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Processo per il naufragio del Natale ’96: condannato a 30 anni anche Thourab





Si è da poco conclusa l’ultima udienza a Catania , dopo le arringhe degli avvocati e del 
PM Toscano, del processo d’appello contro l’armatore pakistano-maltese Thourab, in quanto 
“organizzatore della spedizione” con il battello F174 ( che giace in fondo al mare a 19 
miglia da Portopalo) , con una condanna per omicidio volontario plurimo in base agli 
articoli 110, 112 e 575 del CP ed a un risarcimento per le famiglie di ciascuna vittima 
con una provvisionale di 20.000 euro. Questa sentenza fa seguito alla vergognosa 
assoluzione in primo grado nel processo a Siracusa.
Si arriva così ad un secondo segnale di svolta, dopo oltre 12 anni, del lungo calvario 
per i familiari delle vittime e per i superstiti, in seguito alla giusta condanna del 
9/4/’08 , pure a 30 anni, dell’altro imputato El Hallal.
Sia il PM Toscano che gli avvocati dei familiari delle vittime hanno espresso piena 
soddisfazione per la sentenza. Pensiamo però che non si possano attenuare le gravi 
manchevolezze nell’investigare sulla rete di complicità della “holding degli schiavisti” 
( come la definiva Dino Frisullo); dato che , il padre della vittima Shabib (in attesa di 
permesso di soggiorno, ma costretto a tornare in Pakistan per l’aggravarsi della madre), 
Zabiullah , aveva già ricostruito la rete di “agenzie di viaggio” a Karachi, Colombo, 
Alessandria d’Egitto… Ciononostante l’Interpol ancora brancola nel buio. Sarebbe stata 
inoltre necessaria un’indagine anche sulle numerose omissioni di soccorso e di atti 
d’ufficio di casa nostra, dato che in troppi si sono ostinati a considerare per anni il 
naufragio "presunto".
In questi anni il numero delle vittime è salito vertiginosamente ed i trafficanti di 
esseri umani continuano ad ingrassarsi approfittando di leggi proibizioniste che 
impediscono ingressi regolari: Si preferisce dilapidare denaro pubblico per militarizzare 
le nostre coste e costruire nuovi lager, inoltre, si firmano accordi di riammissione con 
governi del bacino nordafricano sempre più corrotti e liberticidi; addirittura si 
esternalizzano le galere etniche in paesi come la Libia e si trasforma Lampedusa in una 
nuova Guantanamo.
La sentenza di oggi è un secondo passo per ottenere Verità e Giustizia non solo per gli 
imputati Thourab ed El Hallal, che dovranno finalmente iniziare a pagare per i loro 
crimini (nonostante siano contumaci), ma all’interno di un progressivo accertamento 
dell’insieme delle responsabilità della rete internazionale dei trafficanti e dei loro 
complici, anche in Italia; dato che le tragedie per entrare nella fortezza Europa si 
moltiplicano, grazie alla vergognosa latitanza bipartisan delle forze politiche, che , 
invece d’ investire in nuove politiche d’accoglienza preferiscono vergognose politiche 
securitarie, riducendosi così a fare la guerra ai poveri, anzichè alla povertà.

Catania 11/3/'09 Rete Antirazzista Catanese, Senza Confine, Associazione lavoratori 
pakistani in Italia