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Erri De Luca, "In nome della madre"




-------- Riceviamo e pubblichiamo volentieri questa recensione di Enrico Peyretti --------






Erri De Luca "In nome della madre"

Libri

«Chi è questo figlio cometa?»

Erri De Luca,  "In nome della madre", Feltrinelli 2006, p. 79, € 7,50


   E' un libro in prosa poetica. Appare scritto da santa Maria di
Nazareth, per mano di un poeta dall'animo finissimo, capace di dar voce
ad un animo femminile, e a quell'animo. Vi scorre una musica di cielo e
di terra, non di solo cielo, non di sola terra. Parla il cuore di Maria,
ed anche il suo corpo. Scrive di quando riceve l'annuncio, lo comunica a
Giuseppe, ammira il coraggio del suo sposo che sfida la legge e salva
lei e il bambino, vive l'attesa tra i sospetti del paese e la malignità
delle donne, dialoga col bambino in grembo e gli mostra il sole,
racconta del viaggio invernale a Betlemme, insieme ai tanti obbligati al
censimento imperiale, è lei che comprende la cometa, e poi descrive come
partorisce da sola (e un "applauso di bestie", il bue e l’asina, nella
stalla, dà il primo benvenuto a Ieshu), medita sulla immensa esperienza
della donna che diventa madre e trepida sul futuro del bimbo: «Abìtuati
al deserto» e prega Dio: «Fa’ solo che questo bambino sia nessuno nella
tua storia, fa’ che sia un uomo semplice, contento di esserlo», almeno
fino ai trent’anni.

   Maria rimane una ragazza, che crede e comprende come giovane donna, e
sorride del modo rigido e formale degli uomini, anche del suo
Giuseppe, di capire le cose. Ma Giuseppe capisce bene, e lo spiega a
lei, che cosa è la grazia (p. 36). Nella sua saggezza, Giuseppe anticipa
parole di Gesù (pp. 49-50). Lui e Maria, insieme, quasi guariscono un
cieco (pp. 53-54). L’asina che porta Maria, forse è madre di quella su
cui salirà Gesù nella festa «dell’ultima settimana» (pp. 55-56)

   La quarta di copertina cita dalla Premessa: «'In nome del padre'
inaugura il segno della croce. In nome della mdre s'inaugura la vita».

   De Luca resta dentro la dottrina ortodossa tradizionale, ma la
rilegge, libera dalle formule, in un /midrash/ leggero come il vento che
feconda Maria e il mondo.

   Anche Giuseppe ha una parte molto bella, in questa storia: crede a
Maria, come Maria crede nel mistero che avviene in lei. «Beata te che
hai creduto» era la lode ripetuta di David Turoldo poeta a Maria di
Nazareth. È una beatitudine annunciata a chiunque accoglie dentro di sé
parole di vento, di pneuma, di Spirito, come fece lei.

   Enrico Peyretti