell'universita' di
Suleymanya.
Nel palazzo del Parlamento curdo si e' arrivati alla firma di una
dichiarazione congiunta di impegno sulla messa al bando delle armi
chimiche in tutto il mondo, documento che verra' presentato al Presidente
della Repubblica Ciampi, alle Nazioni Unite e ad altri.
In piu' il contatto con la gente, e qui soprattutto due persone tra noi
hanno avuto il merito di avere diffuso, con la propria grande umanita', la
consapevolezza che neanche le incomprensioni nella lingua sono un ostacolo
nell'accettazione spontanea delle persone: Fulgida Barattoni la presidente
dell'IPB-Italia, con la sua spontaneita' verso i bambini a cui ha gonfiato
innumerevoli palloncini e offerto sorrisi e abbracci, e Andrea Misuri
delegato del rappresentante del sindaco di Firenze Domenici, che si puo'
ben dire abbia importato nel Kurdistan la tipica gestualita' e comicita'
toscana. Ma con il contorno di tutti i membri della squadra, ciascuno di
noi aveva compiti che sono stati svolti con entusiasmo e grande
professionalita'.

Adesso il rientro. Se tutto va bene saremo a Francoforte alle 18 ora
dell'Europa centrale. Poi un volo per l'Italia, probabilmente domani la
mission tocchera' di nuovo il suolo italiano.
Nel sito associativo www.ipb-italia.org saranno a breve pubblicati i vari
comunicati stampa che via via erano stati diramati nel corso delle
giornate. Ma il lavoro proseguira', la mission e' stata soltanto l'inizio,
un momento di acquisizione della realta' di un popolo con cui abbiamo
voluto condividere momenti di impegno e di intensa commozione, e momenti
di gioia spontanea. Una mission diplomatica pero' fatta di persone, che ha
voluto incontrare altre persone.



-- 
Roberto Del Bianco - delbia at casamia.org. ICQ: 68931976.
On Skype (VoIP): robertodb.
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