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LA PROVINCIA CON LE ALI



LA PROVINCIA CON LE ALI di Paolo Covacich - Disarmiamolapace
.
La chiamano "la provincia con le ali", ma le ali a cui si riferiscono non
sono quelle che possiamo ammirare in natura, bensi' quelle dei velivoli,
sempre piu' destinati ad usi militari, che fanno della provincia di Varese
il principale distretto industriale aerospaziale del paese.
In un territorio che ha visto la perdita o il ridimensionamento dei grandi
insediamenti industriali e la diffusione di un tessuto produttivo composto
da piccole e medie aziende, si e' consolidata la produzione aerospaziale che
conta ben 117 imprese, di cui 69 di produzione, 27 di servizi e 21 di
commercio, oltre 8.363 addetti e rappresenta il 30% dell'export nazionale
del settore per un valore di 1.059 milioni di euro .
Una realta' produttiva importante, che gode di un supporto politico
bipartisan che garantisce commesse e finanziamenti, tra cui spiccano 2 tra
le principali aziende a livello internazionale: AgustaWestland e
Alenia-Aermacchi,  la cui produzione, in tempi in cui proliferano guerre e
politiche di riarmo, e' sempre piu' dedicata al settore degli elicotteri e
degli aerei militari.
AgustaWestland e AleniaAermacchi fanno parte del gruppo Finmeccanica,
holding a partecipazione pubblica tra le piu' redditizie, che opera nei
settori dell'aeronautica, dell'elicotteristica, dello spazio e della difesa.
Lo sviluppo del settore e' confermato dai dati di del bilancio 2006 di
Finmeccanica : il risultato netto e' stato di 1.020 milioni di euro,
migliore del 158% rispetto all'utile dell'esercizio 2005; gli ordini
ammontano a 15.725 milioni di euro, con un aumento del 2% rispetto al 2005,
e per  il 56% sono riferibili al mercato militare, anche questa una
percentuale in crescita rispetto all'anno precedente.
E le prospettive sono fiorenti, il portafoglio ordini si attesta a 35.810
milioni di euro, con un incremento di 3.696 milioni di euro (+12%) rispetto
al 31/12/2005, che "assicura al Gruppo una copertura equivalente a circa tre
anni di produzione".
Se analizziamo i circa 12,5 miliardi di euro di ricavi del 2006, si puo'
notare come i settori portanti siano quelli dell'elettronica per la difesa
(3747 milioni di euro), degli elicotteri (2727 milioni di euro) e
dell'aeronautica (1908 milioni di euro).
Proprio in questi ultimi 2 settori operano le 2 aziende varesine,
produttrici di punta con, rispettivamente, il 7,9% e il 4% delle
esportazioni del gruppo.
AgustaWestland e' uno dei protagonisti tecnologicamente piu' avanzati e
competitivi del mercato elicotteristico mondiale.
Nata nel 1923, ha oggi 9 luoghi di produzione: Brindisi, Benevento, Anagni
(FR), Frosinone, Cameri, Vergiate, Samarate, Sesto Calende e Somma Lombardo.
Ogni sede e' specializzata in una particolare tecnologia (Sesto Calende per
l'aspetto addestramento-scuola-simulazioni, Brindisi per strutture
metalliche di parti dell'elicottero, Frosinone per i rotori) e fa giungere i
vari componenti ai centri di integrazione finale di Samarate e Vergiate,
responsabili dell'assemblaggio  e dei test di funzionamento.
A Samarate l'azienda occupa 876.000 mq., la superficie e' collocata di
fianco all'aeroporto di Malpensa ed e' il luogo di riferimento per i settori
commerciali, di import/export, di pubbliche relazioni e sviluppo dei
progetti e dei prototipi.
Gli occupati in provincia sono circa 3100, di cui:  2000 a Samarate, 800 a
Vergiate, e 300 a Somma Lombardo (ex Caproni) e a Sesto Calende.
