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Termovalorizzatori in Emilia Romagna: Bersani attacca l'Ordine dei medici



Sono stato querelato da Emilio Riva per "procurato allarme" sulla
questione dell'inquinamento da mercurio da parte del'Ilva (vedi
http://www.tarantosociale.org).

Ora Bersani attacca i medici che si ribellano agli inceneritori in Emilia
Romagna. Rimango stupefatto che anche il "democratico" Bersani ricorra
alla tesi del "procurato allarme" e invochi l'intervento della Turco e di
Mastella. E rimango in attesa che Legambiente prenda posizione su questa
intimidazione e ci spieghi cosa ne pensa sui prossimi inceneritori
dell'Hera che "impensieriscono" i medici di famiglia.

Anche Zanotelli è stato minacciato di querela per "procurato allarme" in
Campania sulla questione rifiuti.

Ma ci vogliono mettere la museruola?

Alessandro Marescotti

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L’ira di Bersani contro l’Ordine dei medici
«Ingiustificato lo stop agli inceneritori, intervengano la Turco e Mastella»

ROMA. L’Ordine dei medici dell’Emilia Romagna scrive agli enti locali e
chiede di non concedere il nulla osta alla costruzione di nuovi
termovalorizzatori-inceneritori. Una lettera e una richiesta che finiscono
nel mirino del ministro dello Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani, che,
per tutta risposta, segnala il caso ai ministri della Salute, Livia Turco,
e della Giustizia, Clemente Mastella.
Bersani parla di «un grave episodio» e chiede «l’eventuale adozione di
tutte le misure ritenute necessarie, non solo disciplinari, nei confronti
dei responsabili». Bersani ricostruisce così la vicenda: «La Federazione
regionale Emilia Romagna degli Ordini dei Medici chirurghi e degli
Odontoiatri in data 10 settembre 2007 scrive ai presidenti di Provincia,
ai sindaci e assessori alla Sanità e all’Ambiente dei principali centri
dell’Emilia Romagna, con nota, su carta intestata, a firma del presidente
Giancarlo Pizza. E aggiunge: «Nella suddetta nota si richiede di non
procedere alla concessione di nulla osta alla costruzione di nuovi
termovalorizzatori-inceneritori». Poi l’affondo di Bersani: «La nota, che
non riporta nessuna motivazione sostanziale, non appare suffragata da
alcun fondamento tecnico-scientifico riconosciuto, atteso che la
realizzazione degli impianti in esame e il loro funzionamento sono
disciplinati dalle norme comunitarie e nazionali di tutela della salute e
dell’ambiente».
Nella lettera Bersani sottolinea anche che la richiesta «prescindendo dal
merito, esorbita totalmente, comunque, dall’ambito delle attribuzioni
degli ordini professionali di cui la suddetta Federazione regionale è
espressione ed appare ultronea anche rispetto alle iniziative di
prevenzione menzionate nell’articolo 5 del codice deontologico della
Federazione nazionale dei medesimi ordini». Un’ ulteriore accusa rivolta
all’ordine dei medici riguarda il fatto che la stessa richiesta appare
«suscettibile di procurare un grave allarme nella popolazione interessata
di ostacolare gravemente il legittimo esercizio delle competenze
amministrative di una vasta pluralità di enti pubblici locali». Appare,
infatti, evidente, secondo Bersani, «la netta differenza» fra la legittima
libera manifestazione del pensiero di uno o più professionisti, anche
riuniti e la richiesta in esame, «proveniente da una Federazione di enti
pubblici (gli Ordini) vestiti dell’autorevolezza derivante dalla vigilanza
nell’esercizio della professione sanitaria, e suscettibile di paralizzare
l’attività di altri Enti pubblici rappresentativi, questi ultimi, delle
Comunità locali secondo il principio democratico sancito dalla
Costituzione». Peraltro, secondo Bersani, «la gravità dell’iniziativa è
accentuata dalla risonanza data dalla stampa locale». Ecco perchè il
ministro si rivolge ai colleghi per sottoporre alla loro valutazione
l’apprezzamento se l’iniziativa in esame possa costituire un inammissibile
sviamento dalle finalità istituzionali e, comunque, dagli ambiti di
attività consentiti dalla legge per l’eventuale adozione di tutte le
misure ritenute necessarie, anche non solo disciplinari, nei confronti dei
responsabili».

