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Autorizzare l'Ilva di Taranto? Non in questo modo!



Comunicato stampa da Roma



La delegazione di Altamarea  e delle associazioni intervenute nell’ambito
della procedura di Autorizzazione Integrata Ambientale  per l’esercizio
dello stabilimento Ilva di Taranto ha presentato le proprie osservazioni
nell’ambito della Conferenza dei Servizi presso il Ministero
dell’Ambiente.

A rappresentare la cittadinanza preoccupata per gli aspetti ambientali e
sanitari si sono espresse nell’AIA, con osservazioni specifiche e prese di
posizione, le seguenti associazioni: AIL, Impatto Zero, Legambiente,
Libera, PeaceLink, Vigiliamo contro la discarica,  Wwf, oltre ad Altamarea
che rappresenta un coordinamento generale.

Nonostante la contrarietà dell’azienda, manifestata formalmente all’inizio
della seduta, è stato riconosciuto il diritto ad esporre le osservazioni
nella Conferenza dei Servizi. Hanno preso la parola Biagio De Marzo,
Alessandro Marescotti e Leo Corvace.

I relatori hanno evidenziato complessivamente che il parere espresso dalla
Commissione non quantifica i benefici ambientali. I dati presenti nel
Parere Istruttorio Conclusivo, evidenziano anzi preoccupanti scenari di
peggioramento delle emissioni. Infatti la produzione di acciaio passerebbe
da 9 a un quantitativo virtuale di 15 milioni di tonnellate di acciaio,
con un incremento consequenziale dell’inquinamento.

I dati dell’appesantimento dell’inquinamento sono evidenti nella cokeria,
di cui viene previsto un incremento produttivo.



Dagli atti – e da quanto osservato dalla Commissione - si evince tra
l’altro che  nella cokeria le polveri passerebbero dalle 822
tonnellate/anno del 2005 a 1267 tonnellate/anno dopo l’eventuale rilascio
dell’AIA.



Peggiora anche il quadro di emissioni del biossido di azoto (NO2), un gas
estremamente tossico e irritante.

Nella cokeria (dati 2005) venivano emesse 2222 tonnellate/anno, mentre
all’indomani dell’ottenimento dell’AIA ne verrebbero emesse 4946
tonnellate/anno (nel caso di un previsto incremento produttivo).

Su www.tarantosociale.org è inserita una parte della documentazione
presentata, comprese le diapositive proiettate oggi nella conferenza dei
servizi.

Nella lettera di presentazione della copiosa documentazione delle
associazioni (22 relazioni) si legge:

“E’ indubbio il collegamento con l’inquinamento di origine industriale e
l’AIA è lo strumento più efficace per incidere sul serio e alla radice, a
condizione che vengano rispettati i suoi stessi principi ispiratori.

Il Parere 2010 della Commissione AIA ignora tutto questo. Il Gestore nella
documentazione ha dichiarato che nel 2005 c’è stata l’emissione di 1,1
tonn/anno di IPA, mentre nello stesso anno al Ministero per l’INES
dichiara 22,5 tonn/anno. La Commissione si stupisce ma non chiede
spiegazioni. A Taranto a occhio nudo si vede la cappa di polvere e fumo
che sovrasta la città. E' sufficiente osservare una foto satellitare del
distretto industriale per avere contezza del danno ambientale prodotto al
territorio”.

In conclusione le associazioni ritengono palesemente inadeguato il parere
della Commissione AIA e hanno invitato il Ministero dell’Ambiente a
dettare rigide e chiare prescrizioni che riducano drasticamente le
quantità annue emesse di inquinanti, ricorrendo anche alle migliori
tecnologie in assoluto.

Leo Corvace

Biagio De Marzo

Michele Lazzaro

Alessandro Marescotti