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Lettera di una precaria della scuola



Carissimi,
sono una precaria della scuola, nonostante quest'anno sia stata tra i (pochi!) fortunati 
ad ottenere un contratto annuale. Come saprete (e se non lo sapete non vi preoccupate...è 
normale in un Paese in cui per fare notizia bisogna mettersi in mutande o salire sui 
tetti, e anche in quel caso si viene presto dimenticati), è  in atto un profondo 
cambiamento nella scuola pubblica, di ogni ordine e grado, che si fa passare come 
"riforma" ma che in realtà è soltanto un vergognoso e indiscriminato sistema di tagli, 
con il solo e unico scopo di ridurre il finanziamento all'istruzione e alla ricerca. Come 
se già non fossero due tra i comparti in cui si investe meno in Italia!
Non sono cosi esperta da potervi spiegare esattamente cosa stanno facendo, nè credo sia 
la sede giusta per farlo. In realtà voglio solo coinvolgervi e, se possibile, farvi 
riflettere, in quanto persone sicuramente sensibili e attente, sulle conseguenze che 
questo subdolo processo potrà avere non solo su noi precari, ma sulla società tutta. 
Forse alcuni di voi sono precari come me, anche se in altri settori, o sono genitori con 
figli che vanno a scuola, o pensano di avere in futuro dei figli...insomma, pochi si 
potranno considerare al di fuori o estranei a questo problema. In breve vi espongo alcuni 
dei punti che secondo me potrebbero interessarvi anche se non siete insegnanti:
1.      attualmente, come conseguenza dei tagli di quest'anno, le classi sono state 
accorpate e ci sono situazioni in cui, in aule spesso troppo piccole, il numero di alunni 
supera le 30 unità, con a volte più di un disabile per classe. Questa situazione, oltre a 
causare oggettivi disagi nell'insegnamento, rappresenta un rischio notevole in caso di 
emergenze,per le quali è previsto un piano di evacuazione che non può essere rispettato 
data la disposizione dei banchi e gli spazi esigui.
2.      gli insegnanti di ruolo hanno la possibilità di prendere, oltre alle 18 ore 
normali, spezzoni di 6 ore (fino a 24 ore settimanali), per aumentare il loro stipendio. 
Questo comporta diversi problemi nella stesura dell'orario, che diventa per questo poco 
"didattico" e tarato più che altro su esigenze personali, a discapito ovviamente degli 
alunni che si devono sorbire giornate pesantissime e altre ultraleggere...Senza contare 
che quegli spezzoni avrebbero potuto salvare qualche precario rimasto senza lavoro..
3.      ci sono precari che aspettano da 30 anni di entrare in ruolo, sono supplenti a 
vita nonostante i concorsi superati, le specializzazioni, i corsi di aggiornamento (a 
fior di migliaia di euro!), l'esperienza maturata sul campo...come si può pretendere poi 
che abbiano sempre lo stesso entusiasmo e la stessa motivazione nell'insegnamento? se si 
pensa che da precari non si ha nemmeno lo scatto di anzianità e si percepisce lo stesso 
stipendio di uno che ha appena iniziato ad insegnare (ragione per cui si preferisce non 
immettere in ruolo!), si può immaginare con quale abnegazione e spirito di sacrificio 
queste persone continuino comunque ad offrire la propria professionalità!
3.      gli alunni che non hanno insegnanti di ruolo (soprattutto nelle piccolo scuole, 
che tra l'altro l'anno prossimo saranno chiuse) si ritrovano ogni anno a dover cominciare 
con un nuovo insegnante, in barba a ogni discorso di continuità, soffrendo il disagio 
anche psicologico di dover adattarsi a nuovi metodi, perdendo sempre un po' di tempo 
nella conoscenza reciproca 
Potrei continuare ma credo che già con questi pochi spunti si possa avere un'idea delle 
condizioni in cui versa la scuola italiana, tra mancanza di risorse economiche e mal 
utilizzo di quelle umane, relegata ai fanalini di coda della spesa pubblica. Se vogliamo 
che i nostri figli crescano in un ambiente sereno, sicuro, qualitativamente migliore e 
veramente formativo, non possiamo permettere che la scuola diventi terreno di scambio 
politico, messo nelle mani di persone incompetenti e assolutamente non idonee a rivestire 
il ruolo assegnato loro! 
Tutti noi siamo chiamati in campo per esprimere solidarietà e appoggio alle proteste che 
in questi mesi i precari della scuola, in varie forme e modalità, stanno portando avanti. 
Non è un problema che riguarda solo i precari, perchè a risentirne sarà la qualità di 
istruzione ed educazione dei nostri futuri cittadini, quindi il NOSTRO futuro!
Vi invito pertanto ad attivarvi nei modi di seguito indicati, per quanto vi è possibile:
       segnalando alla rete insegnanti precari (reteprecariabruzzo at gmail.com) o a 
qualsiasi altro comitato o sindacato che si occupa di scuola, situazioni anomale nelle 
classi dei vostri figli o in cui insegnate voi o vostri conoscenti: classi sovranumerate 
con uno o più disabili, aule piccole, strutture scolastiche non a norma, ecc.
       cercare di informarvi il più possibile, attraverso canali alternativi (internet, 
giornali e tv locali, iscrivendovi alla mailing list sopra indicata), su tutto ciò che 
riguarda la scuola, sulle iniziative portate avanti dai precari e su ciò che stà facendo 
il governo; 
       partecipando alle iniziative previste, o proponendone altre, costruendo insieme 
un percorso condiviso e comune;  
       estendendo ai vostri contatti queste informazioni, e chiedendo loro di fare 
altrettanto!

Per iniziare questo percorso insieme vi aspettiamo tutti alla grande MANIFESTAZIONE 
NAZIONALE DEI PRECARI DELLA SCUOLA che si terrà il giorno 3 ottobre dalle ore 15 a Roma. 
Partirà da P.zza della Repubblica e terminerà davanti al MIUR. Per info 
sull'organizzazione della manifestazione (pullman, percorso ecc.) contattare Donatello 
della Rete Insegnanti Precari: 3346976121 
Grazie,

Ines Palena
LANCIANO (Ch)