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Florido e Losappio chiedano scusa a Taranto



Comunicato stampa

Continua la presenza "negativa" della nostra Taranto, sulla stampa nazionale. Morti di operai all'ILVA, 90 mila tonnellate di rifiuti speciali versati abusivamente in Mar Grande, Taranto scelta come sito per costruire un rigassificatore, discariche, inceneritori e oggi il prestigioso quotidiano della Confindustria "Il Sole 24 Ore" ci pone all'ultimo posto in Italia per i problemi legati all'ambiente. Leggiamo sul Sole 24 Ore: "Il capoluogo ionico scala altre posizioni. Ma verso il basso; dalla 89° alla 102°. Nei fatti, ultima città nella tutela ambientale". Notarilmente Il Sole 24 Ore ci relega all'ultimo posto tra le città disattente all'ambiente e, di conseguenza, alla salute dei cittadini. In realtà il nostro posto è il 103°, provvisoriamente occupato da L'Aquila rea di non aver inviato i dati parametrali richiesti e quindi centotreesima d'ufficio.

Un giudizio come questo, ma possiamo parlare anche di condanna, ci induce ad alcune riflessioni.

1) Il Sole 24 Ore registra il fallimento a cui ci hanno condotte le amministrazioni comunali, provinciali e regionali di destra e di sinistra. Da più di due anni è Florido l'assessore provinciale, ad interim, per l'ambiente. Il residuale impegno per l'ambiente infatti può notoriamente essere assolto anche svolgendo le funzioni di presidente. Portano la firma della Di Bello e di Florido gli Atti di intesa scaturiti dal ritiro della costituzione di parte civile al processo contro Riva. Tale determinazione ha tarpato le ali dell'azione penale. Porta la firma della Di Bello, di Florido e di Vendola l'accordo-bluff per il risanamento del quartiere Tamburi per un importo di 56 milioni di euro. Porta la firma di Florido e di Vendola l'ultimo accordo per la valutazione della possibilità di intervenire sulle colline di minerali e per la copertura dei nastri trasportatori. Accordi sventolati come soluzione di tutti i problemi ma ancora inchiodati all'effetto annuncio. In realtà se le leggi in materia di tutela ambientale fossero state applicate in tutta la loro severità, Taranto non sarebbe all'ultimo posto della classifica del Sole 24 Ore e l'Ilva non avrebbe accordato alla Regione la sua sponsorizzazione per la manifestazione di Mediterre. Uno schiaffo alla sensibilità sociale e sanitaria dei tarantini e uno sputo sulle morti per tumore di centinai di cittadini della nostra provincia. Il frutto avvelenato di questa politica deludente e inconcludente è il peggioramento della qualità dell'ambientale a Taranto, documentata impietosamente dal Sole 24 Ore.

2) Il quotidiano economico sottolinea che, dietro il "primato" negativo di Taranto, c'è quella che viene definita "una pressione ambientale fortissima". E fa i nomi: "Quelli del colosso ILVA, della raffineria AGIP e del cementificio CEMENTIR con una concentrazione di insediamenti industriali che, per vastità (la zona industriale confinante con la città è 4 volte più grande dell'abitato), non ha eguali non solo in Puglia ma anche in Italia. Tali insediamenti sono all'origine - tra polveri sottili, emissioni di diossina, vapori e fumi - di una qualità dell'aria quasi sempre da allarme rosso". Domandiamo a questo punto: dove sono gli amministratori capaci di chiedere il sequestro degli impianti inquinanti e il rispetto di tutte le norme di tutela ambientale? Tra le concause di questa situazione riteniamo di individuare l'assenza di un'inversione di rotta. Dobbiamo dolorosamente constatare che questi amministratori hanno fallito. Non hanno saputo far partecipare i movimenti dei cittadini. Hanno conservato in buona sostanza l'apparato gestionale delle precedenti amministrazioni. E hanno lasciato che Taranto scendesse verso il baratro. Ecco dove ha portato una politica ambientale senza democrazia e senza partecipazione.

3) Occorre cambiare rotta e nominare come assessore all'ecologia per la Provincia di Taranto una persona competente, di provata militanza intorno ai temi ambientali e di assoluta indipendenza dalle grandi aziende nazionali e multinazionali del settore. Di persone iscritte a libro paga ne hanno già a sufficienza. Inoltre occorre sostituire i dirigenti che rappresentano la vecchia politica ambientale all'interno della nuova amministrazione Vendola. Senza questi minimi segnali non avremo un avvio di svolta ma solo la degradante esperienza della maglia nera.

4) I responsabili della politica ambientale - Florido e Losappio ? dovrebbero avere l'umiltà di fare un "mea culpa" per non essere stati capaci di avviare un reale risanamento. Siamo stanchi di assistere alla lotta per accaparrarsi la presidenza del Porto o di altri posti di potere. Vogliamo invece che la politica ritorni ad occuparsi delle grandi questioni ambientali. Le generazioni future giudicheranno i barbari e speriamo che non ci rimproverino di aver loro lasciato mano libera.

Firme

Espedito Alfarano
Amici di Beppe Grillo sez. di Taranto
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Carlo Gubitosa
Alessandro Marescotti
Giovanni Matichecchia
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