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La diossina genera patema d'animo? "I cittadini vanno risarciti". Lo dice la Cassazione



Disastro diossina a Seveso
L'Icmesa deve risarcire la paura
15 maggio 2009



Seveso - La preoccupazione per la propria salute provocata da un
disastro ambientale come una nube tossica deve essere risarcita. Perciò
agli 86 abitanti di Seveso che avevano chiesto un indennizzo alla
Icmesa, l'azienda di Meda dalla quale si sprigionò una nube di diossina
il 10 luglio 1976, spettano 5mila euro a testa. 

Il risarcimento - Un risarcimento che compensa soltanto in minima parte,
precisa la Cassazione, la paura per la propria salute e i timori che
hanno accompagnato la vita delle 86 persone negli ultimi 33 anni. La
Cassazione, confermando la sentenza del 2005 della Corte d'appello di
Milano, ha condannato l'azienda ormai smantellata a pagare in totale
circa 450mila euro. Un risarcimento, precisano i magistrati, del danno
morale, cioè del «danno non patrimoniale». Ma la sentenza 11059 della
terza sezione civile della Corte dimostra anche che, di fatto, il danno
esistenziale dopo la decisione del dicembre scorso della stessa terza
sezione, non è stato abolito ma ha soltanto cambiato nome. 

Le motivazioni - Nelle motivazioni della sentenza sul disastro di Seveso
la Cassazione parla di «patema d'animo» e precisa, inoltre, che non è
necessario provarlo concretamente. Può essere presunto in conseguenze
dei fatti storicamente accaduti. "Il patema d'animo indotto in ognuno
dalla preoccupazione per il proprio stato di salute - scrive la Corte -
ben può essere provato per presunzione, essendo sufficiente la rilevante
probabilità del suo determinarsi". In sostanza è stato respinto il
ricorso dell'Icmesa (azienda smantellata alla fine degli anni 70 durante
la bonifica del territorio inquinato compreso tra i comuni di Meda,
Seveso, Cesano Maderno e Desio) secondo il quale non c'era alcuna prova
di un danno ´alla vita sociale e di relazioneª (questa era la
definizione esatta, per l'appunto, del danno esistenziale). 

La Corte - Secondo la Corte invece il danno c'è stato. «La sentenza -
scrive la Cassazione riferendosi alla pronuncia dei giudici di secondo
grado - è del tutto conforme a diritto». E aggiunge anche che i 5.000
euro liquidati non soltanto spettano ad ognuno degli 86 ricorrenti ma
anzi, per quanto riguarda la determinazione della somma, rappresentano
una valutazione prudenziale, se non addirittura minima del danno morale.
Apcom



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20Seveso/72274_disastri_diossina_a_seveso_cassazione_fa_pagare_la_paura/