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Risposta alla lettera aperta indirizzata dagli amici Alfarano e Marescotti all'Assessore Regionale pugliese all'Ecologia



Cari amici,
per capire se, in materia ambientale, la Regione stia realizzando o tradendo
un "sogno" occorrerrebbe una riflessione più serena.
In un anno il Consiglio Regionale ha varato 10 leggi ambientali, fra le
quali quella di "moratoria" dell'eolico, quella dell'inquinamento luminoso,
quelle degli appalti "verdi" nella pubblica  amministrazione e 7 nuovi
parchi fra cui il rilevante e contrastato Parco della Terra delle Gravine.
Nell'ultima legge di assestamento di bilancio, inoltre, abbiamo inserito
nuove norme in materia di elettrosmog per meglio tutelare la nostra salute
ed oggi apprendiamo che il Governo Nazionale intenderebbe impugnarla perché
turba l'equilibrio fra questa esigenza e quella degli "impianti necessari al
Paese".
Abbiamo inoltre predisposto il PEAR, il PRAE e diversi regolamenti (7, per
la precisione) che dettano certezze  ai comportamenti di tutti gli attori in
vari settori, dai materiali di scavo alle lavanderie, dall'energia eolica
all'elettrosmog.
Non credo che questa rilevante attività, alcuni parlano di un record,
prevalentemente legislativa e programmatoria come deve essere la funzione
della Regione, possa annichilirsi nell'esprimere un giudizio sulle politiche
ambientali della Regione e specificatamente su quelle dell'Assessorato all'
Ecologia.
Ma il punto è, naturalmente, quello dei rigassificatori in Puglia.
Qui, a mio parere, il convitato di pietra è il governo nazionale poichè è
del tutto chiaro ed è stato più volte dichiarato dalla Regione che la scelta
di ospitare in Puglia un rigassificatore è conseguente non al fabbisogno
energetico della Puglia ma ad una politica di solidarietà nazionale che ci
viene richiesta - a mio parere con buone ragioni - dal governo Prodi.
Noi ci battiamo con il Governo perché la Regione venga messa in condizione
di esprimere la sua Valutazione di Impatto Ambientale e garantiamo ai
pugliesi non solo la massima attenzione in questa procedura ma anche l'
attento ascolto di tutti e di tutte le posizioni e le argomentazioni.
Altri, che propugnano di fatto l'ipotesi di una moratoria dei
rigassificatori in Puglia  hanno tutto il diritto di difenderla con
determinazione e, immagino, nel rispetto delle posizioni degli altri.
Infine la questione di Mediterre e degli sponsor.
Sorvolo che di questo evento e del suo significato simbolico, politico e
pratico si colga solo la marginalità delle sponsorizzazioni e non il suo
rilancio che è esplicitato da così tanti elementi che meriterebbero una
rubrica a parte.
In tutte le sue edizioni, siamo alla quarta, Mediterre ha chiesto ed
ottenuto sponsorizzazioni fra i grandi gruppi che operano nel nostro Paese.
Non avevamo ragione di cambiare metodo giacchè per noi la sponsorizzazione
dell'ILVA o dell'Enel, per fare qualche esempio, non comporta alcuna
modifica delle posizioni della Regione sul piano BAT o sul PEAR  con
relativa riduzione del carbone a Cerano. Le scelte della Regione sono
motivate infatti da contenuti di maggior spessore.
Del resto e per le stesse ragioni nessuno mena scandalo se alcuni degli
stessi gruppi sponsorizzano iniziative, convegni ed anche campagne nazionale
della Lega Ambiente o di altre associazioni.
Seminare insinuazioni può solo abbassare il livello del confronto e farlo
degradare. Sarebbe invece opportuno che esso si sviluppasse sul merito e
nello specifico sul Piano Energetico Ambientale Regionale e sulle scelte
strategiche e operative che esso contiene. Ne guadagneremmo tutti e in primo
luogo i pugliesi.
Cordialmente.
Michele Losappio

Modugno, 13 settembre 2006