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ENI - SIT IN A ROMA - Liberare gli ostaggi, disinquinare i nigeriani



SIT-IN E CONFERENZA STAMPA

23 GENNAIO

ORE 12.00 P.LE MATTEI



Per il rilascio dei lavoratori italiani, per una equa soluzione della
controversia che porti ad una bonifica ambientale pagata dalle imprese
multinazionali, per un risarcimento delle popolazioni locali per i danni
subiti e per una politica estera rispettosa dei diritti umani, ambientali,
economici e sociali che consenta un'equa redistribuzione della ricchezza
prodotta.



Promuovono: A Sud, Attac, Casa dell Culture, Confederazione Cobas, RdB
Energia, Crbm, PeaceLink, Internet network for peace, Geologia senza
Frontiere, Ass. Alternativamente, Ass. Cult. Aurum Il divenire, Ass. Grano
di Sale, Amisnet, Altre Mappe, Sud Pontino Social Forum, Centro Culturale
la Pietra Vivente, Coordinamento Nord/Sud del Mondo, Casa della cultura
Antiatomica.



Per adesioni all'appello: adesioninigeria at yahoo.it +393391932618


APPELLO PER I DIRITTI DEI NIGERIANI



Il 7 dicembre 2006 sono stati rapiti dal Mend (Movement for the
Emancipation of the Nigerian Delta) Francesco Arena, Roberto Draghi, Cosma
Russo e il libanese Imad Saliba, tecnici Eni che si occupavano
dell'estrazione del gas naturale nell'area del delta del fiume Niger.
Successivamente Roberto Draghi è stato liberato.

Le richieste che il Mend sottopone all'Eni e al governo italiano come
condizione per la liberazione sono principalmente il risarcimento del
debito ecologico, l'investimento in infrastrutture atte a migliorare la
situazione sociale del luogo e il rilascio di alcuni detenuti nelle
prigioni nigeriane.

Dal Delta del fiume Niger si estraggono 2,5 milioni di barili di petrolio
al giorno. La foresta, con i suoi preziosi boschi di mangrovie, è invasa
dalle fiamme dei pozzi e dalle esplosioni causate dal devastante fenomeno
del gas flaring. Qui sono stati incassati, dalle grandi multinazionali del
petrolio, 320 Miliardi di dollari in meno di quarant'anni con le
royalities del petrolio estratto.

Il petrolio e il gas non hanno portato benefici alla gente della Nigeria.
Solo una ristretta élite al governo si è arricchita a scapito della
maggioranza della popolazione che è stata invece perseguitata, impoverita
e inquinata.

Responsabili dirette di questa devastazione ambientale e sociale sono
alcune delle più grandi multinazionali del petrolio: Shell, Chevron Texaco
e l'italiana Eni.



Roma, 22-01-2007

Redazione A SUD
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