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Il video del massacro in Siria? E' una evidente montatura



Ho visionato questi due filmati sul "massacro" di cui si parla in queste ore in Siria:
http://www.corriere.it/esteri/12_marzo_12/massacro-siria-homs-donne-bambini_8059aaca-6c2f-11e1-bd93-2c78bee53b56.shtml
http://www.ilgiornale.it/video/homs_massacro_donne_e_bambini/id=homs_bambini

Mi sembrano delle evidenti montature. Nel campo del giornalismo di guerra ogni informazione è falsa fino a prova contraria. Deve essere scrupolo del giornalista documentarne la verità portando a supporto tutte le prove circostanziate che trasformino un video non attendibile in un video attendibile.

Ma in questo caso c'è l'aggravante della "tecnica" di ripresa: chiunque registri filmati anche amatoriali con il telefonino ottiene risultati migliori. Le immagini di questi filmati che ho visionato non sono a fuoco, corrono veloci in alcuni casi, in altri si soffermano a distanza su corpi di cui non si può dire nulla. Possono essere persone che sono stese lì ma che recitano. I trucchi cinematografici ci sono e funzionano quando vediamo i film. Quelle immagini possono essere girate ovunque. Con la diffusione dei cellulari delle tecnologie satellitari si è diffusa questa vaga idea che ci sarebbero attivisti in grado di far uscire "con il satellite" immagini raccapriccianti. Ma se questi attivisti sono così bravi a usare le tecnologie satellitari, come mai sono così incapaci di mettere a fuoco le immagini che un normale autofocus rende in automatico?
Appare evidente una tecnica di manipolazione delle immagini perché nessun telefonino, anche il peggiore, fornisce immagini così poco definite e incerte.

Il video de Il Giornale, poi, è un chiaro invito ad appoggiare l'Esercito Siriano Libero e la lotta armata, in aperta polemica con Kofi Annan.
Più propaganda di così...
Veniva Kofi Annan, non era gradito agli insorti, ed ecco che sbuca un filmato così.

Ma soprattutto è ovvio che se fossero stati i governativi non avrebbero lasciato tali prove nelle mani degli insorti.
E' evidentissimo che si tratta di una propaganda militare.

Sono veramente stupito da come una montatura così evidente riesca a fare tanto rumore.

Infine: chi diffonde queste immagini ha il dovere di dimostrare la loro autenticità e di verificarne le fonti. E se le fonti non sono verificabili ha il dovere di dirlo e di porre il pubblico di fronte ad una corretta informazione, evidenziando l'aspetto dubitativo, così come si fa per le informazioni che provengono dal regime siriano. Senza questa doverosa operazione di verifica il giornalista viene meno alla Carta dei Doveri del Giornalista e ai suoi obblighi deontologici.

Alessandro



Dalla Carta dei Doveri del Giornalista

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