Un insediamento produttivo di questa rilevanza occupazionale, seppur in
riduzione e con un frequente ricorso alla mobilita', ha inevitabilmente
condizionato il clima culturale e sociale e' da quasi un secolo condizionato
dall'azienda: Agusta partecipa, promuove o finanzia feste di paese e
manifestazioni pubbliche come quelle all'aerodromo di Vergiate (la cui linea
di volo ha continuita' con il piazzale dello stabilimento locale di Agusta)
con dimostrazioni di volo di elicotteri e della pattuglia acrobatica delle
Frecce Tricolori.
Nel 2000 si e' realizzata la fusione industriale con l'inglese Westland
Helicopters Ltd, e' nata cosi' la società AgustaWestland, presente in oltre
80 Paesi con 8.531 addetti dislocati in tutto il mondo.
Le attivita' produttive pero' sono concentrate in Italia, Regno Unito e
Stati Uniti.
L'esercizio 2005 e' stato chiuso con un valore della produzione di 2.490
milioni di Euro e con un portafoglio ordini cumulato che ammonta a 7.397
milioni di euro, ma con prospettive di crescita del 50-60% nel periodo
2010-2012.
Il segmento militare rappresenta oggi circa il 75% del totale degli
ordinativi ed e' destinato a crescere ulteriormente sotto la spinta della
domanda statunitense e britannica.
Infatti la societa' dispone di una vasta gamma di prodotti per usi
commerciali e per la difesa, in quest'ultimo settore vengono impiegati
specificamente i modelli NH90, A129 ed il Super Lynx 300, mentre l'A119
Koala, l'A109 Power, l'AW139 e l'EH101, sono sistemi altamente integrati per
uso duale.
Nel 2005 AgustaWestland ha consegnato 121 elicotteri, dei quali 79 per
applicazioni commerciali e 42 per applicazioni militari.
Mentre gli ordini, che ammontano a 4.100 milioni di euro e riguardano
numerosi tipi di elicotteri: l'EH101 per il Presidente degli Stati Uniti, i
70 elicotteri Future Lynx alle forze armate britanniche, gli ordini per 62
AW139 (tra cui quelli per l'aeronautica irlandese) e le 108 unità tra A109 e
Grand. Minori quantita' riguardano l'elicottero piu' piccolo prodotto da
AgustaWestland, l'A119 Koala (tra essi vanno ricordati i 5 elicotteri per la
Libia, oltre ai 10 A109 acquisiti dalle forze armate libiche nel gennaio
2006).
Non ultimo l'apporto numerico (142 unita') portato dall'elicottero da
trasporto militare medio pesante NH90.
L'NH90 e' il velivolo di punta di Agusta e sta avendo un vero e proprio boom
di contratti, e' frutto di  una coproduzione europea e sara' fornito a
numerosi Paesi che gravitano nella sfera della Nato.
E' un elicottero da trasporto tattico che, a seconda delle configurazioni,
può portare 20 soldati seduti con equipaggiamento, veicoli tattici leggeri
e, nella versione cargo, un carico di 2500 kg. Puo' essere anche armato con
siluri e missili antinave a lungo raggio.
L'NH90 (NH significa Nato Helicopter) viene prodotto dalle NH Industries, un
consorzio europeo che vede Eurocopter (Francia/Germania, un marchio
comprendente EADS ed Aerospatiale) coprire il 62,5% del progetto,
AgustaWestland il 32% e l'olandese Stork Fokker il 5,5%.
Sono previsti contratti per 545 NH90 (445 gia' stipulati più 100 opzioni),
che equipaggeranno 18 forze armate di 14 paesi.
AgustaWestland ne produrra' 142: 50 per l'esercito italiano e 46 per la
marina italiana, 20 per le forze armate olandesi, 12 per quelle portoghesi e
14 per la marina norvegese; ma con l'intenzione di ampliare il mercato come
ci confermano i 10 elicotteri in versione navale per cui e' in trattativa
con il Governo dell'Arabia Saudita.
