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Piano Condor, verso la Norimberga latinoamericana



Piano Condor, verso la Norimberga latinoamericana

La giustizia federale argentina ha deciso. Si farà il processo per il Piano Condor, l'internazionale del terrore che negli anni '70 coordinò il sequestro, l'interscambio e la sparizione di migliaia di oppositori politici nella regione. Si apre così un nuovo capitolo nella ricerca della verità in America latina.

di Gennaro Carotenuto

"Il Piano Condor è stato una vasta associazione a delinquere attiva nel Cono Sud, diretta al sequestro, alla sparizione, tormento e morte, senza considerare limiti territoriali o la nazionalità delle vittime". Con queste parole il giudice federale argentino Sergio Torres ha rinviato a giudizio dopo otto anni di indagini diciannove repressori tra i quali spiccano i nomi dell'ex dittatore Jorge Rafael Videla (nella foto con Augusto Pinochet) e di Antonio Domingo Bussi.

Per la prima volta dunque in America latina si processerà il Piano Condor in quanto tale, in quanto organizzazione criminale multinazionale finalizzata alla sparizione di persone. Finora la giustizia nei diversi paesi aveva, in maniera diseguale, avanzato sui singoli casi, processando ed eventualmente condannando soprattutto gli esecutori materiali, ma senza mai riuscire ad individuare il nesso causale politico ed il coordinamento tra le diverse dittature. Il processo che inizierà a breve a Buenos Aires alza il tiro e individua un reato associativo transnazionale: processa infatti proprio quel coordinamento criminale tra le diverse dittature latinoamericane e lambisce le responsabilità del governo degli Stati Uniti e delle bande di terroristi cubani di stanza a Miami.

I militari rinviati a giudizio sono al momento tutti argentini, ma a loro presto dovrebbero aggiungersi sette militari uruguayani dei quali si attende l'estradizione. Nelle carte del processo si legge quello che le associazioni per i diritti umani, e poi gli storici, carte alla mano, scrivono da anni: "è esistita un'associazione a delinquere concretizzata nel cosiddetto 'Operativo Condor', messo in atto da chi occupava i governi del Cile, Paraguay, Uruguay, Brasile, Bolivia e Argentina (nell'immagine in rosso i paesi coinvolti direttamente e in rossi quelli parzialmente) avente come obbiettivo tra gli altri reati, la sistematica sparizione di persone". Non è possibile, secondo i giudici, individuare la data di inizio di tale associazione criminale, ma questa fu senza alcun dubbio attiva a partire dal colpo di stato in Cile, l'11 settembre 1973, e durò fin quando durarono le dittature in America latina.

Molte delle prove più importanti che istruiscono il processo che si celebrerà a Buenos Aires, chiamano direttamente in causa il governo degli Stati Uniti. L'Agente dell'FBI Robert Scherrer il 28 settembre 1976, inviò un documento dalla sua ambasciata a Buenos Aires oggi declassificato. Il documento Scherrer è di una straordinaria precisione perché spiega concretamente in cosa consiste il piano Condor. Vi si legge: "Operazione Condor è il nome in codice per l'individuazione e l'interscambio dei cosiddetti 'sinistrorsi' comunisti o marxisti, instaurata tra i servizi segreti dell'America del Sud. Il passaggio più concreto implica la formazione di squadre speciali dei paesi membri con la facoltà di viaggiare ovunque nel mondo con il compito di castigare e assassinare i terroristi e chi li appoggiano". In realtà oggi sappiamo che meno del 5% dei desaparecidos argentini, e una percentuale ancora inferiore in Cile e negli altri paesi, fu concretamente parte di movimenti guerriglieri.

Tali 'squadre speciali' agirono effettivamente in tutto il mondo, dalla Spagna, dove sequestravano i rifugiati anche dopo la fine della dittatura franchista, a Roma, dove nel 1975 ridussero in fin di vita il dirigente democristiano cileno Bernardo Leighton, al pieno centro di Washington dove nel settembre 1976, con 200 kg di esplosivo, fu fatto saltare in aria l'ex ministro degli esteri di Allende Orlando Letelier con la sua segretaria Ronni Moffit. Il processo che si aprirà in Argentina chiama in causa i partecipanti all'associazione a delinquere Condor per 107 casi di sequestro di persona di differenti nazionalità.

Per giungere a tale risultato sono stati necessari anni di certosino e spesso pericoloso lavoro. Le carte, tanto quelle degli archivi di Asunción, scoperti dall'avvocato paraguaiano Martín Almada (nella foto) nel dicembre del 1992, come quelle declassificate dal governo degli Stati Uniti o quelle dell'importante processo Letelier tenutosi negli Stati Uniti, così come quelle prodotte in questi anni nei vari paesi, chiamano in causa centinaia di repressori di tutti i paesi coinvolti. A questi si aggiungono l'ex-segretario di stato statunitense Henry Kissinger e molti controrivoluzionari cubani che operavano in intelligenza con la CIA. I cubani sono importanti perché fin dagli anni '60 avevano teorizzato la creazione del Condor (commettendo centinaia di atti terroristici in tutto il continente) e perché parteciparono attivamente in numerosi casi oggi considerati simbolici del funzionamento del Piano Condor stesso. Tra questi il sequestro, tortura e assassinio di due giovani impiegati dell'ambasciata cubana a Buenos Aires, Crescencio Galañega Hernández, di 26 anni, e Jesus Cejas Arias, di 22, spariti dal campo di concentramento denominato Automotores Orletti, lo stesso che ispirò il film "Garage Olimpo". L'assassinio dei due ragazzi nell'ambito del piano Condor, viene apertamente rivendicato come un successo della lotta anticomunista da parte di Luís Posada Carriles, il terrorista di origine cubana reo confesso anche dell'omicidio del cittadino italiano Fabio di Celmo.

Di Henry Kissinger (nella foto con Augusto Pinochet), che molti considerano il mandante supremo del Condor, ed il gestore principale del processo dittatoriale instaurato in America latina in quegli anni, è sicuramente possibile affermare che fu al corrente di tutto fin dall'inizio, giacché è dimostrato che avesse un filo diretto con il capo della polizia segreta cilena, la famigerata DINA, Manuel Contreras.

Questo, che si faceva chiamare Condor 1, oggi chiama in correo anche George Bush padre, all'epoca capo della CIA, che però non appare direttamente nei documenti, la CIA stessa e i gruppi cubani di Miami. Soprattutto dopo l'assassinio di Letelier in piena Washington, e del quale la CIA fu coautrice nella persona del cittadino statunitense Michael Townley (agente sia della CIA che della DINA e vincolato, secondo documenti della CIA, a Stefano delle Chiaie) Kissinger avrebbe cercato di moderare gli ardori dei Condor, ma dalle carte non risulta alcuna seria pressione in questo senso. Al contrario dalle carte stesse risultano passi concreti da parte del governo di Jimmy Carter per rompere i legami con gli apparati repressivi latinoamericani, che poi furono ripresi all'epoca di Ronald Reagan tanto che casi mondialmente noti come quello dell'assassinio del vescovo salvadoregno Oscar Romero vengono considerati come colpi di coda del Condor.

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