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Diossina a Maglie: vengono abbattute le mucche contaminate dall'inceneritore



La Copersalento è un inceneritore di vari tipi di rifiuti, fra cui scarti
della produzione e raffinazione dell'olio di oliva. Per saperne di più
clicca su http://www.tarantosociale.org/tarantosociale/a/29047.html

Nei dintorni dell'inceneritore vi erano animali che pascolavano e si
nutrivano del fieno raccolto in loco.

Questo è l'articolo apparso ieri sulla Gazzetta del Mezzogiorno.


MAGLIE (Lecce) - Mucche e vitelli della masseria Lanciano pronti per il
mattatoio. In esecuzione di un provvedimento del Servizio di veterinaria
della Asl, gli animali sono stati trasferiti ed oggi saranno abbattuti. Si
tratta di oltre 70 mucche da latte, di qualche vitello che sarebbe stato
pronto per la commercializzazione, di vitellini nati da poche settimane e
di altri che moriranno nel ventre delle loro madri, senza mai aver visto
la luce. L’azienda Lanciano è nelle immediate vicinanze della zona
industriale e risulta essere tra le più contaminate dall’inquinamento da
diossine.

Sin dalle prime analisi eseguite dopo l’allarme generato dalla rilevazione
delle molecole cancerogene nei fumi della Copersalento, si accertò che i
valori di diossina nel latte erano di 12,33 picogrammi per grammo, così
come ben oltre i limiti di tollerabilità erano le percentuali di diossina
nelle carni dei bovini. Stessa situazione di inaccettabilità per i foraggi
provenienti dai campi (circa 11 ettari) che sono tutt’intorno alla
fattoria e ricadono nei territori di Maglie e Cursi.

La vicenda ha avuto inizio qualche mese fa e da allora l’azienda è in una
situazione di totale fermo, nel senso che per le tre famiglie che da
quell’attività traggono l’unico sostentamento si è bloccata la
commercializzazione dei prodotti; ma non il lavoro che in un’azienda
zootecnica comunque deve essere fatto. Così i fratelli Lanciano ed i loro
genitori hanno continuato a governare gli animali (oltre ai bovini nella
masseria sono allevate 225 pecore) ed a mungerli sapendo che latte e carne
altro non erano che rifiuti da smaltire; così la stalla di recente
ammodernata con notevole impegno economico si è di fatto trasformata in
una specie di braccio della morte e le attrezzature di cui i Lanciano si
erano dotati sono diventate apparecchiature senza senso. Oggi l’epilogo:
anche per gli animali è giunta l’ora dell’abbattimento e della distruzione
controllata. Come da mesi accade per il latte, pure chi lo ha prodotto
diventa rifiuto.

Gazzetta del Mezzogiorno 7/7/2009