Il costo di costruzione, mantenimento e aggiornamento di questo elicottero
e' elevato; l'Italia ha gia' stanziato nella Finanziaria del 2005 6.700
milioni di euro cui vanno aggiunti 2,6 milioni di euro destinati alla
ricerca scientifica per il completamento dello sviluppo dell'elicottero.
A fine giugno 2005 e' stata annunciata un'imponente commessa per la
fornitura di elicotteri EH101 (120/140 unita') nella versione US 101 per le
forze armate statunitensi, cui si accompagna la scelta della Casa Bianca di
fornire una flotta di 23 US101 (nella configurazione "marine one" per il
proprio presidente).
L'elicottero EH101 ha lunga autonomia di volo e ampia capacita' di carico
(puo' trasportare artiglieria pesante, veicoli da combattimento 'leggeri' o
40 soldati dotati di completo equipaggiamento). Un elicottero EH101 sara'
anche in uso al Presidente della Repubblica Italiana. Altri committenti sono
la marina italiana con 24 elicotteri, quella inglese con 44, l'aeronautica
inglese con 22 (3 elicotteri sono gia' operativi nel sud Iraq in supporto al
contingente britannico), le forze aeree danesi, portoghesi e giapponesi.
Sono poi entrate a regime le produzioni di AW139, NH90 e SuperLynx300, tutti
elicotteri con funzioni analoghe all'EH101 ma con minori capacita' di
carico. L' AW139 e' stato richiesto da Emirati Arabi Uniti, Oman ed Irlanda.
Un SuperLynx300 e' stato consegnato alla marina tailandese, mentre nella
versione Lynx300 opera per le forze armate di Brasile, Corea del Sud,
Germania, Gran Bretagna, Malaysia, Portogallo e Sudafrica.
Numerose sono poi le collaborazioni strategiche con altri produttori
elicotteristici: quali la statunitense Bell Helicopter per lo sviluppo del
convertiplano BA609, e le europee Eurocopter e Stork Fokker per il programma
NH90, un elicottero da 11 tonnellate per impieghi navali e terrestri.
Altri accordi internazionali sono quelli siglati con importanti partners:
quali Lockheed Martin e Bell Helicopter per produrre e commercializzare
negli Stati Uniti lo US101, una versione dell'EH101 per le Forze Armate
Americane. Collaborazioni industriali sono state avviate con Kawasaki Heavy
Industries, per la produzione dell'EH101 in Giappone, con il gruppo
sudafricano Denel per la produzione e commercializzazione su licenza del
monomotore A119 Koala e dei bimotori A109 Power e A109 LUH, e con la cinese
Avic II, nonostante l'embargo dell'Unione Europea sulla vendita d'armamenti,
per la produzione, commercializzazione e supporto dell'A109 Power in Cina.
L'A109, l'elicottero piu' prodotto da Agusta, ha aperto all'azienda il
mercato asiatico e africano, oltre alla Cina e' stato venduto alla Malaysia
e al Sudafrica .
Ognuna delle aziende sopracitate ha un know-how specifico che si traduce in
parti di elicottero che vengono prodotte.
Per esempio Eurocopter costruira' la maggior parte della fusoliera,
AgustaWestland l'impianto di trasmissione e le pale e Stork Fokker i
carrelli. Ogni azienda produrra' le parti in cui si e' specializzata per
tutti i 445 NH90 gia' venduti e l'assemblaggio finale avverra' in Germania,
Francia, Italia, e Finlandia. "Ogni Paese con grossi ordini costruirà nel
proprio territorio una linea d'assemblaggio per gli elicotteri, ma nessun
Paese ha convenienza a produrre in proprio se le quantita' sono piccole
(intorno ai 20 elicotteri), ma delega l'assemblaggio ad una delle aziende
del consorzio", viene spiegato da AgustaWestland. Con questa strategia le
commesse si amplificano e di conseguenza si accresce anche la produzione per
AgustaWestland, Eurocopter e Stork Fokker .
