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G8, pene severe a senso unico



COMITATO VERITA' E GIUSTIZIA PER GENOVA
www.veritagiustizia.it -
<mailto:info%40veritagiustizia.it>info at veritagiustizia.it

comunicato stampa

LE RICHIESTE DEI PM SONO DEL TUTTO SPROPORZIONATE

Le richieste della pubblica accusa al processo contro 25 persone per i
fatti del G8 di Genova, ci paiono del tutto sproporzionate, sia rispetto
agli episodi cui si riferiscono (nessuna persona è stata colpita), sia
rispetto alle pene previste per i reati e le violazioni costituzionali
compiuti da appartenenti alle forze dell'ordine durante gli stessi giorni.
Gli abusi compiuti alla caserma di Bolzaneto e alla scuola Diaz, come noto,
sono puniti con sanzioni molto inferiori, tanto che i processi contro più
di 70 agenti, funzionari e dirigenti si concluderanno quasi certamente con
la prescrizione.
Ci aspettiamo che il tribunale giudichi con razionalità e buon senso, senza
cercare sentenze esemplari che non giovano alla giustizia e alla
credibilità delle istituzioni e che rischierebbero di somigliare a una
forma di inaccettabile e pericolosa vendetta.

Genova, 23 ottobre 2007


di Lorenzo Guadagnucci
(dal blog "Distratti dalla libertà"
<http://www.altreconomia.it/noidelladiaz/>http://www.altreconomia.it/noidelladiaz/)

"225 anni di carcere per i 25 manifestanti": è la pena richiesta dai pm
Anna Canepa e Andrea Canciani al processo per devastazione e saccheggio
seguito al G8 di Genova del 2001. Canciani in aula ha parlato
esplicitamente di "pene severe" da infliggere affinché non accada più
niente di simile, sostenendo che altrettanto dovrà avvenire per il processo
in corso contro 29 poliziotti accusati del "massacro alla Diaz" (anche
queste parole di Canciani, che a leggere le notizie di agenzia non ha
citato Bolzaneto). E' in sostanza il classico concetto di sentenza
esemplare.

Due domande. Una sentenza non dovrebbe prima di tutto essere giusta, cioè
equa? Stiamo parlando della vita, concretissima e attuale, di 25 persone. I
pm hanno chiesto praticamente il massimo della pena prevista, e stiamo
parlando di pene severissime, dai 6 ai 16 anni, come avviene quando si
tratta di stupri e omicidi. Sarebbe bene ricordare che gli imputati, se
anche fossero colpevoli, non hanno colpito o danneggiato nessuna persona,
solo cose inanimate. Non è un dettaglio.

La seconda domanda è veramente terra terra. Se danno dai sei ai sedici anni
a chi ha rotto qualche vetrina e rovesciato qualche automobile (cose, per
carità, che non vanno fatte), quanto dovrebbero dare a chi ha picchiato
selvaggiamente, con un manganello usato a rovescia, delle persone inermi,
poi arrestate e accusate di reati enormi sulla base di prove false? E' la
mia esperienza personale, e ho anche la sensazione di avere rischiato
qualcosa: gli squarci che avevo sulle braccia, al punto che si vedeva
l'osso, potevano colpire la testa, se non avessi avuto la prontezza e la
forza di ripararmiŠ I picchiatori, in aggiunta, erano uomini in divisa, e
questa è un'aggravante non da poco.

I pm Canepa e Canciani - gli stessi che m'interrogarono in ospedale, in
stato d'arresto, quando anch'io ero accusato di essere un black bloc -
parlano di sentenze esemplari da infliggere in tutti i processi scaturiti
dal G8. Non sono d'accordo, ma se anche lo fossi, vorrei che si dicesse
tutto, senza fingere equanimità: i poliziotti non rischiano quasi nulla.
Non sono andati né andranno in galera, e la prescrizione, quasi certamente,
salverà tutti.

Una volta di più, il "dopo Genova", per la nostra democrazia, si rivela
peggiore delle tragiche giornate del luglio 2001.