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Libia, su Repubblica si continua a disinformare



------Messaggio originale------
Da: Marinella Correggia
A: deskesteri at repubblica.it
A: lettere at repubblica.it
Cc: Antonio Cianciullo
Rispondi a: Marinella Correggia
Oggetto: Pietro Dal Re dalla Libia continua a disinformare! Qualcuno gli dica che la sua 
fonte è screditata dall'Onu
Inviato: 29 ago 2011 00:16

L'inviato di Repubblica a Bengasi Pietro Dal Re (che mesi fa in un suo articolo ha 
attribuito alle parole del povero monsignor Martinelli un significato opposto a quello 
che avevano, un atto gravissimo anche se monsignore ha lasciato correwre o forse non ne è 
venuto a conoscenza) adesso in questo articolo 
http://www.repubblica.it/esteri/2011/08/28/news/stupri_libia_amazzoni-20980520/   alla 
ricerca del sensazionalismo - ancora più immorale in un paese martoriato dalla guerra - o 
forse trascinato dal suo evidente amore per i "ribelli", prende una cantonata dmeritevole 
di essere citata nei corsi di giornalismo. Insomma cinque guardie del corpo ("amazzoni") 
di Gheddafi avrebbero detto alla dottoressa Siham Sergewa di Bengasi di essere state più 
volte stuprate (ancora??) da Gheddafi e anche dai suoi figli. La Sergewa è una "nota 
psicologa infantile (...) alla quale le ex body guard del Raìs hanno raccontato di essere 
state abusate non soltanto da lui e anche dai suoi figli". Ma il signor Dal Re non ha 
letto già mesi fa che questa tipa è stata screditata dall'inviato dell'Onu Bassiouni e da 
Amnesty International? La tipa era stata la fonte dell'accusa urbi et orbi ai soldati 
libici (governativi) di usare lo stupro come arma di guerra. Cosa aveva fattO? Aveva 
detto e il mondo le aveva creduto, di aver spedito per posta alle donne dell'Est libico, 
settimane dopo gli scontri di febbraio, 70.000 questionari a donne libiche, ottenendo 
indietro ben 60.000 questionari compilati in tre settimane! E di queste, 259 donne 
avevano confermato di essere state violentate da soldati "di Gheddafi".   Come si può 
leggere in questo articolo fra molti  
http://www.nytimes.com/2011/06/20/world/africa/20rape.html?_r=1&pagewanted=all, diversi 
esperti avevano guardato con scetticismo a queste affermazioni (possibile che in un 
contesto di guerra in Libia  si riesca ad avere 60.000 risposte per posta???). Poi il 
discredito ufficiale: quando Diana Eltahawy,  di Amnesty International, le ha 
chiesto¿www.peacelink.it