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A Trieste diossina dimezzata, a Taranto diossina raddoppiata. Ecco cosa occorre fare per tutelare la salute dei cittadini e dei lavoratori



MONITORAGGIO DIOSSINA
COMUNICATO STAMPA DI PEACELINK SUI NUOVI DATI ARPA
www.peacelink.it
www.tarantosociale.org



Esistono due Italie: il Friuli Venezia Giulia e la Puglia. 

C'è il Friuli Venezia Giulia dove viene applicato il limite "europeo"
per la diossina di 0,4 nanogrammi a metro cubo (indice di tossicità
equivalente) per l'impianto di agglomerazione di Servola, a pochi
chilometri da Trieste. In questo impianto hanno recentemente fatto un
monitoraggio che ha fornito questo dato: 0,1 nanogrammi per metro cubo.
Le misure sono state effettuate nello scorso dicembre dal professor
Marco Boscolo, perito del Tribunale di Trieste (1) e hanno rilevato la
quantità di diossina uscita dal camino E5. 

In Puglia invece vigono limiti nazionali di emissione di 10000
nanogrammi (diossine in concentrazione totale); tale valore limite, se
convertito nell'indice di tossicità equivalente, dà circa 400
nanogrammi, ossia un valore mille volte più alto rispetto al limite del
Friuli Venezia Giulia.


I controlli effettuati dall'ARPA (Agenzia regionale per la protezione
ambientale) della Puglia, con il supporto del Consorzio
Interuniversitario INCA, sono stati effettuati nel periodo che va dal 26
al 28 febbraio e sono relativi ai fumi dell'impianto di agglomerazione
dello stabilimento siderurgico Ilva. 

"E' da rilevare – si legge nel comunicato Arpa Puglia - che i valori
ottenuti risultano significativamente superiori rispetto a quelli
rilevati nella precedente campagna, eseguita nel giugno 2007".


Ecco i dati che confermano il trend crescente della diossina Ilva di
Taranto.

Monitoraggio Arpa sul camino E 312 Ilva (giugno 2007)

2,4 nanogrammi a metro cubo il 12/6/2007

4,3 nanogrammi a metro cubo il 14/6/2007

4,9 nanogrammi a metro cubo il 16/6/2007

MEDIA: 3,9


I dati sono stati pubblicati a p. 18 della relazione Arpa Puglia diffusa
il 17/9/2007.


I nuovi dati del monitoraggio Arpa del febbraio 2008 sono questi (2):

4,4 nanogrammi a metro cubo il 26/2/2008 (esattamente 4443 pg/Nm3)

8,3 nanogrammi a metro cubo il 27/2/2008 (esattamente 8344 pg/Nm3)

8,1 nanogrammi a metro cubo il 28/2/2008 (esattamente 8082 pg/Nm3)

MEDIA 6,9


Se si escludono i valori iniziali generalmente più bassi, frutto di
evidenti "pulizie straordinarie" degli elettrofiltri fatte appositamente
per l'arrivo dei controlli Arpa, si coglie subito il sostanziale
raddoppio dei valori: dai circa 4 nanogrammi "stabilizzati" l'Ilva è
passata ai circa 8 nanogrammi "stabilizzati".


A Taranto è quindi avvenuto l'esatto opposto di Trieste: mentre "là" le
dissine sono state dimezzate, "qua" sono raddoppiate. E questo
nonostante l'Ilva abbia ospitato il monitoraggio Arpa in condizioni di
conduzione "ottimale" e non "routinaria", offrendo ai tarantini nei
giorni dei controlli un cielo più pulito del solito: non osiamo pensare
quanta diossina stia uscendo in questi giorni dal camino E312, adesso
che non ci sono controlli. 

Vorremmo infine far notare che non intendiamo muovere una critica
puramente distruttiva all'Ilva. Il confronto con Trieste ha invece
valore eminentemente costruttivo.

Lo perizia a Trieste del professor Boscolo mette infatti in luce,
sottolineandoli, alcuni punti molto importanti. L'abbattimento delle
diossine è accompagnato da un aumento della produttività dell'impianto e
da un calo significativo del fabbisogno energetico del processo di
agglomerazione. Meno diossina significa dunque più produzione congiunta
a un minore dispendio di energia.

Per tirare le somme a Trieste sono riusciti a dimezzare le emissioni di
diossina e a rimanere quattro volte al di sotto dei "limiti" europei
ottenendo anche una risparmio energetico. Perché si può fare così anche
a Taranto?

Questo è possibile con l'Accordo di Programma (comma 20 art. 5 decreto
legislativo 59/2005) tra Governo nazionale, Regione Puglia, Provincia di
Taranto, Comuni di Taranto e di Statte con il gestore Ilva. Tale accordo
è di carattere vincolante per legge e va a sostituire ogni precedente
atto di intesa a carattere volontaristico. E' un accordo preliminare
alla concessione dell'AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale). Il
nuovo accordo specifico - se ben elaborato - fisserà, in modo cogente,
tempi, modi e contenuti tecnici idonei a mettere gli impianti di Ilva
Taranto in condizioni di rispettare tutti i limiti di emissione che
saranno fissati nell'AIA, adottando effettivamente le tecnologie
ambientali già disponibili nel mondo e le procedure operative e di
controllo, il tutto necessario per la salvaguardia della salute dei
lavoratori e dei cittadini. Tale accordo specifico dovrà garantire, "in
conformità con gli interessi fondamentali della collettività,
l'armonizzazione tra lo sviluppo del sistema produttivo nazionale, le
politiche del territorio e le strategie aziendali"e il Ministero
dell'Ambiente assicurerà "il necessario coordinamento tra l'attuazione
dell'accordo e la procedura di rilascio dell'autorizzazione integrata
ambientale".
Chiediamo che il nuovo accordo sia stipulato nella massima trasparenza e
con tempestiva informazione alla cittadinanza. E' indispensabile che
tale accordo preveda un monitoraggio delle diossina 24 ore su 24 tutto
l'anno. Le tecnologie per fare questo monitoraggio ci sono. Occorre la
volontà politica di imporle ad Emilio Riva e di vincolare la concessione
dell'autorizzazione a produrre all'adozione di queste tecnologie di
monitoraggio continuo. 



Per PeaceLink www.peacelink.it

Ing. Biagio De Marzo

Prof. Alessandro Marescotti




     1. "Ferriera, dissine più che dimezzate"
        http://www.peacelink.it/ecologia/a/25462.html
        
     2. Legenda: pg sta per picogrammi. Mille picogrammi fanno un
        nanogrammo (un miliardesimo di grammo). Nn3 sta per metro cubo
        "normalizzato".