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WWF Abruzzo: sequestrato il costruendo porto turistico di Francavilla



Gli esposti del WWF alla base dell'azione giudiziaria.
Il cantiere rientra in un Sito di Interesse Nazionale per le Bonifiche.
Accertata dall'ARTA presenza di diossina nell'area interessata dai lavori.


Il WWF plaude all'iniziativa della Procura di Chieti e della Guardia di Finanza che 
questa mattina hanno posto i sigilli al cantiere del costruendo Porto turistico di 
Francavilla al Mare e a parte dell'arenile.

Il WWF aveva presentato, anche assieme a cittadini, numerose note ed esposti a tutti gli 
enti competenti ed alla procura di Chieti su vari aspetti relativi a questa opera 
pubblica. L'intervento, infatti, è stato realizzato all'interno del Sito di Interesse 
Nazionale per le Bonifiche denominato Saline-Alento, istituito e perimetrato fin dal 2003 
da un Decreto del Ministero dell'Ambiente. Nel 2008 l'ARTA aveva accertato la presenza di 
diossina oltre i limiti di legge proprio nell'area interessata dal cantiere. Prima a 
luglio 2008 e poi a novembre 2008 il WWF aveva sollevato gravissimi dubbi circa l'assenza 
di una preventiva caratterizzazione dei sedimenti su cui si stava lavorando. Inoltre 
aveva segnalato che in diverse occasioni pubbliche erano addirittura emerse indicazioni 
circa l'uso dei sedimenti asportati dall'area del porto per opere di ripascimento lungo 
il litorale posto a sud della foce. L'Associazione aveva chiarito come in un Sito di 
Bonifiche
 di Interesse Naziona!
le in cui sia stato accertato inquinamento è vietata qualsiasi movimentazione di 
materiale prima di un'adeguata bonifica.. Il Ministero dell'Ambiente, a seguito delle 
note del WWF, già a dicembre 2008 era intervenuto con una durissima nota che qui 
alleghiamo in cui, testualmente, dichiarava tutti gli atti relativi al porto 
“illegittimi”.

Dichiara Augusto De Sanctis, referente acque del WWF Abruzzo “Questo sequestro è frutto 
di un clima di sostanziale indifferenza da parte degli enti pubblici su una questione 
delicatissima come il risanamento del sito di bonifiche nazionale Saline-Alento. E' solo 
la punta dell'iceberg di ritardi, inadempienze, mancanza di controlli ordinari e 
straordinari che riguardano la gestione di questo sito che, ricordo, da un punto di vista 
normativo è al pari di Marghera, Priolo e Manfredonia.. E' incredibile come la pubblica 
amministrazione abruzzese dal 2003 non sia stata capace di affrontare seriamente il tema 
del risanamento dei due fiumi. Il WWF aveva segnalato la situazione del Porto di 
Francavilla non solo alla Procura ma anche agli enti preposti alla tutela dell'ambiente e 
della salute dei cittadini sia con lettere sia durante tre riunioni convocate dalla 
Regione Abruzzo sulla vicenda del Saline-Alento. La Procura e i corpi di polizia si 
trovano ad
 intervenire per tutelare la popolazione e l'ambiente visto il sostanziale immobilismo 
degli enti”.