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Operai di Trieste sostengono la lotta anti-inquinamento a Taranto e scrivono a Landini



MARTEDÌ 7 AGOSTO 2012

LETTERA APERTA A LANDINI su ILVA TARANTO

Siamo presenti da più di dodici anni con varie iniziative all’ingresso della Ferriera di 
Servola a Trieste, stabilimento siderurgico nel quartiere omonimo.
Abbiamo protestato assieme agli operai in occasione degli infortuni mortali che si sono 
succeduti in quella fabbrica e per la sicurezza sul lavoro. Abbiamo raccolto le 
testimonianze sulle condizioni di lavoro e rese pubbliche al posto di chi non poteva 
farlo perché stava nel mirino dell’azienda.
Abbiamo indossato le tute bianche per contrastare l’uso abnorme e di sfruttamento che 
l’azienda faceva dei contratti di formazione. Siamo riusciti per ben due anni a 
riunificare operai e sindacati, vari comitati di cittadini e organizzazioni ambientaliste 
in una struttura di confronto e di iniziativa comune che è stata l’esperienza del Forum 
Ferriera.
Abbiamo cercato di dare rilevanza nazionale all’esperienza e al dibattito in corso a 
Trieste e qualche volta ci siamo riusciti, ma l’incidenza sul PIL nazionale delle 
produzioni della Ferriera di Servola  non è così imponente come quella di altri 
stabilimenti e settori. Abbiamo attraversato assieme agli operai e alla città il calvario 
del sequestro degli impianti, del ricatto occupazionale, delle promesse di risanamento 
degli impianti. Ci siamo scontrati con la speranza ciclica di un nuovo “padrone”, che 
sostituisca o affianchi ( come ha fatto per anni la multinazionale russa Severstal ) 
Lucchini, il gemello di Riva.

Per questi motivi quando sono cominciate ad arrivare le notizie da Taranto abbiamo 
esclamato un vivace “ Finalmente ! ”. Quello che gli operai tarantini hanno dichiarato 
alla conferenza stampa del presidente dell’ILVA Ferrante è assolutamente vero. Quante 
volte ci siamo trovati in piazza con le facce imbarazzate dei compagni sindacalisti ed 
operai che si vergognavano perché i capi stavano stabilendo i cambi turno alla 
manifestazione e in fabbrica. Indicavano quali operai potevano restare a manifestare e 
quali dovevano rientrare per coprire il turno di lavoro. L’ultima volta gli operai sono 
scesi in sciopero con l’obbiettivo di sbloccare la situazione dei pagamenti dalla 
centrale di cogenerazione Elettra alla Lucchini. Qualcuno di loro continua a definirla :” 
La manifestazione in cui ho fatto il Bancomat per l’azienda “. E’ vero anche che durante 
lo sciopero, come hanno affermato i lavoratori nella citata conferenza stampa di Taranto, 
la produzione aumenta e l’azienda ci guadagna. Succede regolarmente anche a Trieste, 
generando senso di impotenza tra le nostre fila.

Quando abbiamo letto il comunicato del “Comitato operai e cittadini liberi e pensanti” 
abbiamo ricordato l’esperienza del Forum Ferriera e non abbiamo esitato un momento: il 
due agosto l’abbiamo distribuito al cancello della Ferriera assieme ad un nostro 
volantino sul “paradosso del CIP6”. Il paradosso del CIP6 è quel meccanismo viziato per 
cui i cittadini pagano un sovvrapiù nella bolletta elettrica e questi soldi dovrebbero 
finanziare le produzioni di energia rinnovabile. La parte più cospicua del CIP6 nazionale 
, grazie ad una apposita leggina, finisce nei grandi complessi industriali e come nel 
caso di Trieste in una centrale di cogenerazione che produce energia con i gas refusi – 
recuperati – dello stabilimento. Il paradosso continua perché la Lucchini ha affermato 
che lo stabilimento ha i conti in attivo solo finchè rimane il contributo CIP6 e poi si 
va a chiusura, data prevista 2015.

Anche il nostro percorso politico e sindacale non è stato immune da confronti pesanti e 
da accuse che oggi ritroviamo nelle cronache e nei commenti da Taranto. Non è sicuramente 
piacevole essere accusati di ignorare la difesa del posto di lavoro di 500 operai. Quando 
abbiamo dimostrato che durante la gestione Lucchini la forza lavoro impiegata si era già 
ridotta di 500 persone il segretario provinciale della CGIL ci ha detto che era un dato 
accettabile e fisiologico. Ci siamo scontrati anche noi con la lobby “negazionista 
dell’inquinamento” che non è composta solo da capi reparto ma ha una struttura 
trasversale che va dal militante sindacale stile “socialismo reale” che vede la sua 
emancipazione nel “lavoro a tutti i costi” ( fumo o fame ) all’operaio che ha appena 
fatto il mutuo e cerca di fare più “sedicini” che può per pagarlo. ( un sedicino è un 
turno continuato di sedici ore ).

Se i problemi posti dagli operai e dai cittadini sono reali, e noi siamo certi che sia 
così perché li abbiamo riconosciuti uno ad uno nelle loro descrizioni, è ora di aprire il 
confronto e di ricercare nuove strade. Grazie ai “fatti di Taranto” è iniziato un 
dibattito sui giornali nazionali e in tanti hanno provato a cimentarsi con il binomio “ 
ambiente e lavoro” . Ci hanno provato quelli che lo fanno da anni, qualcuno l’ha presa 
come una gara di letteratura e non un terreno di iniziativa politica, altri hanno 
cominciato onestamente a cercare di comprendere. Teniamo vivo il dibattito e le 
iniziative, usciamo dalle rispettive trincee e cerchiamo come nei momenti migliori dei 
movimenti di ricercare e lottare assieme.

Per questo motivo, dopo aver letto delle denunce a 41 operai e cittadini per la 
manifestazione del 2 agosto, chiediamo al segretario della FIOM di adoperarsi a spiegare 
che alle volte le contestazioni sono semi che danno frutti migliori nel futuro se non si 
lasciano seccare. Rivendichiamo che contestare il sindacato è un fatto che può succedere, 
che si può condividere o meno, ma non è sicuramente un reato.

Chiediamo a TUTTI coloro che hanno scritto a vario titolo sui fatti di Taranto e sulla 
siderurgia in Italia, alla Rossanda e Asor Rosa, a Luciano Gallino e a Stefano Rodotà, e 
a tutti gli altri di non smettere di scrivere e approfondire l’argomento e di lanciare un 
appello per il proscioglimento e la decadenza delle accuse per le contestazioni alla 
manifestazione del 2 agosto a Taranto.


Igor Kocijancic
consigliere regionale PRC FVG
Antonio Saulle
segretario provinciale di Rifondazione Comunista
(già segretario provinciale di Trieste della FIOM )
Paolo Hlacia
uno dei promotori del Forum Ferriera
(all’epoca responsabile lavoro Trieste del PRC )
Trieste 5 agosto 2012

------Messaggio originale------
Da: Paolo Hlacia
A: federazione at prcts.191.it
Oggetto: IL blog per discutere la lettera aperta a Landini su Ilva Taranto & altri 
articoli sul tema
Inviato: 8 ago 2012 09:10

http://letteraapertalandini.blogspot.it/
ecco il blog con la lettera aperta a Maurizio Landini su ILVA di Taranto
e altri articoli sull'argomento

www.peacelink.it