Vi e' poi il rilancio dell'A129 Mangusta con l'ammodernamento dei 48
elicotteri dell'esercito italiano per 250milioni di euro, visto il bisogno
nei nuovi scenari di guerra, come sostiene Agusta, "di un elicottero che
possa rispondere a molteplici necessita', incrementando la potenza di
fuoco".
Elicottero simile al Mangusta e' il famigerato Apache usato da statunitensi,
israeliani e inglesi. Ed e' per i 67 elicotteri da combattimento britannici
che AgustaWestland, in cambio di 284milioni di euro, ammodernera' il sistema
di visione e puntamento per una "maggiore efficacia operativa".
Sono diverse le commesse che violano la legge 185/90, come i contratti
siglati con Libia, Nigeria e Malesia. AgustaWestland e la Lybian Company for
Aviation Industry hanno sottoscritto un accordo per costituire la
joint-venture LIATEC con sede a Tripoli, con il compito di rimettere in
efficienza le flotte di elicotteri e aerei libici.  L' AgustaWestland, con
l'annuncio della firma, ha ottenuto dalla Libia la commessa per 10
elicotteri A109EPower, per un contratto di 80 milioni di euro, predisposti
per il pattugliamento costiero. Ma l'affare ha riflessi assai piu' rilevanti
per il business Finmeccanica in Africa: la neosocieta' beneficera' di
diritti commerciali per la vendita di elicotteri, assemblati localmente,
fornira' manutenzione e parti di ricambio.
Infine grande importanza ha l'attivita' after-sales, soprattutto per il
comparto militare, con il training operativo dei piloti impegnati in
missioni di combattimento anticarro, ricognizione armata e lotta
antisommergibile.
Aermacchi viene fondata nel 1913, di proprieta' Finmeccanica, occupa circa
1800 lavoratori nello stabilimento di Venegono Superiore.  E' un'azienda
leader nella produzione di velivoli d'addestramento e durante gli ultimi 40
anni, si e' specializzata nella produzione di aerei addestratori militari:
ha venduti circa 2.000 addestratori a 40 diverse nazioni.
La gamma di prodotti dell'azienda e' rappresentata dai seguenti velivoli,
che coprono l'intero spettro addestrativo: SF-260 selettore/addestratore
primario con motore a pistoni o turboelica; M-311 addestratore basico a
getto; MB-339CD addestratore avanzato e velivolo d'appoggio tattico leggero;
M-346 addestratore avanzato di nuova generazione, in corso di sviluppo. Nel
2006 diventa AleniaAermacchi, sempre all'interno del gruppo Finmeccanica,
sviluppa e produce, in collaborazione con AleniaAeronautica e la brasiliana
Embraer, il velivolo d'appoggio tattico AM-X, recentemente posto sotto
sequestro cautelativo dopo ben 13 incidenti e 5 piloti morti, e partecipa ai
programmi C-27J (biturboelica da trasporto tattico militare), Panavia
Tornado (aereo da caccia multiruolo) ed Eurofighter 2000 (cacciabombardieri
di cui l'Aeronautica italiana ne ha acquistati 121 per un impegno di spesa
complessiva di 18.100 milioni di euro.
Nuovi contratti sono stati siglati per un valore di 88milioni di euro per la
vendita di 8 velivoli MB339CD alla Malesia e di 84 milioni di dollari con la
Nigeria che prevede la rimessa in efficienza dei 12 MB339A in dotazione e la
fornitura di ricambi, servizi di assistenza tecnica ed addestramento di
piloti e tecnici.
Sul versante europeo, Aermacchi e Hellenic Aerospace Industry (HAI) hanno
firmato un accordo di cooperazione per l'addestratore militare M346, con il
probabile auspicio di ripetere il "successo" dei precedenti addestratori
(venduti a Sudafrica, Zaire, Ghana, Zambia, Nigeria, Tunisia, Dubai,
Argentina, Perù, Brasile, Australia e Malesia), ovvero predisporre un aereo
utilizzabile come addestratore militare in Italia e in Europa, che funzioni
anche come cacciabombardiere leggero.
