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100 artisti per Kimbau, scommettiamo che ce la facciamo?



Accadono cose drammatiche e straordinarie nella vita. E voglio raccontarvele, anche se - 
lo sento - non ne saro' capace appieno.

Sono in viaggio per Roma e in notturna dal mio smartphone provero' a raccontarvi una 
storia difficile. 
 
Chissa' se trovero' le parole su questa corriera, in una tenue penombra notturna, con una 
minuscola tastierina illuminata nel buio.

Devo raggiungere Emanuele a Roma.

Alle ore 21 di sabato 10 dicembre, cioe' fra poche ore, lui e i suoi amici mettono in 
scena "100 artisti per Kimbau". 

Trovate tutto sul calendario di PeaceLink su www.peacelink.it

Se potete, raggiungeteci.

Lo spettacolo, fortemente voluto da questi ragazzi romani, e' una felice idea, destinata 
a sostenere un progetto di speranza in Africa, nello sperduto villaggio di Kimbau, nella 
Repubblica Democratica del Congo.

Emanuele e' un artista ed e' anche il webmaster del sito www.amicidichiaracastellani.org

Lo spettacolo arriva in un momento molto particolare.

Un difficile percorso di solidarieta' che collega le nostre vite a vite lontane in Africa 
rischia di naufragare.

Storie di sofferenza.  
Poverta'. 
Ma anche ostacoli difficili da raccontare. 
Bastoni fra le ruote messi da chi cerca di "intercettare" gli aiuti e farne un uso 
privato. 

E' una lotta che non vogliamo perdere.

Da una parte la solidarieta'.
Dall'altra la violenza e il sabotaggio della solidarieta'. 

Non avrei mai pensato che portare aiuti sarebbe stato cosi' difficile.

L'Africa non e' un film romantico a lieto fine dove la bonta' trionfa.

I finali sono tanti e spesso imprevedibili.

L'Africa e' un tonfo dopo l'altro, e' il ceffone che ti fa volare via gli occhiali. E' 
una terribile scommessa fra disperazione e speranza.

Paolo e' un amico che ha partecipato alle iniziative di PeaceLink. Alcune settimane fa e' 
stato pestato brutalmente. Lo hanno sequestrato per quasi un'ora. Botte a non finire. 
Un'esperienza terribile. Fino a strappargli tutti i soldi.

E' avvenuto a Kinshasa, la capitale della Repubblica Democratica del Congo.

Paolo si era recato per portare a termine una complicata missione.
 
Oltre settemila dollari (destinati a riparare la centrale elettrica di Kimbau) gli sono 
stati sottratti. In un viaggio precedente avevano provato a travolgerlo con un'auto. 

Questo nostro amico non ha mollato. E ha deciso di rimanere. Ci ha chiesto aiuto. 

A volte una sola persona ne vale cento.

Sto parlando di Gaia, stoffa simile a Paolo. Testa durissima.

Gaia, una nostra amica, non si e' data pace dopo aver saputo del pestaggio di Paolo. 

Gaia a Roma ha preso "per il bavero" tutti gli amici piu' cari. E cosi' e' riuscita a 
raccogliere una somma esattamente equivalente a quella estorta a Paolo. 

La felicita' e' stata immensa. 

Quasi non ci credevo e quando l'ho saputo facevo i salti di gioia.

Ma la voglia di rimontare non e' finita qui.

Noi di PeaceLink abbiamo presentato un progetto e siamo riusciti a ottenere dall'Acea di 
Roma un finanziamento di 11mila euro per riattivare luce e acqua nell'ospedale di Kimbau.

E siccome non c'e' due senza tre, ecco l'annuncio di Emanuele: 100 artisti per Kimbau va 
in scena a Roma!

Lo spettacolo di Emanuele servira' ad andare avanti su questa strada di ruzzoloni e di 
rimonte.

Che non e' assistenza ma lotta democratica contro i giochi di potere.

Gia': giochi di potere e politica. Anche in Africa c'e' la malapolitica, quel tipo di 
squallida politica che in Italia ci oltraggia proprio nelle zone piu' povere e 
disastrate. L'Africa non fa eccezione, specie il Congo dove il lungo passato dominio di 
Mobutu ha portato la corruzione alle stelle. 
 
Dico questo non a caso, perche' non sono stati mesi facili per la dottoressa Chiara 
Castellani. 

Credo che sappiate chi e' Chiara. Vero?
Sul sito www.kimbau.org abbiamo riversato le sue storie, le testimonianze, la vita che ha 
voluto dedicare agli ultimi.

Chiara e' la dottoressa che ha dedicato tutta la propria vita ai poveri e adesso fa la 
spola fra Kimbau e Kenge nella Repubblica Democratica nel Congo.

Chiara ha perso il braccio destro in un drammatico incidente, anni fa.

Paolo e' diventato il suo braccio destro, l'insostituibile logista.

E' molto tempo che l'ospedale di Kimbau non ha l'energia elettrica della centrale.
Occorreva ripararla.

Ma a Chiara sono state tolte prima la direzione dell'ospedale poi quella della scuola 
infermieri.

Il potere.
Ecco i giochi di potere di cui si parlava prima.

C'e' anche in Africa - come in tutto il mondo - una "tipologia umana" che Toto' aveva 
classificato nella categoria del 'caporali'.

Una categoria dell'essere senza tempo e latitudine.

Agli sforzi per ridare dignita' i caporali non credono. I caporali approfittano. 
Arraffano. Vogliono comandare. Anche se non ne hanno le competenze. 

Questo andava detto e va detto perche' il percorso di rinascita passa attraverso la 
restituzione del potere alla povera gente, schiacciata dal doppio peso della poverta' e 
dai caporali.

Saro' a Roma per applaudire Emanele. E per sostenere questa speranza.

Vi scrivo perche'... possiamo farcela, vero?

Alessandro
www.peacelink.it