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Barack Obama premio Nobel per la pace

HalemMuralCropCi sono due possibili interpretazioni per il Premio Nobel per la Pace a Barack Obama. La più malevola è accomunarlo a Noemi Letizia, la presunta amante minorenne di Silvio Berlusconi, alla quale a Venezia hanno dato un premio “al talento futuro”.

di Gennaro Carotenuto

In questo senso il contributo di Obama alla pace nel mondo è tutto da fare e ci sono molti dubbi sul fatto che abbia la forza di rappresentare un vero cambiamento laddove con vero cambiamento non si può intendere solo il minimo dello smantellare l’operato dell’abominevole George Bush.

http://www.gennarocarotenuto.it/wp-content/uploads/2009/10/carlossmith_thumb.jpgMa Barack Obama il negro, Barack Obama il figlio di migrante africano è ben altro che il presidente futuro.

Barack Obama, il negro, il migrante, è il culmine di una storia plurisecolare di discriminazione e sfruttamento che certo non si chiude con un evento simbolico della sua elezione ma che nell’evento simbolico trova dignità.

“Veniamo da lontano e andiam lontano” possono dire con Obama il personaggio letterario Kunta-Kinte e i personaggi reali come Rosa Parks, Martin Luther King, Malcolm X, Tommy Smith, John Carlos e le migliaia di ragazzi afrodiscendenti che da Harlem all’Alabama hanno ridipinto gli Stati Uniti con i colori dei murales del loro eroe positivo.

No, Barack Obama non è solo il reazionario “sogno americano” della rapace etica protestante. Non è solo uno su mille che è arrivato lasciando altri 999 indietro. Barack Obama è un simbolo per milioni di sfruttati e discriminati, è un simbolo antirazzista e in questo senso è un Nobel particolarmente legittimo del quale, domani, come presidente degli Stati Uniti, dovrà dimostrare giorno per giorno di essere degno.

Giornalismo partecipativo

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