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Oggi sono state incenerite le pecore alla diossina di Taranto. Il dolore di chi ha perso tutto



Ai mezzi di comunicazione, ai giornalisti

La famiglia Fornaro ha inviato a PeaceLink questa lettera pregando di
inviarla alla stampa.
Ci siamo sentiti poco fa telefonicamente con il signor Vincenzo Fornaro
che ha confermato il desiderio che questa lettera aperta venga pubblicata
sui giornale e che ne venga data notizia in TV e radio.
Si fa presente che la famiglia Fornaro gestisce la masseria che ha
ricevuto il maggior danno derivante dall'abbattimento delle pecore e delle
capre contaminate dalla diossina.
Cordiali saluti
Alessandro Marescotti


---- Lettera aperta delle famiglia Fornaro ----


Un cielo di piombo si chiude come un sipario su Taranto. La strage degli
innocenti è compiuta. Abbiamo assistito all'ultimo atto di una tragedia.
Il 10 dicembre sono venuti a prelevare le pecore e le capre in tutte le
masserie degli allevamenti coinvolti, giungendo così all'epilogo del
lavoro di una vita. Nei nostri ovili ora rimbomba un silenzio assordante,
intriso di dolore, quello nostro e dei nostri animali che generosi fino
all'ultimo istante sono saliti sui camion della morte, pronti a
sacrificare la loro vita per salvare la nostra.

Sinceramente immaginavamo tutti una conclusione diversa. Una giornata
pesante come le nuvole che hanno accompagnato le operazioni... l'assenza
della città e la presenza della forza pubblica hanno mortificato ciò che
restava di una speranza.

La giornata è passata e questa mattina alle 4 ci siamo avviati verso il
macello per accompagnare i nostri animali e continuare a vivere la loro
tragedia che è anche la nostra!

Sì, è anche la nostra, non solo come famiglia colpita, in quanto questa
tragedia coinvolge non solo tutti i cittadini di Taranto, ma anche tutti
coloro che hanno guardato con sensibilità alla nostra sofferenza. Non
rendiamo inutile questo sacrificio! A noi oggi piace pensare che questi
animali possano diventare un simbolo, non dell'ennesima ingiustizia ma del
risveglio della coscienza collettiva troppo a lungo assopita, e in questo
senso continueremo ad adoperarci.

A livello personale non ci arrendiamo, siamo abituati a non arrenderci
proprio come la nostra città, e siamo disposti a rispettare le leggi, a
pagare in prima persona come abbiamo fatto fin'ora. E adesso?

Da generazioni facciamo questo lavoro, vorremmo avere di nuovo il nostro
gregge, ci hanno detto che nessuno ce lo impedisce,  ma fra un anno o due
se non si bonificheranno i terreni e se non si controllerà l'origine della
diossina, questa sarà trovata ancora una volta nel corpo dei nostri
animali. Ancora ci hanno detto che potremmo nutrirli con i mangimi già
pronti come se questi fossero veramente esenti da rischi (i maiali
irlandesi contaminati dalla diossina non erano forse nutriti secondo
queste modalità?).

Chiediamo dunque delle direttive chiare in attesa di ricevere quanto prima
l'obolo per noi stanziato appena sufficiente e comunque necessario "come
il pane" per tirare avanti. Vogliamo che chi di dovere si assuma
politicamente le proprie responsabilità come noi abbiamo fatto con le
nostre . Chiediamo di mettere per iscritto cosa possiamo o non possiamo
fare, considerando che ormai la nostra fiducia è completamente rivolta
alla magistratura, ma che non siamo più in grado di attendere i tempi
biblici che suo malgrado la giustizia richiede per fare il proprio corso.

Famiglia Fornaro

Allevamento Carmine