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4 novembre, un'azione di verita' storica



OGNI VITTIMA HA IL VOLTO DI ABELE. LUCA KOCCI: UN'AZIONE DI VERITA', VERITA' STORICA E 
VERITA' ETICA
 
[Ringraziamo Luca Kocci (per contatti: lkocci at tiscali.it <mailto:lkocci at tiscali.it> 
) per questo intervento. 
Luca Kocci e' insegnante e giornalista, e' redattore di "Adista" e collabora con 
Peacelink ed altri mezzi d'informazione impegnati per la pace e i diritti umani, e' il 
curatore dell'Annuario geopolitico della pace, opera di primaria utilita' per tutte le 
persone impegnate per la pace] 
  
Il prossimo 4 novembre, anniversario della fine della prima guerra mondiale, ricordare le 
vittime invece della "vittoria" non e' un'operazione ideologica, ne' politica e nemmeno 
pacifista. 

E' un'azione di verita', verita' storica e verita' etica. 

E' affermare la verita' storica, rifiutandone il suo strumentale uso pubblico - come fece 
fin da subito il fascismo, disseminando in tutta Italia monumenti ai caduti per tentare 
di edificare il nascente regime sul "sangue dei martiri" della grande guerra -, ricordare 
che nella prima guerra mondiale, limitandosi solo all'Italia, su un totale di 5.900.000 
arruolati (un sesto dell'intera popolazione nazionle), si contarono 677.000 morti - 
100.000 dei quali in prigionia -, un numero doppio di feriti, 470.000 fra renitenti - 
compresi quelli che furono protagonisti di episodi di autolesionismo per sfuggire al 
fronte - e disertori, 4.028 dei quali condannati a morte dai tribunali militari (750 
effettivamente uccisi dai plotoni di esecuzione) e diverse centinaia fatti giustiziare 
sommariamente e senza processo direttamente al fronte per ordine dei generali. 

E' verita' storica riproporre le domande che don Lorenzo Milani rivolse ai cappellani 
militari toscani nel 1965: "Poi siamo al '14. L'Italia aggredi' l'Austria con cui questa 
volta era alleata... Avete detto ai vostri ragazzi che quella guerra si poteva evitare? 
Che Giolitti aveva la certezza di poter ottenere gratis quello che poi fu ottenuto con 
600.000 morti? Che la stragrande maggioranza della Camera era con lui (450 su 508)? 

Era dunque la Patria che chiamava alle armi? 

E se anche chiamava, non chiamava forse a una 'inutile strage'?"

E' verita' storica dire che la prima guerra mondiale fu una guerra imperialista, 
camuffata da guerra per sostenere la causa di liberazione dei popoli, esattamente come le 
"guerre umanitarie" di oggi. 
E allora ricordare non la "vittoria" ma le guerre e le vittime di ieri, significa 
denunciare le guerre e commemorare le vittime di oggi e, purtroppo, anche di domani. 
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