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Comunicato sulle dichiarazioni pro-rigassificatore dell'assessore regionale Loizzo



Comunicato stampa

Oggetto: la posizione della Regione Puglia sul rigassificatore di Taranto


Sulle dichiarazioni pro-rigassificatore rilasciate a Taranto dall'assessore regionale ai trasporti Mario Loizzo ho interpellato l'assessore alla Trasparenza della Regione Puglia, Guglielmo Minervini. Mi è stato detto che le dichiarazioni dell'assessore Mario Loizzo non rispecchiano quelle della Regione e che sono pertanto state rilasciate a titolo personale.

L'assessore Mario Loizzo aveva detto la sera del 25 luglio: "A Taranto ci sono tutte le condizioni per collocare il rigassificatore. Ritengo inopportuno il gioco dell'oca che si sta facendo tra le varie città pugliesi. Credo che Taranto possa essere candidata ad ospitare l'impianto".

Mentre Loizzo pronunciava quelle parole, la giunta Giunta regionale paradossalmente era riunita proprio per discutere la questione del rigassificatore a Taranto e nessuna posizione era stata assunta ufficialmente. Alla riunione Loizzo non ha partecipato in quanto era a Taranto. Dalla riunione della Giunta non sarebbe emersa, a quanto ha dichiarato Minervini, una posizione pro-rigassificatore: "Sul rigassificatore di Taranto non c'è alcuna delibera di giunta", mi ha confermato esplicitamente Minervini. Sarebbe stata invece discussa la necessità di un percorso di consultazione democratica.

L'assessore Loizzo ha specificato: "Credo che il porto di Taranto offra una serie di condizioni favorevoli per l'insediamento dell'impianto, sempre che non emergano particolari criticità in tal senso".

E' una dichiarazione sconcertante quanto quella della compatibilità di una pornostar con la vocazione di suora.

Lo sa Loizzo che a Taranto vi sono 9 impianti a rischio di incidente rilevante e che intorno al sito del rigassificatore se ne concentrano ben 8? E lo sa che Taranto è classificata ufficialmente come "porto a rischio nucleare"?

Lo sa Loizzo che a Taranto in meno di un chilometro quadrato si concentrerebbero il rigassificatore più gli impianti a rischio di incidente rilevante dell'Ilva e dell'Agip?

Lo sa Loizzo che lo scorso 1' maggio 2006 all'Agip si è sfiorata la catastrofe con lo sversamento di 35 milioni di litri di carburante nel punto più vicino al sito del rigassificatore, ossia a 870 metri?

Lo la che l'impianto di rigassificazione emette vapori di metano e che l'Agip costituisce una criticità gravissima ai sensi della Legge Seveso avendo una torcia sempre accesa che costitusce una potenziale fonte di ignizione?

Lo sa Loizzo che il gas metano del rigassificatore - secondo un rapporto del Pentagono - ha un potere esplosivo pari a 55 bombe atomiche?

Di quali altre "particolari criticità" ha bisogno l'assessore Loizzo per cambiare opinione?

Probabilmente Loizzo non ha letto le 17 pagine sulle criticità del rigassificatore che abbiamo inviato alla Regione Puglia. Avremmo piacere di confrontarci con il Presidente Vendola e con tutti gli assessori che abbiano voglia di leggersi quelle 17 pagine di osservazioni tecnico-giuridiche che Loizzo evidentemente non ha letto. Per non parlare delle 10 pagine di osservazioni inviate autonomamente da Legambiente alla Regione Puglia, anche esse molto preoccupate sul rigassificatore.

Se invece si vuole decidere senza leggere, senza informarsi e ascoltando solo il riassuntino del Comitato Tecnico a cui delegare tutto allora saremmo in presenza di un fatto gravissimo in quanto è l'organo politico che deve dare il proprio assenso o meno al Ministero dell'Ambiente per la Valutazione di Impatto Ambientale del rigassificatore: il Comitato Tecnico Regionale esprime solo pareri consultivi su cui a decidere deve essere la Giunta.

Se la giunta non ritiene di possedere le conoscenze tecniche necessarie è bene che non decida e che prenda tutto il tempo necessario stoppando ogni parere da inviare al Ministero dell'Ambiente.

Credo che per Vendola la documentazione prodotta dalle associazioni ambientaliste debba valere almeno quanto il parere del Comitato Tecnico Regionale, organo in cui hanno un peso rilevante anche quei dirigenti che hanno gestito la politica ambientale del centrodestra. La Giunta e il Comitato Tecnico Regionale sono tenuti a rispondere puntualmente a tutte le obiezioni che le associazioni ambientaliste tarantine hanno inviato per lettera raccomandata ai sensi della Valutazione di Impatto Ambientale.

Mi rivolgo pertanto al Presidente Vendola per chiarire definitivamente se - esprimendosi a favore del rigassificatore - l'assessore Loizzo a Taranto abbia espresso l'orientamento della Giunta regionale o solo la propria opinione.

Chiedo inoltre a Vendola che nessun parere del Comitato tecnico venga inoltrato al Ministero dell'Ambiente prima dell'incontro con le associazioni ambientaliste tarantine, ripetutamente richiesto.

Occorre ragionare a bocce ferme e non far pervenire - mentre i cittadini sono sotto l'ombrellone - alcun tipo di parere a Roma.

Questa è una richiesta imprescindibile. Non tollereremo nessuna pugnalata alle spalle, neppure di tipo "tecnico".

La Regione Puglia deve chiarire se le associazioni ambientaliste - fino ad ora mai coinvolte sulla vicenda del rigassificatore - sono una risorsa o un problema.

Se la Regione dovesse agire, anche solo con la comunicazione a Roma di un "parere tecnico", PeaceLink lancerà una capillare campagna di informazione diffondendo un dossier sulle piroette e gli scivoloni la Regione Puglia ha collezionato in questi mesi sulla questione del rigassificatore di Taranto.

Alessandro Marescotti
presidente di PeaceLink
www.peacelink.it
Le osservazioni sul rigassificatore sono su www.tarantosociale.org