Ed e' l'M346 l'aereo di punta dell'azienda, come dichiara l'amministratore
delegato Cosentino: "Un aereo che sta incassando l'interesse di tutto il
mondo, come una vera e propria star. Non e' Aermacchi che fa pubblicita'
all'M-346, ma e' lui che fa pubblicita' ad Aermacchi."
Il primo lotto da 15 velivoli lo ha gia' prenotati la Difesa Italiana mentre
gli Emirati Arabi Uniti hanno selezionato l'M346 per una commessa di 40
nuovi addestratori. Anche Singapore e Cile hanno avviato accordi che
prevedono l'acquisto degli M346.
Le prospettive rappresentate dal mercato militare aeronautico prevedono, nei
prossimi anni, la crescita del segmento dei velivoli di combattimento e di
addestramento avanzato e in questa direzione vanno i programmi legati
all'Eurofighter e all'M346.
Da una quindicina d'anni l'azienda ha sviluppato anche capacita' produttive
nel settore civile che dall'1-2% del fatturato nel 1988 raggiunse nel 2001,
grazie ad un importante slancio produttivo, quasi il 50% del totale. Il
fatturato civile tuttavia ora si e' ridotto scendendo, secondo dati
Finmeccanica attorno al 33% e attualmente si concentra nel progetto e nella
produzione delle gondole motore per i velivoli commerciali Airbus, per il
Boeing B-787 "Dreamliner" e per altri velivoli commerciali .
Intorno a queste 2 aziende di riferimento si e' sviluppato un indotto di
piccole imprese, l'unica di medie dimensioni e' la Secondo Mona, azienda
produttrice di impianti per combustibile degli aerei, che saranno di
supporto anche per la prevista costruzione dei cacciabombardieri Joint
Strike Fighter - F35   a Cameri, a pochi chilometri da qui, appena al di la'
del Ticino.
Ma la provincia di Varese ha un ruolo importante anche nel sistema difensivo
della NATO, infatti, anche se poco noto, l'insediamento militare della NATO
a Solbiate Olona ha assunto una funzione di grande rilevanza strategica.
Qui ha sede il Comando Corpo di Armata di Reazione Rapida della NATO dove
risiedono circa 2200 soldati appartenenti a 13 paesi: Italia (71%), Regno
Unito (7%), Stati Uniti (6%), Ungheria (4%), Grecia (3%), Germania (2,5%),
Olanda, Polonia, Portogallo, Spagna, Bulgaria, Slovenia e Turchia. In molti
hanno gia' partecipato alle "missioni" nei paesi balcanici (Kosovo, Bosnia,
Serbia, Albania, Macedonia), in Afghanistan ed in Iraq.
A seguito di una riorganizzazione delle strutture della NATO in Europa, nel
corso del 2001, i vertici NATO hanno deciso i parametri guida per fornire
all'Alleanza Atlantica una rapidita' di movimento, organizzazione e
flessibilita' di comando delle forze armate multinazionali appartenenti alla
NATO in attivita' nel mondo: su queste modalita' sono state individuate 6
basi di comando, tra cui quella italiana. Il comando di reazione rapida e'
in grado di gestire 4 divisioni degli eserciti più alcune unita'
d'organizzazione e comando per un totale di 60000 militari coinvolti.
La visione della base e le molteplici attivita' insite la connotano come un
centro di comando predisposto per la 'guerra informatica' (numerosi sono
gli impianti con paraboliche e radar, semoventi o su strutture fisse).
Come e' ben descritto nel sito della base www.nato.int/nrdc-it, ogni
attivita' e' collegata all'uso di computer e ad alte tecnologie di
comunicazione e monitoraggio satellitare; in 'tempo reale', ad es., si
sorvolano montagne e deserti, si pianificano blitz, soccorsi e spostamenti
di truppe in ogni parte del globo.
