[Date Prev][Date Next][Thread Prev][Thread Next][Date Index][Thread Index]

"Pace in Siria": cresce il movimento di riconciliazione "Mussalaha"



"Pace in Siria": cresce il movimento popolare di riconciliazione "Mussalaha"

Damasco (Agenzia Fides) - Nuovi incontri e nuove iniziative per il movimento popolare 
interreligioso "Mussalaha" ("Riconciliazione"), che propone una "riconciliazione dal 
basso" a partire dalle famiglie, dai clan, dalle diverse comunità della società civile 
siriana, stanca del conflitto. Mentre il paese è dilaniato dal conflitto, iniziative e 
incontri di pace si stanno moltiplicando, nascendo in modo del tutto spontaneo e 
indipendente: nei giorni scorsi un nuovo incontro che ha visto coinvolti leader civili, 
leader religiosi moderati, cristiani e musulmani, leader tribali, cittadini sunniti e 
alawiti del mosaico che compone la società siriana, si è tenuto a Deir Ezzor, nella 
provincia di Djazirah (Siria orientale), nei pressi dell'Eufrate. Il movimento, notano 
fonti di Fides, intende dire "No" alla guerra civile e rimarca che "non si può continuare 
con un bilancio che si attesta fra 40 e 100 vittime al giorno. La nazione viene 
dissanguata, perde i giovani e le sue forze migliori". Per questo urge una iniziativa 
nuova che viene dal "genio popolare", da persone "che desiderano una vita dignitosa, che 
rifiutano la violenza settaria e il conflitto confessionale, come le contrapposizioni 
ideologiche e politiche precostituite". In molte città siriane, dove da un lato vi sono 
scontri e vittime - riferiscono fonti di Fides - "crescono gesti di amicizia e di 
riconciliazione, offerti da leader civili moderati verso rappresentanti di comunità 
considerate ostili (accade fra alawiti e sunniti), nello spirito di garantire sicurezza e 
pace grazie alla società civile". Il movimento spera di trovare un riferimento 
istituzionale nel Ministro per la Riconciliazione, il socialista Ali Haider, nominato nel 
nuovo esecutivo siriano e proveniente dal partito di opposizione "People's Will Party".
Ma intanto sta trovando sostegno anche all'estero: l'irlandese Mairead Maguire, Premio 
Nobel per la pace nel 1976 con Betty Williams e leader del movimento "The Peace People", 
in un comunicato inviato a Fides dice "No alla guerra in Siria", e afferma: "Dobbiamo 
metterci nei panni del popolo siriano e trovare vie pacifiche per fermare questa folle 
corsa verso una guerra che le madri, i padri e figli della Siria non vogliono e non 
meritano". Il testo aggiunge: "Urge sostenere quanti lavorano per la pace in Siria e che 
cercano un modo di aiutare i 22 milioni di siriani a risolvere il loro conflitto, senza 
promuovere il caos o la violenza". La Premio Nobel invita le Nazioni Unite ad "essere un 
forum dove tali voci siriane siano ascoltate", le voci di "persone che hanno lavorato 
duro per la Siria, per l'idea della Siria come paese laico, pacifico e moderno". (PA) 
(Agenzia Fides 27/6/2012)
www.peacelink.it