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Caro Aldo Forbice, viva Daniele Mastrogiacomo, viva Gino Strada, viva Massimo d'Alema



Caro Aldo Forbice, viva Daniele Mastrogiacomo, viva Gino Strada, viva Massimo d'Alema

Causa nausea la caccia all'uomo scatenatasi nei confronti del governo, del "comunista" Gino Strada e di Peacereporter, di quei talebani di Emergency, perfino dei rossi (?) de La Repubblica, quotidiano che sull'Afghanistan ha l'elmetto in testa come il Washington Times o Fox Tv, dopo la liberazione dell’inviato Daniele Mastrogiacomo dopo 15 giorni di prigionia in Afghanistan.
di Gennaro Carotenuto

La caccia all'uomo si è estesa subito allo stesso ex-rapito, Daniele Mastrogiacomo. A questi non è sufficiente avere posizioni favorevoli alla guerra, e non aver nemmeno mai peccato in gioventù scrivendo per il Manifesto o Lotta continua, com'è successo invece a molti delle più belliciste penne nostrane. Sono riusciti a criticare perfino che la figlia gli sia corsa incontro per abbracciarlo! Meglio sarebbe stata un'orfana. Avrebbe rinsaldato il patriottismo, per gente alla quale piacciono di più le spoglie "rimandate a casa nelle bandiere / legate strette perché sembrassero intere", citando Fabrizio de André, che ci manca ogni giorno di più.

Per accusare il nostro governo, si abbarbicano come sempre ai nostri alleati. Questi, da veri uomini, lanciano accuse in forma anonima: "fonti anonime della Casa Bianca" è il livello della loro diplomazia, ma viene preso per buono tanto dall’opposizione, quanto dai nostri media che non aspettavano altro per scatenarsi. Senza “fonti anonime della Casa bianca” i vigliacchetti erano stati quasi tutti zitti. Poi, facendosi scudo dietro tali “fonti anonime” si permettono di spargere letame for export su un governo che ha avuto la colpa di salvare una vita umana. Che è meno bene che salvarne tre ma è meglio di non salvarne nessuna.

Per capirci sono quegli stessi nostri alleati “che ci liberarono nel ’45”, e quindi hanno sempre ragione, ma che dichiarano di essere in Afghanistan "per salvare vite americane". Per far ciò, sparano su tutto quello che si muove e ammazzano industrialmente “vite non americane”, incluso col "fuoco amico", du iu rimember Nicola Calipari, il nostro 007 ammazzato da un ossimoro?

Siete sicuri che le teste di cuoio o i marines in un blitz avrebbero differenziato tra talebani e ostaggi non occidentali? Ci sono quattro anni e mezzo di occupazione militare a testimoniare il totale spregio anglosassone per le vite afghane, muoiono come mosche, ma tutto serve: "i cinque terroristi torneranno ad uccidere". Probabilmente, ma le vite si salvano una a una, non all'ingrosso. E soprattutto si salvano oggi, non domani, forse.

E, tra parentesi, per "salvare vite americane" farebbero prima e meglio a costruire qualche ospedale civile a casa loro, visto che di "vite americane" se ne perdono tante in malattie curabili nei mille ghetti con mortalità infantili africane di quel paese e tra i 45 milioni di esseri umani (non sono "vite americane" quelle?) senza alcuna assistenza sanitaria. Capisco che tali argomenti sono impertinenti.

Torno però a denunciare, e ne faccio un prototipo di disonestà intellettuale, squallore professionale ed umano, sotto forma di servizio pubblico, la trasmissione di Aldo Forbice, su Radio1 Rai, Zapping. Oramai siamo al puro e duro linciaggio contro il governo, utilizzando tutti i più beceri argomenti dell'analfabetismo politico e dell'aridità umana.

Il garante, la commissione di vigilanza, non possono non vedere e intervenire contro questo intoccabile della disonestà intellettuale. Ieri sera, mercoledì, ha introdotto la trasmissione con queste parole: “non farò commenti sulla liberazione di Mastrogiacomo ma vi leggerò una dichiarazione: ‘noi non trattiamo con i terroristi’, firmato Angela Merkel”. Come dire, ecco chi ha davvero i pantaloni in famiglia ma già solo il tono suona maschilista.

Così impostata la trasmissione, Aldo Forbice dà la stura a radio-rutto libero e sembra radio radicale negli anni '70. Non c'è una sola telefonata, o si perde come rumore di fondo, che difende il governo. Possibile? In realtà non si distinguono neanche più gli ospiti dagli ascoltatori, tanto nessuno più è fuori dal coro fino a venirti il dubbio che davvero solo tu in Italia pensi che salvare la vita di Mastrogiacomo fosse un dovere costituzionale.

Un solo ospite, sempre più isolato, cerca di difendere almeno una certa equanimità. E' un bravo sociologo, Paolo De Nardis, ma la logica del branco con la quale è aggredito, dovrebbe fargli capire che oramai è un "utile idiota" funzionale al disegno "umanitario" di Aldo Forbice.

