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A Taranto manifestazione di massa contro l'inquinamento. Tutti sabato 29 marzo in strada



29 marzo 2008: le ragioni per manifestare
Partenza dall'ingresso dell'Arsenale (via Di Palma) ore 9.30


        Sta emergendo in tutta la sua gravità un quadro sempre più
        drammatico di un territorio come quello jonico danneggiato da
        anni di presenza di un'industria inquinante, e stretto tra la
        morsa del ricatto occupazionale e quella di una preoccupante
        situazione ambientale e sanitaria.
        
        
        
        Sono queste le ragioni per le quali il Comitato per Taranto
        parteciperà alla manifestazione organizzata dall'Associazione
        Bambini contro l'inquinamento il 29 marzo 2008. In tal occasione
        il Comitato manifesterà inoltre tutta la solidarietà alla
        Signora Anna Carrieri, che in una lettera indirizzata al
        Ministero dell'Ambiente ha denunciato il suo stato drammatico di
        donna tarantina colpita da una grave paralisi causata quasi
        sicuramente dall'inquinamento. 
        
        La signora Carrieri, vivendo da quando è nata a ridosso
        dell'impianto siderurgico più grande d'Europa, e precisamente
        nel quartiere Tamburi, dopo 48 anni, “il 16 maggio 2004 di
        domenica nel giro di 5 minuti” si vede privata dell'uso delle
        gambe: “Verdetto. Paralisi agli arti inferiori di origine virale
        provocata da un virus”. 
        
        Nella sua lettera scrive inoltre che dopo aver perduto l'uso
        delle gambe, passerà 8 mesi ricoverata nei centri di
        riabilitazione dove troverà decine di casi come il suo, “anche
        da Taranto, e tutti abitavano in centri industriali e chimici”.
        E recentemente, dopo ulteriori esami a pagamento, avrà la
        scoperta e conferma che il suo male, la sua paralisi è stata
        provocata dall'inquinamento: “il mio organismo è pieno di
        minerale, minerali che tra i vari danni che provocano c'è quello
        che colpisce il Sistema Nervoso Centrale, e soprattutto attacca
        la mielina, con conseguente paralisi. E' tutto documentato da
        ricerche che ho fatto in internet e confermato dal dottore che
        mi sta seguendo”.
        
        E i dati a dir poco sconfortanti pubblicati già nel 2007 nel
        sito web dell'Istituto Superiore della Sanità di uno studio dal
        titolo “ANALISI DI MORTALITÀ IN UN SITO CON SORGENTI
        LOCALIZZATE: IL CASO DI TARANTO ”* parlano chiaro. Da una prima
        ricerca emerge lo stato di una città che vede aumentare i rischi
        per alcune patologie, che nei casi di mortalità maschile non
        sono solo legate ad esposizioni lavorative , ma anche ad
        esposizioni residenziali. Ma la presenza di patologie legate ad
        esposizioni residenziali risulta essere “in aumento anche tra le
        donne, che nella realtà Tarantina sono verosimilmente meno
        coinvolte in lavori con esposizioni altamente nocive rispetto
        agli uomini”. Nella stessa analisi, una seconda ricerca, seppur
        in corso di ultimazione, “suggerisce un possibile ruolo della
        distanza della residenza dalle fonti di emissioni nocive”. 
        
        Questo suggerimento andrebbe preso maggiormente in
        considerazione dalle Autorità competenti preposte alla tutela
        della salute non solo di tutti i cittadini ma soprattutto di
        coloro che subiscono più di tutti gli effetti dell'inquinamento
        industriale, come la Signora Carrieri che con forza e grande
        coraggio ha deciso di scrivere al Ministero dell'Ambiente.
        
        La sua lettera si trova ora pubblicata nel sito web ministeriale
        ** e fa parte della documentazione presente nelle “Osservazioni”
        dell'Autorizzazione Integrata Ambientale dell'Ilva SpA di
        Taranto, quel provvedimento che autorizza l'esercizio di un
        impianto o di parte di esso a determinate condizioni, che devono
        garantire la conformità di determinati requisiti, mirati alla
        prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento (IPPC).
        
        Con questa lettera la Signora Carrieri chiede all'Ilva un
        risarcimento.
        
        Come cittadini del Comitato per Taranto siamo dunque a chiedere
        non solo che la richiesta della Signora Carrieri venga
        ascoltata, ma che si attuino in maniera tempestiva tutti i
        provvedimenti atti ad accelerare il corso dell'Autorizzazione
        Integrata Ambientale.
        
        In altre parole, chiediamo che questa grave "piaga tarantina"-
        la violenza contro il nostro ambiente e quindi contro la nostra
        gente - spesso ignorata e talvolta volutamente nascosta - venga
        lenita e guarita, soprattutto grazie anche alla solidarietà e
        all'umanità di coloro i quali si impegneranno fattivamente per
        la tutela della salute e per la salvaguardia dell'ambiente
        tarantino dove la dignita' della persona umana continua ad
        essere offesa.
        
        
        
        Firmano il comunicato i cittadini del Comitato per Taranto:
        
        
        Carla Stefania Pernisco
        Lucrezia Maggi
        Anna Paola Sebastio
        Antonietta Podda
        Arturo Acacia
        Gabriele Candido
        Piero Mottolese
        Cosimo Semeraro
        Angelo Miccoli
        Peppe Cicala
        Alessandro Marescotti
        Luigi Oliva
        Pietro Secci 
        Michele Carone
        Salvatore de Rosa
        
        
        Altre informazioni su http://www.comitatopertaranto.blogspot.com
        
        
        
        
        ______________________________________________________________________________
        
        
        * ANALISI DI MORTALITÀ IN UN SITO CON SORGENTI LOCALIZZATE: IL
        CASO DI TARANTO , Maria Angela Vigotti (a), Domenica Cavone (b),
        Antonella Bruni (c), Sante Minerba (c), Michele Conversano (d) 
        
        
        (a) Dipartimento di Biologia, Università di Pisa e IFC-CNR,Pisa 
        (b) Renam-Cor Puglia,Dipartimento Medicina Interna e Medicina
        Pubblica Sezione Medicina del Lavoro 
        Ramazzini, Università di Bari 
        (c) Unità di Statistica ed Epidemiologia, ASL di Taranto 
        (d) Dipartimento di Prevenzione, ASL di Taranto 
        
        
        ** http://aia.minambiente.it/DomandeAIADocumenti.aspx?st=&id=90
        e poi cliccare su “Osservazioni”.