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Bombe a grappolo, domani conferenza a Dublino. Il Papa per la messa al bando



Bombe a grappolo, a Dublino si cerca accordo

ANSA 18.5.2008. Raggiungere un accordo tra 170 Paesi per un Trattato
internazionale sulla messa al bando delle bombe a grappolo, sulla
falsariga di quello sottoscritto dieci anni fa per le mine antiuomo. E'
l'obiettivo a cui punta l'ultima conferenza internazionale del Processo di
Oslo che si apre domani a Dublino. E' stato il Papa - alla vigilia
dell'appuntamento in Irlanda - a lanciare un accorato appello affinché le
diplomazie mondiali possano a Dublino elaborare "uno strumento
internazionale forte e credibile" per "rimediare agli errori del passato"
ed "evitare che si ripetano in futuro". "Dovete - ha incitato Benedetto
XVI rivolgendosi ai partecipanti alla Conferenza - produrre una
Convenzione che interdica questi micidiali ordigni". Sono in tutto 50
organizzazioni non governative e 46 Paesi, tra cui l'Italia, che nel
febbraio del 2007 ad Oslo hanno aderito ad una dichiarazione nella quale
si impegnavano a "concludere entro il 2008 uno strumento internazionale
vincolante che preveda il divieto dell'uso, della produzione, del
trasferimento e dello stoccaggio delle munizioni a grappolo che causano
danni inaccettabili ai civili". Solo tre i Paesi presenti alla riunione
che non hanno approvato il documento: Giappone, Romania e Polonia.

Tra gli assenti figuravano: Stati Uniti, Russia e Cina. Nei giorni scorsi
le Ong Greenpeace e 'Fundacio per la Pau' hanno fatto trapelare la notizia
che domani a Dublino la Spagna non si schiererà a favore dell'eliminazione
totale delle bombe a grappolo, ma piuttosto sosterrà con Germania e
Brasile, tra i i principali produttori di queste armi, l'eliminazione di
quelle antiche e non delle moderne, ritenendole sicure. Una tesi, questa,
che trova la ferma opposizione degli ecopacifisti per i quali "non
esistono bombe a grappolo buone o cattive, così come non esistevano mine
antiuomo più o meno distruttive". A Dublino hanno già fatto sapere che non
parteciperanno Stati Uniti, Israele, Cina, Russia, India e Pakistan, tutte
nazioni ai vertici della produzione mondiale delle 'cluster bombs'. Dalle
Nazioni Unite trapela tuttavia che la Casa Bianca sta incoraggiando
l'adozione di un accordo al ribasso.

LE BOMBE A GRAPPOLO, COSA SONO

Le bombe cluster - note come bombe a grappolo - sono particolarmente
pericolose perché esplodono sopra il terreno, rilasciando in un vasto
raggio migliaia di piccoli ordigni programmati per esplodere all'impatto.
Si tratta in sostanza di un contenitore di metallo pieno di sub-munizioni
che uccide e mutila migliaia di persone, anche in tempo di pace.

Dalle osservazioni sull'uso delle bombe a grappolo nei conflitti risulta
che fra il 10 e il 40% non esplodono e restano cariche per anni sul
terreno dell'area presa di mira. Tornate in prima pagina dopo l'ampio uso
fattone da Israele in Libano, queste micidiali bombe vengono sganciate da
aerei o tirate da terra e possono contenere fino a 650 sub-munizioni.
Quest'ultime sono disseminate in un raggio di diverse centinaia di metri,
anche lontano dall'obiettivo militare. In teoria dovrebbero esplodere al
momento dell'impatto, ma spesso tali ordigni restano inesplosi in agguato
nel terreno, pronti a mietere vittime.

Secondo un rapporto di Handicap International fino al 98% delle vittime
degli ordigni a grappolo sono civili. La complessità del problema
rappresentato dalle bombe a grappolo deriva dal fatto che è possibile
conoscere solo l'area del lancio ma non la loro esatta ubicazione sul
suolo. La disposizione casuale delle bombe e il loro interramento rendono
quindi complesso e pericoloso ogni intervento di bonifica. Inoltre, gli
ordigni sono strutturati in modo tale da rendere impossibile l'impiego dei
mezzi meccanici di sminamento e, spesso, anche dei cani appositamente
addestrati per la ricerca delle mine. Esistono vari tipi di bombe cluster:
le più potenti riescono a perforare a 15 metri di distanza una lamiera di
acciaio di 125 millimetri o ad uccidere in un raggio di 150 metri. Nessun
tipo è provvisto di congegno di autodistruzione che le elimini in caso di
mancata esplosione. Realizzate e impiegate con finalità peculiarmente
offensive, le bombe cluster più sofisticate costituiscono una consistente
fetta dell'armamento aereo degli Stati Uniti d'America e della Gran
Bretagna.

Non è ancora quantificabile quanto queste bombe durino nel tempo, dato il
loro impiego relativamente recente. La maggior parte delle bombe cluster
ha forme e colori tali da suscitare la curiosità di chiunque, adulto o
bambino, sia ignaro della loro pericolosità. Simili a palline da tennis o
a cilindri dai colori sgargianti con attaccato un "simpatico" fiocco di
stoffa o un "grazioso" piccolo paracadute, gli ordigni invitano facilmente
ad essere raccolti.

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Papa sostiene conferenza per bandire bombe a grappolo

GENOVA (Reuters 18.5.2008) - Papa Benedetto spera che la conferenza in
programma a Dublino sulle bombe a grappolo metta fuori legge questo tipo
di arma, che ha provocato migliaia di morti in tutto il mondo, attraverso
una convenzione internazionale.

"Auspico che grazie alla responsabilità di tutti i partecipanti, si possa
giungere a uno strumento internazionale forte e credibile", ha detto il
Papa oggi in visita a Genova.

Domani a Dublino si daranno appuntamento oltre 100 delegati di altrettante
nazioni per mettere a punto un trattato contro le cosiddette bombe a
grappolo.

Questi ordigni una volta lanciati, si aprono e sganciano su un'area molto
vasta un altro centinaio di bombe più piccole che spesso non esplodono e
creano così dei veri e propri campi minati.

Il programma Onu per lo sviluppo ha detto che le bombe a grappolo hanno
provocato oltre 13.000 tra morti e feriti accertati in tutto il mondo, la
maggior parte dei quali in Laos, Vietnam, Afghanistan, Iraq e Libano.

I Paesi che più le utilizzano e le producono tra cui Stati Uniti, Israele,
Cina, Russia, India e Pakistan non parteciperanno alla conferenza di
domani.





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Alessandro Marescotti
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(TA)