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Sette domande sulla marcia per la pace Perugia Assisi



VERSO LA MARCIA PERUGIA-ASSISI
SETTE DOMANDE AD ALESSANDRO MARESCOTTI (PEACELINK)

A cura della newsletter "La nonviolenza è in cammino"
http://lists.peacelink.it/nonviolenza



 

1 - "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' stato il significato piu' rilevante della marcia Perugia-Assisi in questi cinquanta anni?

- Alessandro Marescotti: La marcia ha avuto il merito di chiamare a raccolta il "popolo della pace", superando il senso dello scoraggiamento e della rassegnazione che a volte serpeggiava. Ha avuto inoltre la caratteristica di non essere una manifestazione di partito o di parte, e anche quando c'e' stato chi ha tentato di strumentalizzarla e di trasformarla in una inutile parata dell'ipocrisia (si pensi a Massimo D'Alema) il "popolo della pace" ha avuto la capacita' di stringersi attorno ai valori piu' veri e profondi che Aldo Capitini aveva posto al centro della marcia.



2 - "La nonviolenza e' in cammino": E cosa caratterizzera' maggiormente la marcia che si terra' il 25 settembre di quest'anno?

- Alessandro Marescotti: La guerra in Libia. O almeno: mi auguro che il ripudio della guerra in Libia sia posto al centro da chi vi partecipera'.



3 - "La nonviolenza e' in cammino": Quale e' lo "stato dell'arte" della nonviolenza oggi in Italia?

- Alessandro Marescotti: La nonviolenza in Italia ha un grande passato ma un presente incerto. La scarsissima opposizione alla guerra in Libia lo dimostra.



4 - "La nonviolenza e' in cammino": Quale ruolo puo' svolgere il Movimento Nonviolento fondato da Aldo Capitini, e gli altri movimenti, associazioni e gruppi nonviolenti presenti in Italia?

- Alessandro Marescotti: Tutti i gruppi e i movimenti possono svolgere l'importante funzione di tenere viva l'opposizione alla guerra e alle spese di guerra, rendendo evidente che siamo ormai in una fase di grave "abitudine" alla cronicizzazione dei conflitti e della partecipazione ad essi. Siamo dei "malati cronici". Siamo "malati di guerra", e dobbiamo reagire ovunque, in particolare nelle scuole, fra i giovani, perche' non venga meno la speranza e la fiducia di poter costruire una societa' senza guerre. Rassegnarci a violare la Costituzione per approvvigionamenti energetici a basso prezzo sarebbe molto grave. La rete delle presenze di pace nelle citta' deve meglio coordinarsi, sfruttando le straordinarie opportunita' offerte da Internet.



5 - "La nonviolenza e' in cammino": Quali i fatti piu' significativi degli ultimi mesi in Italia e nel mondo dal punto di vista della nonviolenza?

- Alessandro Marescotti: La Libia e' il fatto piu' significativo in assoluto. E' stata violata la risoluzione Onu 1973 proprio dalla Nato che in teoria ne avrebbe dovuto garantire l'attuazione al fine di far cessare un assedio di Gheddafi e di proteggere la popolazione. La Nato ha invece cominciato a bombardare Tripoli e ha fornito la copertura aerea per l'avanzata delle truppe antigheddafi, fino a capovolgere il conflitto e a generare in questo momento due sanguinosi assedi. Sono state passate clandestinamente armi agli insorti, in violazione delle norme europee sulle forniture di armi. E il tutto e' avvenuto mentre il segretario dell'Onu faceva finta di nulla. E anche ora che vi sono assedi da parte delle truppe antigheddafi, il segretario dell'Onu non muove un dito per offrire agli assediati cibo, medicinali e corridoi umanitari. Siamo allo sfacelo del diritto internazionale, assistiamo al festival dell'ipocrisia e della malafede. Il 21 marzo scorso il ministro degli Esteri Frattini diceva: "In Libia non ci deve essere una guerra, ma la piena implementazione della risoluzione 1973 Onu. L'Italia ha accettato di fare parte della coalizione internazionale proprio per fare rispettare il cessate il fuoco, fare fermare le violenze e proteggere la popolazione. Non vogliamo in alcun modo andare oltre la stretta applicazione della risoluzione Onu". Gli faceva eco il segretario del Pd Bersani al Tg1 nella stessa giornata: "La risoluzione Onu non prevede un abbattimento del regime di Gheddafi. Il Pd e' per il sostegno all'Italia strettamente nei limiti della risoluzione, che non prevede la guerra, che non prevede l'abbattimento del regime di Gheddafi". Come e' potuto accadere che queste frasi siano state dimenticate dalla gente comune e che questi politici abbiano potuto prendere in giro milioni di italiani? Semplice: non abbiamo fatto controinformazione. Nonostante avessimo Internet 24 ore su 24. La nonviolenza, che ha nell'informazione la propria punta di diamante, ha fallito per nostra incapacita'.



6 - "La nonviolenza e' in cammino": Su quali iniziative concentrare maggiormente l'impegno nei prossimi mesi?

- Alessandro Marescotti: Sulla controinformazione e sull'uso intelligente delle reti di condivisione dell'informazione. Molti pacifisti si sono "bevuti" le bugie di guerra.



7 - "La nonviolenza e' in cammino": Se una persona del tutto ignara le chiedesse "Cosa e' la nonviolenza, e come accostarsi ad essa?", cosa risponderebbe?

- Alessandro Marescotti: La nonviolenza e' la capacita' di cambiare cio' che di piu' importante abbiamo a disposizione: noi stessi. "Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo", diceva il Mahatma Gandhi.


Alessandro Marescotti e' nato nel 1958 e si e' laureato in Filosofia nel 1980. Insegna Italiano e Storia nelle scuole medie superiori. Nel 1991 e' stato fra i fondatori di PeaceLink, rete telematica per la pace, di cui e' attualmente presidente. Con Carlo Gubitosa ed Enrico Marcandalli ha scritto "Telematica per la pace" (Apogeo, 1996). La propria esperienza scolastica e' raccontata nel libro "Apri una finestra sul mondo: telematica e scuola, un'esperienza di solidarieta' con l'Africa" (Multimage, 1997). Ha inoltre scritto "Storia della pace e dei diritti umani" (www.peacelink.it/storia/a/2707.html) e "Diario di rete" (www.peacelink.it/peacelink/a/27503.html) entrambi scaricabili sito di PeaceLink in formato elettronico. E' impegnato anche sulle questioni ambientali e in particolare ha denunciato alla magistratura l'inquinamento da diossina a Taranto]