Nel mese di agosto 2005, per la durata di 9 mesi, 800 soldati, stanziati
alla base NATO di Solbiate Olona (VA), hanno avuto il comando della
spedizione militare NATO in Afghanistan: 8300 soldati provenienti da 37
paesi per la famigerata, e ormai dimenticata, guerra USA denominata
"Enduring Freedom".
L'ampia ristrutturazione della caserma la portera' ad essere la prima base
NATO in Italia con infrastrutture ed organizzazione della residenza pari
alle grandi basi americane negli Stati Uniti ed in Europa. E' gia' in atto
la costruzione di quello che e' chiamato "Villaggio Monte Rosa", un vero e
proprio paese, che sorge su un'area di 35 ettari, abitato dai militari e
dalle loro famiglie che prevede la complessiva costruzione di 227 palazzine,
448 uffici, 3 aree briefing, sale per congressi, impianti sportivi (piscine,
palestra, sauna, campi da tennis, calcio, basket), centri ricreativi, un
centro medico, scuole, sportelli bancari, alcuni negozi e aree verdi, due
parcheggi, uno interno per 700 auto ed uno minore esterno. Infine, sono
state modificate le vie d'accesso alla caserma e costruiti nuovi check point
per l'ingresso.
Ma l'obiettivo della NATO non e' quello di restare un corpo estraneo,
vissuto con ostilita' dal territorio, quindi da alcuni anni la base NATO sta
coinvolgendo con sempre piu' intensita' le istituzioni e la popolazione, in
un'ottica di militarizzazione delle coscienze e legittimazione degli
interventi armati.
Cosi', ad esempio, la partenza dei militari per l'Afghanistan e' stata
accompagnata dalla giornata 'a porte aperte' e si sono organizzati
festeggiamenti con le amministrazioni comunali. Ci si e' inventati pure un
Christmas show, presentata come iniziativa benefica di solidarieta' con la
popolazione afghana.
La caserma cerca anche di coinvolgere associazioni, gruppi di ex-combattenti
e soprattutto studenti.
Le visite delle scuole pubbliche e private, di ogni grado, nella caserma
sono frequenti; e dove non e' la caserma ad accogliere e' la NATO ad uscire
per promuovere momenti di festa e ricreativi.
Questa attenzione al consenso e al proselitismo e' il denominatore comune
anche delle politiche aziendali di Aermacchi e Agusta: presentare
un'immagine di efficienza, di modernita', di tecnologia avanzata e' il modo
per mistificare le reali finalita' dei prodotti realizzati e delle missioni
compiute, per rimuovere il dubbio elementare su quale sara' il risultato di
tanta potenza devastatrice e per concentrare l'attenzione dell'opinione
pubblica sull'esaltazione dell'estetica e della potenza dei velivoli
realizzati.
Questa domanda neppure si deve porre e la provincia con le ali decolla sulle
tragedie del mondo.

Paolo Covacich
http://www.disarmiamolapace.altervista.org/html/index.php


Fonti
Aermacchi, sito: www.aermacchi.it/
AgustaWestland, sito: www.agustawestland.com/
Bagnato Riccardo - Verrini Benedetta, Armi d'Italia. Protagonisti e ombre di
un Made in Italy, Fazi editore, febb.2005
Beretta Giorgio, Export armi italiane nella Relazione 2007 sulla
applicazione della L.185/90, Unimondo
ControllArmi Rete Italiana per il disarmo, sito: http://www.disarmo.org/
Elio Pagani: Uno sguardo alla produzione bellica lombarda alla metà della
prima decade degli anni 2000
Finmeccanica, Bilancio 2006 Finmeccanica - Società per Azioni
Finmeccanica, sito: www.finmeccanica.it/
Nato, sito: www.nato.int/nrdc-it
Nigrizia, sito: www.nigrizia.it
NOF35, sito www.nof35.org
Stefano Ferrario: Il business degli NH90 su Missione Oggi
Univa: www.univa.it