(Gazzetta di Modena 05 ottobre 2007)


Rifiuti, Bersani a Ordine dei medici Emilia-Romagna: il rischio è
delegittimare chi tutela i cittadini
«Nelle regioni che fanno più raccolta differenziata ci sono più
termovalorizzatori»


Roma (Raif) - «Nessun dubbio che la raccolta differenziata sia la chiave
fondamentale nella gestione del ciclo dei rifiuti. Ne sono convinto da
molti anni, da prima cioè che esistessero i blog. Vorrei chiedere tuttavia
di rispondere ad una semplice domanda: come mai le regioni dove si pratica
maggiormente la raccolta differenziata sono anche quelle dove esistono i
termovalorizzatori?».
Inizia così una lettera che il ministro dello Sviluppo economico, Pier
Luigi Bersani, ha inviato al direttore de ‘La nuova Ferrara’, a proposito
dell’inceneritore di Ferrara
«In Lombardia – continua nella missiva il ministro Bersani - c’è il 42,5%
di raccolta differenziata con 13 impianti di incenerimento, in
Emilia-Romagna il 31,4 con 9 impianti, in Toscana il 37 con 8 impianti e
così via. Come mai nelle situazioni estreme delle aree in cui è presente
la criminalità organizzata non ci sono né termovalorizzatori né raccolta
differenziata? Evidentemente una gestione razionale del ciclo dei rifiuti
prevede anche una parte di combustione, sorvegliata con norme limitative e
rigorose e garantite da procedure autorizzative trasparenti secondo la
legislazione europea e nazionale. I monitoraggi sugli impianti esistenti
sono a disposizione.
Per quel che mi riguarda sono favorevole a qualsiasi riflessione e cautela
e sono certo della capacità tecnica e dell’atteggiamento prudenziale delle
agenzie per la tutela della salute e dell’ambiente italiane ed
emiliano-romagnole. Ritengo offensivo che mi si descriva come indifferente
alla salute pubblica. Voglio solo che la salute pubblica sia garantita da
chi deve garantirla attingendo ai migliori e più attuali contributi che la
ricerca scientifica può offrire e predisponendo via via, in ragione delle
nuove conoscenze, nuove e ulteriori decisioni».
«Quanto al dibattito in corso – sottolinea il ministro dello Sviluppo
economico - ritengo particolarmente curioso, dato l’incessante avanzamento
delle tecnologie, che non si chieda di fermare i termovalorizzatori di
oggi ma si chieda di impedire quelli di domani! Queste mie considerazioni
sono semplicemente una replica a chi mi attacca sul tema dei rifiuti, e
possono tranquillamente essere tenute in nessuna considerazione. Infatti
non è questo il punto. C’è in questa vicenda un paradosso che mostra come
nell’epoca della comunicazione sia impossibile farsi capire.
Io non parlavo di termovalorizzatori. Non tocca a me dire se si devono o
non si devono fare. Si deciderà liberamente a Ferrara come a Modena come
in Campania. Chi vuole opporsi si opponga pure con gli argomenti che
ritiene. Io parlavo di Ordini, lo ripeto, non di termovalorizzatori! Ho
avuto qualche ruolo nella riforma degli Ordini che oggi è in Parlamento,
tesa ad un aggiornamento della loro funzione. Non vorrei che nel frattempo
gli Ordini si inventassero nuovi mestieri magari pescando anch’essi nelle
risorse della piazza mediatica. Dobbiamo considerare l’Ordine dei medici
in quanto tale un’autorità sanitaria? Sarebbe davvero una rilevante
riforma! Dobbiamo considerare gli Ordini dei nuovi opinionisti? Le
istituzioni finché sono tali non hanno opinioni. O dovremmo invece
attendere che l’Ordine degli avvocati di Vercelli dica la sua sulla
colpevolezza del giovane di Garlasco, o che quello dei notai commenti
pubblicamente la compravendita di un palazzo?
Lo ripeto: siamo un Paese nel quale ognuno cerca di legittimarsi facendo
il mestiere dell’altro e dimenticando di esercitare il proprio. Se c’è un
associato all’Ordine che nel caso del percorso autorizzativo di un
impianto sia venuto meno o mostri di venir meno, per colpa o per
omissione, alla deontologia, l’Ordine lo sanzioni (me lo si lasci dire:
sarebbe un evento, in genere, davvero raro!). Altro un Ordine non deve
fare».
«Se ho voluto prendere una iniziativa – spiega Bersani - è perché temo,
come è successo in tanti altri casi, che le anomalie dilaghino regalandoci
una ulteriore deformazione del nostro sistema e un ulteriore
disorientamento dell’opinione pubblica, che non è mai messa di fronte a un
sistema di decisioni lineari per il sì o per il no, vedendo invece
delegittimate le agenzie che hanno il compito di tutelarne i diritti. Ben
altra cosa è la libertà di manifestazione e di opposizione da parte di
cittadini. Saluto anzi da qui i ‘grillini’ dichiarandomi sempre pronto a
discutere con loro (di Ordini, non di termovalorizzatori)».

http://www.ifatti.com/articolo.asp?ID_ARTICOLO=2718


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Alessandro Marescotti
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(TA)