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Ecco la nuova Libia



di Marinella Correggia

1. Ecco la nuova Libia di Napolitano, di Ban Ki Moon, di Barroso e di tutti gli altri che 
hanno espresso oggi soddisfazione. Eccola in questo video atroce: fra tante altre 
immagini che invece erano montaggi 
(http://www.youtube.com/watch?v=75YhFScM5sU&feature=share&skipcontrinter=1 ) riprende un 
essere umano gravemente ferito, strattonato, circondato dalle blasfeme urla “allah u 
akbar” che accompagnano le esecuzioni di Al Qaeda, in Iraq come in Libia (da mesi ormai), 
come altrove. Le urla di soddisfazione degli esecutori si levano come gli onnipresenti 
colpi di fucil. Macellazione: il termine è appropriato, perché il sangue scorre e 
l’indifferenza per le sofferenze dei viventi scannati è la stessa che c’è nei macelli per 
animali. Del resto, ricordate che in Iraq, i militari americani dicevano ridacchiando di 
aver fatto il tiro al piccione con i soldati iracheni? In Libia, Nato e i suoi alleati 
del Cnt hanno fatto tabula rasa di molti civili e di moltissimi lealisti; e dire che 
avrebbero dovuto limitarsi a far rispettare la no-fly zone e a proteggere i civili se 
minacciati. Chi minacciava in civili in genere (e tanto più nel caso delle città 
assediate da fine agosto)? Le truppe armate del Cnt. Alleate e protette dalla Nato come 
se fossero civili.

2. Allucinante, un assassinio ordinato o compiuto direttamente dalla Nato dai paesi 
“democratici”. Dai paesi consumisti e militaristi, anche durante la crisi. Allucinante ma 
non per Ban Ki Moon, per il quale questa giornata è “storica” per la Libia. Ban Ki Moon è 
il segretario generale delle Nazioni Unite!! Lo stesso che non ha speso un parola su 
questa guerra, nemmeno sui civili di Sirte assediati e uccisi (e immaginarsi se può 
provare pietà per i soldati libici sui quali la nato ha fatto il tiro al tacchino. E 
Napolitano? Anche lui contento. Napolitano è il presidente della Repubblica italiana: ci 
rappresenta davvero questo guerrafondaio capo (il più accanito di tutti, a parlare di 
“iniziativa umanitaria”)? E i capi dell’Unione Europea che si compiacciono della nuova 
era? Ci rappresentano? Forse sì. Questo è l’”orrore su cui si fonda il consumismo” (frase 
di un’amica); sì, anche in tempi di crisi.

3. Oggi 20 ottobre vicino a Bani Walid è stato assassinato anche Sheik Ali, ottant’anni, 
capo tribale della tribù Warfalla. Uomo di pace, non aveva in casa nemmeno un fucile da 
caccia.

4. Non si è risparmiato nulla ai perdenti, per ridicolizzarli meglio. Un pro-Cnt (di 
quelli che senza la Nato non avrebbero fatto un passo) mostra la “pistola d’oro” che 
avrebbero trovato nelle tasche di Gheddafi! E poi naturalmente, dove l’hanno trovato 
ferito (è poi “morto in custodia”)? Saddam lo pescarono, barbone, in una buca, per 
avviarlo subito alla forca. Gheddafi, dicono, si era rifugiato ferito in un tubo di 
cemento sporgente dalla sabbia. Così hanno cercato di annullare il fatto che sia rimasto 
fino all’ultimo nel luogo della Libia più pericoloso, Sirte.

5. E’ stata la Nato a colpirlo? Ecco cosa dice il colonnello Lavoie in una di quelle 
dichiarazioni che a leggerle rivelerebbero altrettanti crimini di guerra o violazioni 
della risoluzione 1973 (alla quale la Nato ha continuato ad aggrapparsi): “aerei della 
Nato hanno colpito due veicoli militari pro-Gheddafi che facevano parte di un gruppo di 
veicoli militari che manovravano vicino a Sirte”. Allora ho chiesto all’ufficio stampa 
della Nato (cjtfuppress at jfcnp.nato.int): come mai avete colpito quei veicoli?”. Loro, 
coda di paglia, si lanciano in una excusatio non petita: “La Nato li ha colpiti perché 
erano una minaccia per i civili. La Nato non prende di mira individui specifici”. Allora 
ho risposto: “Non vi ho chiesto quale obiettivo specifico fosse quello. Ma in che modo 
minacciavano i civili? Dov’erano i civili minacciati?”. Allora hanno fatto rispondere a 
Lavoie: “given the nature of their conduct these armed vehicles continued to represent a 
threat towards civilians”. “Data la natura del loro comportamento, erano una minaccia. I 
combattimenti sono continuati fino alla caduta di Sirte”. Il tirapiedi di Lavoie aggiunge 
che non può aggiungere altro. Ma è chiarissimo: visto che Lavoie si riferisce ai 
combattimenti, significa che gli unici civili che la Nato ha voluto proteggere sin 
fall’inizio del resto, erano gli armati del Cnt. Ma ciò è illegale.

6. Dunque quando si farà un processo alla Nato sarà sempre troppo tardi.

7. E qui, gli occidentali – anche i “movimenti” – che sanno tutto (ma anche là, gli arabi 
addormentati da Al Jazeera), che hanno fatto? Non ha indignato quasi nessuno, nemmeno gli 
indignati, il macello che dura dall’inizio delle bombe (già: prima, i famosi 10mila o 
seimila morti erano stati un’invenzione. Lo hanno dichiarato gli stessi che l’avevano 
denunciato all’Onu…). Forse perché qui è dal 1945 che il cielo non ammazza di bombe e 
molti difettano di immaginazione. Adesso diranno: “Eh però era meglio processarlo…”. 
Siamo democratici e civili, noi gli altri li processiamo gli altri (noi stessi mai). 
Ammazziamo solo con le bombe e la rapina economica ed ecologica. Di cui le guerre come 
questa sono conseguenza e causa. Ma come mai non se ne rendono conto?

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