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A Roma per dire NO al rigassificatore



Il giorno 30 agosto si insedia la "cabina di regia" sull'energia e sui rigassificatori. Vi fanno parte i Ministri dello sviluppo economico Pierluigi Bersani, dell'ambiente Alfonso Pecoraro Scanio e il sottosegretario alla presidenza Enrico Letta.

Contemporaneamente alle ore 12 davanti a Palazzo Chigi si svolgerà un presidio nazionale di protesta di tutti i Comitati territoriali (Livorno-Pisa, Rovigo, Ravenna, Trieste, Brindisi, Taranto, Reggio Calabria, Agrigento) che si stanno battendo nel nostro paese contro la localizzazione e costruzione dei rigassificatori.

Al presidio sarà presente una rappresentanza del Comitato contro il rigassificatore di Taranto. Anche da Brindisi parteciperà una delegazione.

I Comitati chiederanno di essere ricevuti dal presidente del Consiglio Romano Prodi per richiamarlo al rispetto del programma dell'Unione che prevede il dialogo e il coinvolgimento delle popolazioni, in materia di grandi impianti, incluso i rigassificatori.

I Comitati contro i rigassificatori, aderenti alla Rete Nazionale contro i Grandi impianti energetici a combustibili fossili, rilanceranno anche la richiesta di una moratoria sulle localizzazioni e la redazione di un serio e coerente piano energetico nazionale che preveda programmi di efficienza, risparmio energetico e sviluppo di fonti energetiche rinnovabili di cui il paese ha urgente bisogno, se non vuole rimanere il fanalino di coda dell'Europa.

Nell'occasione, i partecipanti al Presidio incontreranno la stampa per fare il punto della situazione e sottolineare la necessità del rispetto delle regole democratiche da parte del Governo (Costituzione italiana e normative europee). I comitati lamentano il mancato rispetto della Convenzione di Aarhus (che prevede l'informazione e la partecipazione della popolazione alle scelte ambientali) e sottolineano che senza il consenso delle popolazioni locali non si possono imporre localizzazioni dall'alto.

I Comitati non vogliono che la cabina di regia si trasformi in "cabina di comando", esautorando i processi indispensabili di dialogo e partecipazione democratica alle scelte.

Va infine precisato che la mobilitazione non è "contro il metano". Chi sostiene i rigassificatori dimentica di dire che attraverso i metanodotti è possibile rifornire abbondantemente l'Italia con contratti stabili e a lungo termine.

La mobilitazione di chi si oppone ai rigassificatori non è quindi contro il gas metano ma è contro impianti spesso pericolosi (sottoposti alla Direttiva Seveso) e il più delle volte localizzati in aree già ad alto rischio e persino in porti con transito di sottomarini a propulsione nucleare (Livorno, Trieste, Brindisi, Taranto).

Di fronte a tale azzardo tutti dovrebbero fermarsi e riflettere.

Va poi detto che è falsa e scopertamente "manipolata" la campagna informativa pro-rigassificatori che li presenta come indispensabili per non passare "l'inverno al freddo". Recentemente l'Italia ha infatti concluso accordi per l'incremento dei metanodotti con l'Algeria e il contenzioso Russia Ucraina si è risolto con un nuovo accordo commerciale.



Per contatti

Comitato contro il rigassificatore di Taranto
Giancarlo Petruzzi cell. 3282675296
http://www.tarantosociale.org

Coordinamento nazionale
Massimo De Santi e-mail:maxcosmico at alice.it cell. 338.1337573 / 0586.211481
Beatrice Bardelli e-mail:reginadelmare at tiscali.it cell. 335.5614083 / 050.564080