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Pescara: Giù le mani dalla Pineta D'Avalos, non la si trasformi in un divertimentificio



Mila Donnambiente - Ecoistituto Abruzzo - Marevivo - Italia Nostra

La Natura nella politica ...tra silenzi ...

Ci piacerebbe tanto che oltre alla crisi finanziario/economica, si portasse in campagna elettorale qualche riflessione o qualche proposta sulla necessità di superare, nel futuro molto prossimo, la crisi ambientale planetaria ... universalmente riconosciuta come interconnessa alla crisi socio-economica in atto.

Già una discussione appena sufficiente sui contenuti delle elezioni europee potrebbe farci ricordare che – entro il 2020 – dovremmo, per l’effetto serra e conseguente gestione del consumo energetico, aver ridotto del 20% i gas serra e del 20% i consumi, e riconvertito, con fonti rinnovabili e sostenibili, il 20% di produzione energetica ... Intuitiva la conseguenza sulla qualità anche dell’aria respirata, dalle azioni giuste derivanti in termini di mobilità ed emissioni ...Altrettanto evidente l’impegno da assumere nei governi locali ...

Ancora per deliberato europeo inderogabile: entro il 2015 dovremmo aver riportato tutte le acque allo stato di qualità naturale sufficiente! Quelle dei fiumi-bacini, cioè, quelle dei mari oltreché quelle potabili ... Qualche idea su Bussi e dintorni? A vari anni dalla “scoperta” della discarica, neanche uno straccio di messa in sicurezza di quei luoghi idrici.

E i paesaggi e la natura della nostra terra, la sua biodiversità e le sue risorse di bellezza,da salvaguardare anche fuori dai confini dei Parchi, perché basilari anche per il superamento della crisi socio-ambientale dalla quale non stiamo certo uscendo ...

Tutto questo ci sembrerebbe base minima di confronto politico, per sapere, dalle proposte di governo, come se ne uscirebbe, da destra o da sinistra.
Ma il silenzio è quasi assordante

... e poche idee orribili.

Giù le mani dalla Pineta d’Avalos!

Dal “Parco delle idee” per la Pineta D’Avalos presentato giorni fa dal candidato al Comune Luigi Arbore Mascia, noi abbiamo colto una sola idea, ma decisivamente orribile: la volontà di abolire la Riserva Naturale Pineta Dannunziana.

Dalle sue parole, raccolte sulla stampa, ci pare che Arbore Mascia non abbia mai definito “Riserva naturale” la succitata Pineta, parlandone semplicemente come di “giardino”.

I punti schematici del progetto illustrato prevedono una visione generale, con conseguenti iniziative e propositi, che giudichiamo semplicemente inquietanti. A riguardo, nel sito web del candidato, si fa cenno ad una indefinita “sistemazione interna” e per la sua riqualificazione si punta “soprattutto cerando una viabilità periferica”.

Se mai qualcuno ne realizzasse anche solo la metà, l’effetto porterebbe alla veloce distruzione dell’amatissimo ambiente naturale protetto (per quanto ancora male…).

Annunciamo pertanto da subito la più ferma opposizione a tali propositi, con iniziative culturali e le mobilitazioni necessarie.

Stiamo parlando della Riserva Naturale Pineta Dannunziana, istituita con Legge Regionale 18 maggio 2000, n.96 (di interesse provinciale ai sensi della citata LR 38/96), che ne consente il godimento da parte del pubblico, assicurando nel contempo la tutela naturalistica e la conservazione della superstite preziosa area verde anche per le generazioni future!

Per assicurarsi che lo svolgersi delle attività umane non distruggano la Pineta, la legge
prevede la redazione del PIANO DI ASSETTO NATURALISTICO, ovvero il piano di gestione di pertinenza Riserve Naturali (e non un Parco di Idee!) che il Comune ha già adottato in una prima versione e recentemente aggiornato in maniera conclusiva (la cui adozione è sospesa per l’interruzione brusca dell’amministrazione).

L’importanza della Riserva è tale per cui, come recita la legge istitutiva: “Le previsioni e le prescrizioni del piano di Assetto naturalistico e le conseguenti norme applicative costituiscono vincolo per la pianificazione urbanistica di livello comunale e sovracomunale”.

E’ questo che forse spaventa tanto?

E’ evidente che la sfida della conservazione e della fruizione eco-sostenibile della Pineta è molto impegnativa ... Ma è il prezzo che la comunità ha deciso di pagare per NON distruggere una bellezza non rinnovabile e preziosa nel suo habitat.

Musica, ristoranti, piste illuminate anche di notte, inquinamento acustico e disturbo della quiete e degli animali, calpestio incontrollato… etc. etc. non sono compatibili con norme di salvaguardia e piano di assetto, ma soprattutto con la volontà – noi crediamo condivisa da tutti i pescaresi – di “tenersi” la Riserva Dannunziana!
E per i Luna Park stile EUR , rivolgiamoci altrove.

Si allega breve scheda con citazione delle preziosità che, ancora e nonostante tutto, continuano ad essere presenti in Pineta e validissime per la sua conservazione, a norma di leggi e direttive non solo regionali, ma anche nazionali ed europee.

Si consideri che:

1) la Flora della Pineta Dannunziana ammonta a 345 specie, numero notevole per un’area così piccola;

2) il contingente endemico (vale a dire di piante “indigene” che vivono solo in questa ristrettissima parte del mondo e che pertanto sono introvabili altrove) è notevolissimo e costituito da: Salix apennina, Verbascum niveum subsp. Garganicum, Centaurea nigrescens subsp. neapolitana e Ophrys promontorii;
per due specie (Carex repens e Trisetaria aurea la Pineta rappresenta l’unica località abruzzese in cui è conosciuta la presenza. Per molte altre specie vegetali la Pineta costituisce una delle poche stazioni abruzzesi di presenza;

3) Sono numerose le specie più rare rinvenute : Aristolochia rotunda subsp. rotunda, Polygonum arenastrum subsp. arenastrum, Cerastium diffusum subsp. diffusum, Cerastium siculum, Clematis viticella, Laurus nobilis, Dorycnium rectum, Erodium laciniatum subsp. laciniatum, Linum maritimum, Myrtus communis, Phillyrea angustifolia, Centaurium tenuiflorum, Lippia nodiflora, Teucrium scordium subsp. scordioides, Cirsium creticum subsp. triumfetti, Taraxacum palustre, Sonchus maritimus subsp. maritimus, Allium atroviolaceum, Allium chamaemoly, Romulea rollii, Romulea columnae, Juncus maritimus, Juncus subnodulosus, Festuca arundinacea subsp. fenas, Melica minuta, Saccharum ravennae, Piptatherum virescens, Serapias parviflora, Epipactis microphylla, Cephalanthera rubra.

4) Anche la dotazione faunistica è di tutto rilievo, soprattutto a livello ornitologico con numerose specie nidificanti, e con la presenza del pregiato Bufo Viridis , il piccolo Rospo smeraldino protetto dalla Convenzione di Berna (allegato II) e dalla Direttiva 92/43/CEE (allegato IV)