L'argomento che più ricorre, nell'Italia meschina così bene rappresentata da Aldo Forbice ma è immanente, tracima dai media ai bar, sono i soldi, i soldi, i soldi. Pagano i riscatti con i nostri soldi. I nostri soldi, i nostri soldi. E giù contro la comunista Sgrena, le Simone, che in maniera ributtante vengono spesso definite "le due lesbiche". E poi via, contro Gino Strada, che perché non ha pagato il ritorno con il suo jet privato, oppure Ezio Mauro... e invece è tornato con i nostri soldi, vergogna, scandalo, indecenza, li senti sprizzare indignazione e Forbice li accoglie compiaciuto. C’hanno il jet privato Strada e Mauro? L'argomento della lealtà con gli alleati poi è trattato in una maniera che ricorda da vicino la lealtà dei "ragazzi di Salò" ai nazisti più che una logica di alleanza adulta che, per esempio, fece dire di no a Francia e Germania alla guerra in Iraq. Ma tant’è. Non è un caso che gli argomenti repubblichini continuino a infestare la vita della Repubblica.

E' molto significativo che Zapping sia una delle poche trasmissioni senza podcast, ovvero senza la possibilità di scaricare le trasmissioni registrate e riascoltarle. Se ne potrebbero fare delle tesi di laurea altrimenti. Bisogna andare a memoria ma sarebbe stato utile far ascoltare la telefonata di un ascoltatore, uno qualsiasi, che ieri sera ha arringato per minuti dai microfoni del servizio pubblico, chiudendo esemplificativamente: "questo governo ha rotto i c... e bisogna mandarlo a casa". Aldo Forbice, solito a sbattere il telefono in faccia ad ogni voce dissonante, chiudeva, con il tono mellifluo che utilizzerebbe per parlare a Camillo Ruini: "Grazie, grazie, grazie, veramente molte grazie". Caro direttore Antonio Caprarica, qual è il motivo del perché Zapping, e quasi solo Zapping, non ha il podcast? Forse non è un programma di successo? O forse è meglio non lasciare tracce?

La cosa più grave, quello che più stupisce, ferisce, preoccupa, è il fatto che un gruppo di giornalisti avalli nella maniera più bieca la tesi di base della marmaglia selezionata da Forbice per fare da "coro": che ci vanno a fare? Perché mai un giornalista dovrebbe andare a raccontare una guerra lì dove si svolge? Guarda caso sono tutti di sinistra, lo fanno apposta, sono già d'accordo... NON ci devono andare e comunque lo stato non deve muovere un dito per salvarli. Non sfugge che siano tutte telefonate che tirano la volata ad una proposta di legge in tal senso di Forza Italia. Proposta di legge, guarda caso, letta stentoreamente e per intero da Aldo Forbice, come fosse stato Vittorio Sermonti che legge il Paradiso di Dante.

Ossimoro per ossimoro: gli ascoltatori di Zapping (fossero solo loro...) sono interessati all’informazione tanto da ascoltare Zapping, ma non sono interessati a sapere da quali fonti arrivano le informazioni con le quali costruiscono le loro opinioni. Del dovere democratico e costituzionale ad informare si è persa ogni cognizione e della necessità di garantire tale diritto non vi è più neanche l’idea. Siamo ai prodromi di un movimento di massa a favore della censura. Nelle nostre Facoltà insegniamo etica dell'informazione ma, evidentemente, i nostri studenti se vogliono diventare come Aldo Forbice, di etica ne devono lasciare un bel po' per strada.

Mastrogiacomo poi era meglio che morisse, era in Afghanistan non per una precisa funzione democratica garantita dalla Costituzione ed essenziale alla democrazia, ma era un turista per caso, una Susy Blady a caccia di pubblicità. Non viene detto ma viene urlato tra le righe, Daniele andava sacrificato alla logica del militarismo atlantista e delle guerre infinite contro tutto quello che si muove. Sarebbe stato più utile da morto e non importa neanche che tanto Mastrogiacomo come il suo giornale approvino quella guerra e la raccontino in maniera benevolente. La sua colpa è proprio quella di essere andato a vedere e Aldo Forbice si permette di fargli le pulci: “non ha mai usato la parola terroristi”. Colpevole! Viene la pelle d’oca.

Resta solo l'opportunismo di chi non deve informare ma servire interessi. Di chi fa propaganda e la spaccia per informazione. Nessuno sembra interessato a raccontare e, quel ch’è peggio, a farsi raccontare cosa succede davvero in questo pianeta che già nel 1942 fu definito da Walter Benjamin “in stato di eccezione permanente”. E proprio in questo stato di eccezione permanente i Mastrogiacomo o i Baldoni, comunque la pensino, vanno eliminati, dai terroristi o dagli antiterroristi fa lo stesso. E Ryszard Kapuscinski e Tiziano Terzani, possono rivoltarsi nella tomba.

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